UNA NUOVA ODISSEA...

DA JOHANN GUTENBERG A BILL GATES

Cari lettori, cari collaboratori e collaboratrici, “Odissea” cartaceo ha compiuto 10 anni. Dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio, senza chiedere un centesimo di finanziamento, senza essere debitori a padroni e padrini, orgogliosamente poveri, ma dignitosi, apertamente schierati contro poteri di ogni sorta. Grazie a tutti voi per la fedeltà, per la stima, per l’aiuto, per l’incoraggiamento che ci avete dato: siete stati preziosi in tutti questi dieci anni di vita di “Odissea”. Insieme abbiamo condiviso idee, impegni, battaglie culturali e civili, lutti e sentimenti. Sono nate anche delle belle amicizie che certamente non saranno vanificate. Non sono molti i giornali che possono vantare una quantità di firme prestigiose come quelle apparse su queste pagine. Non sono molti i giornali che possono dire di avere avuto una indipendenza di pensiero e una radicalità di critica (senza piaggeria verso chicchessia) come “Odissea”, e ancora meno quelli che possono dire di avere affrontato argomenti insoliti e spiazzanti come quel piccolo, colto, e prezioso organo. Le idee e gli argomenti proposti da "Odissea", sono stati discussi, dibattuti, analizzati, e quando occorreva, a giusta ragione “rubati”, [era questa, del resto, la funzione che ci eravamo assunti: far circolare idee, funzionare da laboratorio produttivo di intelligenza] in molti ambiti, sia culturali che politici. Quelle idee hanno concretamente e positivamente influito nella realtà italiana, e per molto tempo ancora, lo faranno; e anche quando venivano avversate, se ne riconosceva la qualità e l’importanza. Mai su quelle pagine è stato proposto qualcosa di banale. Ma non siamo qui per tessere le lodi del giornale, siamo qui per dirvi che comincia una una avventura, una nuova Odissea...: il gruppo redazionale e i responsabili delle varie rubriche, si sono riuniti e hanno deciso una svolta rivoluzionaria e in linea con i tempi ipertecnologici che viviamo: trasformare il giornale cartaceo in uno strumento più innovativo facendo evolvere “Odissea” in un vero e proprio blog internazionale, che usando il Web, la Rete, si apra alla collaborazione più ampia possibile, senza limiti di spazio, senza obblighi di tempo e mettendosi in rapporto con le questioni e i lettori in tempo reale. Una sfida nuova, baldanzosa, ma piena di opportunità: da Johann Gutenberg a Bill Gates, come abbiamo scritto nel titolo di questa lettera. In questo modo “Odissea” potrà continuare a svolgere in modo ancora più vasto ed efficace, il suo ruolo di laboratorio, di coscienza critica di questo nostro violato e meraviglioso Paese, e a difenderne, come ha fatto in questi 10 anni, le ragioni collettive.
Sono sicuro ci seguirete fedelmente anche su questo Blog, come avete fatto per il giornale cartaceo, che interagirete con noi, che vi impegnerete in prima persona per le battaglie civili e culturali che ci attendono. A voi va tutto il mio affetto e il mio grazie e l'invito a seguirci, a collaborare, a scriverci, a segnalare storture, ingiustizie, a mandarci i vostri materiali creativi. Il mio grazie e la mia riconoscenza anche ai numerosi estimatori che da ogni parte d’Italia ci hanno testimoniato la loro vicinanza e la loro stima con lettere, messaggi, telefonate.

Angelo Gaccione
LIBER

L'illustrazione di Adamo Calabrese

L'illustrazione di Adamo Calabrese

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA

FOTOGALLERY DECENNALE DI ODISSEA
(foto di Fabiano Braccini)

Buon compleanno Odissea

Buon compleanno Odissea
1° anniversario di "Odissea" in Rete (Illustrazione di Vittorio Sedini)


"Fiorenza Casanova" per "Odissea" (Ottobre 2014)

martedì 30 aprile 2013

1° Maggio, Firma day in tutta Italia


CS. Primo Maggio, Firma Day in tutta Italia per la legge di Iniziativa Popolare Zero Rifiuti - 50mila firme già raccolte

COMUNICATO STAMPA
Primo Maggio, Firma Day in tutta Italia 
per la legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero
Con la legge 500mila posti di lavoro in 80 mesi

Dopo lo straordinario successo del Firma Day di due settimane fa gli attivisti della Legge Rifiuti Zero tornano nelle piazze e nelle strade del nostro Paese per continuare a raccogliere firme per la Legge di Iniziativa Popolare. Lo fanno mercoledì Primo Maggio, giorno della festa dei lavoratori.
In meno di due settimane i volontari di Rifiuti Zero hanno già raggiunto l'obiettivo delle 50mila firme necessarie per presentare la Legge di Iniziativa Popolare adesso l'asticella si alza: vogliamo moltiplicare di tre quattro, cinque volte questa cifra per dimostrare ai nostri rappresentanti nelle istituzioni la portata della nostra rivoluzione culturale e la sensibilità della popolazione al problema dei rifiuti. Il messaggio dovrà essere chiaro: fate presto, il Paese ve lo chiede.
La scelta del primo maggio non è casuale, lavoro è una delle 5 parole (insieme a sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione) che rappresentano i fondamenti della Legge Rifiuti Zero. Se infatti la legge Rifiuti Zero venisse approvata in 80 mesi si produrrebbero 500mila posti di lavoro: sarebbe l'unica grande opera, pulita, verde, proiettata verso un futuro migliore di cui l'Italia avrebbe bisogno.
Firmare per la Legge Rifiuti Zero il Primo Maggio significa, oltre che auspicare un futuro senza discariche e inceneritori, anche dare un'opportunità per il rilancio del paese e dell'occupazione nel nostro Paese. Riprenderti il lavoro, oggi puoi.


Luca Faenzi – Roma

Recuperiamo le cascine urbane

Nei giorni scorsi il M5S ha esposto le ragioni per cui era e rimane contrario alla realizzazione di Expo a Milano. Poiché nessun altro partito ha condiviso questa posizione, appare al momento improbabile che si riesca effettivamente a impedire lo svolgimento della manifestazione. "A questo punto" dice la candidata alla presidenza Silvana Carcano "se non possiamo bloccare la manifestazione possiamo almeno cercare di limitare i danni facendo in modo che l'Expo serva davvero alla città e non solamente ai big delle costruzioni. Per questo appoggio la proposta, presentata dal candidato a 5 Stelle Renato Plati, di proporre agli Stati che parteciperanno a Expo di allestire il proprio padiglione in una delle 16 cascine esistenti nel territorio del Comune di Milano. Il Comune di Milano non ha infatti i fondi per ristrutturarle e il rischio concreto è che prima o poi finiscano anch'esse vittima della speculazione. Non ho dubbi che la Francia sarebbe orgogliosa di organizzare la propria presenza all'interno della cascina Linterno dove soggiornò Petrarca". "Questa Expo doveva essere l'Expo della terra" dice Plati "e invece, poiché non è stata finora piantata neanche una pianta, sembra destinata a diventare l'Expo che ruba la terra per trasformarla in palazzine di cui non si conosce neanche la futura utilizzazione. Se invece si utilizzeranno le cascine, si otterrà da un lato il risultato di salvaguardare un bene che si sta perdendo e dall'altro di offrire ai Paesi espositori un ambito in cui possano davvero esprimere concretamente il tema della manifestazione: 'Nutrire il Pianeta'. Questo permetterà tra l'altro a tutta la città di condividere e vivere l'esperienza di Expo, anziché solamente all'area di Rho". Quella di utilizzare le cascine, anziché spargere nuovo cemento, è la traduzione pratica di una delle più importanti proposte del M5S per la regione Lombardia, la moratoria nelle costruzioni per bloccare il consumo di suolo nella regione più cementificata d'Italia. "Solo a Milano sono 80.000 gli alloggi sfitti, senza contare i nuovi insediamenti in via di realizzazione come Porta Vittoria, Adriano, Santa Giulia, CityLife e gli immobili commerciali in crisi ormai da anni " -  sottolinea Silvana Carcano. "Oltre al danno derivante dal consumo di suolo, ai Lombardi spetta anche la beffa dovuta alla perdita di valore del bene più prezioso delle famiglie: la casa. Il primo risultato di questa frenesia costruttiva è di far diminuire il valore degli immobili comprati dai Lombardi con anni di sacrifici, a vantaggio esclusivo degli assessori che concedono le licenze edilizie e dei proprietari di terreni che moltiplicano il loro valore quando da agricoli vengono trasformati in edificabili".

  
Movimento 5Stelle Lombardia,
 COMMITTENTE RESPONSABILE
 Silvana Carcano

lunedì 29 aprile 2013

venerdì 26 aprile 2013

Tra le testimonianze per il decennale di ODISSEA


Cari amici,

nell’ultimo numero cartaceo di Odissea, che segna “dieci anni di libertà rivendicati con orgoglio” e la transizione verso il telematico (www.libertariam.blogspot.com) della rivista, il direttore Angelo Gaccione ha riportato, tra le molte testimonianze e i molti apprezzamenti, solo 7 di quelle da lui ritenute più significative (in allegato la pagina in questione) per ovvie ragioni di spazio. E non posso che essere lusingato e pure commosso di ritrovarmi insieme a nomi come i filosofi Carlo Sini e Fulvio Papi, la critica e traduttrice Gabriella Galzio, il critico letterario Gian Carlo Ferretti, il giornalista e saggista Pino Aprile, e il poeta Tiziano Rossi. Certamente non meritavo di figurare insieme a tali insigni intellettuali e letterati.

Penso allora che lo scrittore Angelo Gaccione abbia tenuto conto del mio impegno, sinergico e solidale con Odissea, profuso con il mio Centro Culturale Candide in questi suoi primi 6 anni. Del resto promuovere l’arte e la cultura, sia letteraria che scientifica, facendone la testimonianza più forte dell’impegno morale e sociale, costituzionalmente sancito, dovrebbe essere l’impegno di tutti. Se solo pensiamo all’incoerenza dell’attuale declino politico ed economico con il nostro patrimonio di storia, cultura e arte, invidiato dal resto del mondo, abbiamo un sussulto di rabbia e di comprensibile indignazione. Dobbiamo però sforzarci di essere propositivi, di rinforzare il nostro amore  per il sapere e per la corretta informazione.

I numerosi temi affrontati da questo piccolo, colto (ma senza abbandonarsi al “gergo dei colti”), prezioso organo di informazione, sono stati discussi dibattuti, analizzati, anche “rubati”, in molti ambiti, culturali e politici, avendo influito, e continuando a influire – con la maggior incisività e diffusione ora della rivista on-line –  nella realtà italiana. E anche temi che dovevano essere prerogativa della classe politica e dovere primario delle istituzioni, come la salute pubblica e la tutela ambientale, hanno avuto voce attraverso Odissea.

Penso che tutti dobbiamo essere grati ad Angelo Gaccione per la sua tenacia, per la sua passione civile e libertaria. Questo suo viaggio battagliero e coraggioso, pieno di insidie, deve continuare, perché la ricerca della verità e il desiderio di ritorno a Itaca, la nostra più vera umanità, impone di smascherare i tanti mostri e le tante sirene che vorrebbero fermarci e incantarci. La vera meta finale sarà allora per noi tutti, se non la verità, certamente una rinnovata coscienza.

MdCampiglio, 25 aprile 2013     Avv. Giovanni Bonomo - Centro Culturale Candide
                                                               



giovedì 25 aprile 2013



La vittoria di Pirro e di Grillo.

Contro ignoranza la ragion non vale.
L'ha fatta Grillo fuori dal pitale.
Con tutto il suo gridar che cosa ottenne?
Al trono d'incollare ottantottenne.
Ch'altro non spera che un inciucio grave
con scusa ch'egli dee salvar la nave.
Sicuro è d'essere l'unico nocchiero
(scusate se a me non sembra vero).
La stella sua più non farà scintille;
da milioni, seguaci saran mille.
Chi troppo vuole spesso nulla stringe
e non v'è d'uopo interrogare sfinge:
Beppe col fido (e ricco) Casaleggio
presto saran oggetto di dileggio.
Altro che amministrare lor lo Stato!
Dura l'avrebber con picciol caseggiato.
Piccì col trentacinque contò niente;
col venticinque Grillo è come assente.
Cosa sperava? Rodotà signore?
Se vero, uscir dovea mostrando onore.
Se a ottantadue il sesso più non tira
la smania del poter giunge alla pira.
Se passa il tram una volta sola
vacuo è chi guida prender per la gola.
La riforma non c'è neanche stata;
controriforma s'è digià avverata.
Speriam almen grillini attenti ai conti
e men del loro capo siano tonti.

Luigi Caroli

 La morte oscura di Giuseppe Uva
Appello della sorella Lucia

Firma la petizione
Ciao Angelo,


Vorrei sapere come è morto mio fratello Giuseppe Uva. Chiedi insieme a me che il caso venga assegnato ad un altro PM prima della prescrizione.
 Cinque anni fa mio fratello moriva a soli 43 anni, dopo essere stato fermato e trattenuto nella caserma dei carabinieri di Varese.
Nessuna indagine é stata conclusa su quanto accaduto quella maledetta notte, nessuna risposta mi è stata data sulla morte di Giuseppe, che ho visto all’obitorio con un pannolone e 78 macchie di sangue sul cavallo dei pantaloni. E a breve il processo andrà in prescrizione.
Chiedo che prima che questo succeda venga sentito il testimone di quella notte; io credo che mio fratello sia morto per pestaggio. Non è stato ascoltato infatti Alberto Biggiogero condotto in caserma insieme a mio fratello, il quale ha sempre raccontato di aver sentito le grida atroci di Giuseppe provenire dalla stanza dove era stato rinchiuso, tanto da chiamare dalla stessa caserma il 118 per chiedere un intervento.
Non mi sembra di chiedere la luna, voglio solo sapere cosa è successo a mio fratello.
Finora l’unico procedimento avviato è su di me, che presa dalla disperazione ho insultato su Facebook i due carabinieri e i sei poliziotti che al telefono ridevano di mio fratello, quella maledetta notte. La scorsa settimana c'è stato il secondo atto giudiziario in tribunale: un medico è stato assolto dall’accusa di aver somministrato dosi eccessive di ansiolitici e calmanti, un altro è stato prosciolto prima ancora che si arrivasse al rinvio a giudizio, mentre un terzo era già stato assolto dopo un processo davanti al tribunale monocratico.
Chiedo che l'indagine venga assegnata ad un altro pubblico ministero che voglia davvero cercare la verità e la giustizia.
Per favore non lasciatemi sola, voglio sapere come è morto mio fratello.

Grazie,
Lucia Uva via Change.org

domenica 21 aprile 2013

ADDII


È MORTO A BORGO DI TERZO (BERGAMO)
IL PITTORE VALENTINO DIONISI

Mercodì 17 aprile è morto, all’età di 74 anni, il pittore milanese Valentino Dionisi. Era nato nel 1939 ed aveva preso parte attiva ai fermenti artistici degli anni più vivi dell’ambiente artistico milanese. Aveva frequentato amici pittori come Usellini (direttore dell’Accademia di Brera), Milani, Chighine, Segota, e quelli del bar Jamaica fra cui Crippa e Dova. Dopo vari soggiorni a Parigi, Madrid, Londra e Roma, era ritornato nella sua città di nascita, e solo molti anni più tardi si era trasferito a Borgo di Terzo, un piccolo paesino della bergamasca a cui era tanto legato, dove ha vissuto, lavorato e dove è scomparso. Aveva esposto nelle principali città italiane ed europee, ed eseguito composizioni murali in edifici pubblici e privati, pubblicate su riviste quali “Architettura”, “Interni –la rivista dell’arredamento-”, “L’oeil du décorateur”, “L’arredamento in Italia ieri e oggi”, ed altre riviste specializzate. Notevole il suo lavoro di illustratore, di capolavori come la “Divina Commedia”; al capolavoro dantesco Dionisi ha dedicato ben 330 tavole (acrilici su cartoncino 50x70) realizzate nel corso di due intensi anni di studio e di lavoro. Trenta di questi dipinti erano stati esposti allo Spazio Guicciardini di Milano nel novembre 2011, esposizione curata da Antonio Ponte estimatore e collezionista dell’artista, e voluta dall’assessorato alla cultura della Provincia di Milano. Ma anche le illustrazione dell’“Apocalisse”, del “Don Chisciotte”, dell’ “Odissea”, del “Pinocchio”. I bellissimi dipinti del “Pinocchio”, a 130 anni dalla nascita del capolavoro collodiano, erano stati esposti in una corposa mostra voluta dalle Edizioni Nuove Scritture, prima nelle sale del Castello di Vigevano, poi in Toscana, alla Fondazione Nazionale “Carlo Collodi”. Dionisi aveva anche realizzato i disegni dei trentasei capitoli de Le avventure di Pinocchio, in una edizione introdotta, curata e annotata da me. Si tratta della prima edizione completamente annotata, ora in circolazione, pubblicata sempre dalle Edizioni Nuove Scritture. Magnifici disegni di Dionisi avevano accompagnato il fortunato libro di racconti Il viaggio, in cui figurano racconti di Pontiggia, Tadini, Gaccione, Maraini, Prisco, Bonura, Consolo, Petrignani, Lagorio e tanti altri. Ci conoscevamo da molti anni, avevo spesso scritto del suo lavoro e ospitato su “Odissea” suoi dipinti. A “Odissea” era molto legato e rinnovava l’abbonamento con una puntualità eccezionale. La sua tavola ad olio ispirata al mio racconto “Il viaggio” che dava il titolo all’omonimo libro, è su una delle pareti di casa mia, assieme ad una Tauromachia che aveva voluto regalarmi quand’ero andato a trovarlo a Borgo di Terzo, una casa inserita dentro un antico e suggestivo monastero. Un posto ideale per un pittore come lui.

Disegno di Pinocchio (Valentino Dionisi)




Periodo amaro, questo, per noi di “Odissea”. È scomparso a Milano anche il poeta Franco Viola.
Era da pochissimo uscito il suo nuovo libro Milano quartiere liberty, che dovevamo presentare sia a Milano che nella sua Saracena, nella Calabria cosentina, ma non ne abbiamo avuto il tempo. La salma di Franco è stata portata nella sua terra dove riposano anche i suoi genitori.





Anche un altro nostro amico e collaboratore, il poeta Giulio Stocchi, è stato colpito da un grave lutto: ha perso la madre, a Sestri Levante dove risiedeva. Giulio ha scritto questi versi in suo ricordo.

A.G.

Agorà


AGORÀ
di Fulvio Papi

Ricordo di Carlo Carabelli

il filosofo Fulvio Papi ricorda l'amico Carlo Carabelli
recentemente scomparso.

Carlo Carabelli ci ha lasciato, con l'ultima decisione nata dal suo stile personale, per lui del tutto spontaneo, originato da una fedeltà a se stesso e al proprio modo di sentire il mondo. Quando il male che da anni gli rubava ogni spazio di esistenza ebbe partita vinta, riservò a se stesso l'ultima parola. Poiché questo Carlo aveva ben chiaro: che cosa fosse il se stesso e quali obblighi gli poneva nelle sue relazioni. Conoscevo Carlo Carabelli da quand'era ancora un ragazzo, all'inizio degli anni Sessanta. Era già stato a Parigi e conosceva un modo teorico di capire gli autori, Proust come Hume, che da noi fu noto più tardi. Ma questo sapere non era mai ragione di vanto, come non mancava mai di fare arrivare, con totale schiettezza, la sua osservazione critica sui discorsi altrui, i miei compresi. Con un effetto che poteva apparire strano: la critica, sulle prime, poteva sembrare nata da una regione esterna al discorso in questione e poi, ripensata, mostrava invece il nostro lavoro in una prospettiva diversa e svelava la nostra dimenticanza, oppure il nostro ricorrere a una soluzione già nota. Sapevo questa sua mirabile qualità e, da un certo momento in poi, non ho mai pubblicato qualcosa di impegnativo senza pregarlo di dargli una lettura e un parere. Carlo, professore di storia della filosofia a Ferrara, ha lavorato con me un anno in quella Università. Lui più sicuro, io più apprensivo, formavamo un ottima coppia didattica. L'amicizia aiuta molto in questi casi. Non riesco ad abituarmi al fatto che non c'è più e penso, senza nemmeno accorgermene, a un provvisorio rinvio. Probabilmente è un modo inconscio per accettare quella solitudine che c'è sempre quando il proprio mondo diviene via via più piccolo e più silenzioso.

                                                      
                                                                                                                        

CI RIPROVANO



 Le bugie del governo Monti sul MUOS di Niscemi
di Antonio Mazzeo

Un “disguido”. Cioè un mero errore d’interpretazione o di valutazione degli atti predisposti dalla Regione Siciliana che ha consentito al Pentagono di fare un piccolo passo avanti nella costruzione del terminale terrestre del MUOS di Niscemi. Così, in barba al decreto di revoca delle autorizzazioni ai lavori d’installazione delle tre mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari all’interno della riserva naturale “Sughereta”, firmato a Palermo lo scorso 29 marzo, tecnici ed operai hanno ottenuto l’Ok a completare pure il terzo traliccio dell’impianto di morte della Marina militare Usa. Secondo il viceministro degli Esteri Staffan de Mistura e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, si è trattato però di un semplice malinteso. “I due uomini di governo che abbiamo incontrato a Roma lunedì 15 aprile ci hanno comunicato che c’è stato un disguido con la revoca dei lavori del MUOS”, spiega il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa. “Ci hanno però assicurato che i lavori sono stati bloccati almeno fino al prossimo 31 maggio, quando sarà depositato lo studio sull’impatto elettromagnetico delle antenne che è stato commissionato all’Istituto Superiore della Sanità. Sino ad allora verranno garantite solo le attività di manutenzione della stazione di telecomunicazione e gli unici ingressi nella base saranno quelli dei militari statunitensi preposti al suo funzionamento”. Con o senza revoca, i lavori del MUOS potranno ripartire dunque l’1 giugno se l’ISS darà il suo star bene all’impianto. L’ipotesi di assegnare a quest’organismo l’ultima parola sull’installazione del sistema satellitare è stata fortemente caldeggiata proprio dalla giunta Crocetta, nonostante in tanti avessero espresso dubbi sull’effettiva “indipendenza” dell’istituto noto per le sue posizioni negazioniste in tema di rischio elettromagnetico. I giornalisti Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani ricordano nel volume Onde Anomale (Editori Riuniti, Roma, 2012) come Radio Vaticana per difendersi dalle accuse d’inquinamento ambientale nel procedimento penale che l’ha vista poi condannata, si sia affidata alla consulenza tecnica della dottoressa Susanna Lagorio dell’Istituto Superiore di Sanità. Né Rosario Crocetta né il governo Monti hanno poi tenuto conto delle richieste dei No MUOS e del Movimento 5 Stelle di far partecipare ai lavori della commissione il professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino che insieme al fisico Massimo Coraddu ha provato l’insostenibilità ambientale del MUOS. “Anche se non ne farò parte perché non mi hanno voluto vi scrivo io già ora le conclusioni a cui giungerà la Commissione dell’Istituto Superiore di Sanità”, ironizza il docente del Politecnico. “Allo stato dell’arte, non risulta in letteratura alcuna prova di correlazione dimostrabile fra campi elettromagnetici ed effetti sulla salute. Quindi non vi è il minimo rischio per la popolazione. I rappresentanti istituzionali a livello territoriale si accorgeranno così come da Roma li hanno beffati…”.     

L’impegno dell’esecutivo a congelare l’affaire MUOS sino a fine maggio contrasta poi con quanto dichiarato il 10 aprile scorso dal Ministero della Difesa in un comunicato stampa. Dopo aver ribadito che l’installazione delle parabole “potrà iniziare soltanto quando saranno resi noti i risultati dello studio indipendente”, il dicastero retto da Giampaolo Di Paola ha inteso far sapere che a Niscemi proseguiranno comunque i “lavori di predisposizione” del MUOS. Un gioco di parole per mascherare la violazione dello stop alle attività del cantiere concordato a metà marzo da Mario Monti e il presidente Crocetta, violazione documentata con foto e filmati dai militanti e dalle Mamme No MUOS. Con la conseguenza che il Movimento che si oppone al progetto ha dovuto riprendere le azioni di blocco della base militare di contrada Ulmo per impedire l’ingresso degli automezzi delle aziende contractor. “Il successo della grande manifestazione nazionale del 30 marzo a Niscemi ed il provvedimento di revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia non hanno fermato, ma anzi ringalluzzito l’arroganza della Marina militare statunitense nella prosecuzione dei lavori di costruzione del MUOS, umiliando ancora una volta la sovranità popolare e l’ARS”, commenta Alfonso Di Stefano del Comitato No MUOS – No droni di Catania. “Vista l’inefficacia pratica dei provvedimenti istituzionali e giuridici è solo grazie alla vigilanza e alla prosecuzione dei blocchi che è stato impedito in questi giorni il transito dei mezzi, praticando così dal basso la revoca dei lavori”.
La resistenza non violenta dei giovani e delle donne No MUOS ha ridato ancora una volta i suoi frutti. Da alcuni giorni i cantieri sono tornati ad essere deserti. Scortati da decine di volanti della polizia e dei carabinieri solo i furgoni che trasportano i militari hanno fatto ingresso nella Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi. Gli attivisti lamentano però la prosecuzione delle azioni di provocazione da parte dei tutori dell’ordine con spintonamenti, identificazioni, schedature di massa e finanche un placcaggio da rugby per bloccare un attivista diretto ai cancelli della base.
“Il fatto che la polizia italiana scorti gli operai che entrano al cantiere, ci fa capire purtroppo che le direttive che partono da Roma vanno nella direzione opposta a quella dell’atto di revoca della Regione Siciliana”, commenta Paola Ottaviano del Comitato No MUOS di Modica. “Quello che davvero ci ha stupito è stato però il silenzio assordante da parte delle istituzioni regionali di fronte alle palesi violazioni del governo. L’assessore all’Ambiente, Maria Lo Bello, anziché spiegare in che modo la Regione avrebbe garantito l’efficacia e la messa in atto della revoca, rivolgendosi  alla magistratura dopo aver constatato l’avanzamento dei lavori, si è limitata a chiedere un chiarimento al ministero della difesa. E per supplire per l’ennesima volta alle mancanze degli organi istituzionali, cittadini e attivisti hanno presentato diversi esposti alla Procura di Caltagirone”. Le illegalità verificatesi nei cantieri del MUOS ad aprile sono state stigmatizzate dall’avvocato catanese Sebastiano Papandrea. “I provvedimenti di revoca, pur essendo soggetti all’ordinario termine di impugnazione di 60 giorni, hanno efficacia immediata sin dalla loro notificazione e pertanto, ove essi siano stati regolarmente notificati, appare illegittima la prosecuzione dei lavori che avrebbero dovuto essere immediatamente arrestati”.
Il Movimento No MUOS s’interroga intanto su come rilanciare la lotta contro l’installazione del nuovo sistema di guerra planetario Usa, consapevole che i giri di valzer e le ipocrisie del governo continuano anche per sfiancare le proteste e rafforzare i dispositivi di repressione. Per superare l’empasse e imporre il cambio di rotta sul MUOS è necessario che il Parlamento, prima possibile, si pronunci apertamente sul sistema satellitare e approvi una mozione che dica chiaramente “No” alla sua installazione nel territorio italiano, vincolando l’esecutivo a revocare tutte le autorizzazioni alle forze armate statunitensi. Un pronunciamento dal rilevante valore storico che consentirebbe di riaprire il dibattito politico generale sulla presenza delle installazioni militari Usa e Nato in Italia e sulla loro chiara incostituzionalità.
Non a caso per lanciare la campagna di primavera No MUOS è stata scelta la data simbolica del 25 aprile, giornata di Liberazione dalle basi di guerra. Il Presidio permanente di contrada Ulmo sarà la sede-laboratorio di dibattiti, iniziative ecologiche, artistiche e culturali per valorizzare la riserva orientata protetta, praticare e socializzare il rispetto di un ambiente unico nel Mediterraneo e rendere permanente la mobilitazione popolare contro la militarizzazione e i conflitti che insanguinano il pianeta. La partita è apertissima a condizione di mantenere la massima unità attorno agli obiettivi strategici comuni.

venerdì 19 aprile 2013

RIPARTE IL FUTURO



SENZA CORRUZIONE

 Angelo dobbiamo agire subito contro la corruzione.
Il contro alla rovescia è cominciato
Riparteilfuturo.it info@riparteilfuturo.it tramite bounce.bluestatedigital.com


senza corruzione RIPARTE IL FUTURO


Ciao Angelo ,

Grazie alla tua firma stiamo dando voce alle migliaia di cittadini che vogliono combattere la corruzione. Ma dobbiamo fare di più: dobbiamo raccogliere altre firme per essere sicuri che al primo momento utile il Parlamento rispetti l'impegno preso con tutti noi. È un primo passo importante, per arrivare a una legge sulla corruzione più forte e incisiva.

Condividi ora con i tuoi amici l'appello video di Don Ciotti.

mercoledì 17 aprile 2013

Appello


Stanno cercando di ostacolare Di Matteo nella sua ricerca della verità sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Dobbiamo impedirlo. Chiediamo al Csm di archiviare l’azione disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo.

Firma la petizione
Ciao Angelo,

Ti scrivo perché il momento storico che stiamo vivendo è tra i più pericolosi che il nostro Paese ricordi dopo il biennio stragista ‘92/’93. L’instabilità politico-istituzionale unita ad una forte tensione sociale è il terreno più idoneo per nuove stragi.
In questa fase di transizione tanto delicata ci sono uomini che rischiano la vita per fare luce su quelle che a tutti gli effetti si possono definire “stragi di Stato”. Tra i più esposti c’è il pm palermitano Nino Di Matteo.
Sono il fratello minore di Paolo Borsellino. Dopo la Strage di via d'Amelio mi sono dedicato attivamente alla sensibilizzazione riguardo al contrasto alla criminalità organizzata, il malgoverno e le collusioni tra politica, poteri occulti e mafia.
Insieme al direttore di Antimafia Duemila, Giorgio Bongiovanni, abbiamo voluto organizzare una petizione per far archiviare l’azione disciplinare avviata dal Csm contro Di Matteo. Il procedimento riguarda la sua intervista, rilasciata a Repubblica il 22 giugno scorso, nella quale il magistrato aveva risposto alla giornalista riguardo a telefonate tra Mancino e Napolitano. In quell'intervista Di Matteo non aveva rivelato alcun segreto istruttorio e comunque del fatto, non rilevante per le indagini, ne avevano già parlato altri organi di stampa (Panorama).
Casi analoghi vengono di solito ritenuti irrilevanti in quanto carenti del requisito dell’esser “diretti a ledere indebitamente i diritti altrui”. Ecco perché il procedimento disciplinare nei confronti di Di Matteo appare del tutto inappropriato e soprattutto finalizzato a ostacolare il suo lavoro nella ricerca della verità sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Lo Stato-mafia vuole nuovamente impedire che venga fatta luce sul patto scellerato che uomini delle istituzioni hanno stretto con Cosa Nostra a suon di bombe.
Questa volta, però, tutti noi dobbiamo impedirglielo. Prima che si verifichino nuove stragi. Ed è espressamente per questo motivo che ti chiedo di firmare la petizione rivolta al Csm per far archiviare l’azione disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo.
È in gioco la vita di un magistrato e lo stesso futuro del nostro Paese.

Firma anche tu!

Grazie,

Salvatore Borsellino

domenica 14 aprile 2013

ALLARME AMIANTO

E' andato in onda questa sera, ma era già stato trasmesso nei giorni scorsi,
il servizio della trasmissione televisiva "Striscia la notizia" sull'amianto al
Policlinico di Milano segnalato dal Comitato Nazionale Amianto "Eppur si muore..."
che "Odissea" ha messo in piedi da alcuni anni. Il presidente del Comitato, l'avv. Giovanni
Bonomo, ha mostrato i tetti ben riforniti di amianto, in un luogo di salute per eccellenza
come un ospedale.

Potete vedere l'intervista al seguente indirizzo:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?17439


Ricordiamo che l’avv.Bonomo era già stato protagonista di una più significativa intervista, sullo stesso tema, visibile in http://www.youtube.com/watch?v=kRAOE7NiFjU


Seguiamo l'esempio di Bonomo, segnaliamo l'amianto presente in città, teniamo desta l'attenzione,
inviamo le segnalazioni ai giornali ed alle radio! Non lasciamo calare il silenzio su un'emergenza
così drammatica. Bonificare il territorio milanese e lombardo, questa dovrebbe essere lo scopo
principe dell'Expo. Grazie a tutti.

Angelo Gaccione




giovedì 11 aprile 2013

"Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere"


Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

Era il 1992, quando lo psicologo americano John Gray fece uscire quello che sarebbe diventato presto un best seller: “Gli uomini vengono da marte, le donne da venere”.
50 milioni di copie vendute, con traduzione in 40 lingue per un argomento che ha una lingua sola ed è quella universale del rapporto uomo donna, con tutte le sue sfaccettature che sottolineano le diversità tra i sessi.
Enrico Porreca e Marco Massini producono questo adattamento teatrale del fortunato libro e a chi pensano quando c'è da scegliere l'interprete, che tramite la descrizione di questi scenari, possa aiutarci a comprendere l'incomprensibile? Naturalmente a lui...Paolo Migone.
Chi meglio del comico livornese potrebbe calarsi nei panni del professore per analizzare l'ancestrale problema riguardante due mondi che sembrano distanti anni luce?
E Paolo Migone ci riesce perfettamente, strappando risate ad ogni battuta, grazie anche a una mimica espressiva e ad un linguaggio che ben si sposa con l'argomento da trattare.
Lo spettacolo scivola via velocemente tra situazioni che il pubblico riconosce e “indossa”, a volte scambiando sguardi di comprensione, a volta occhiate fulminanti col partner, ma sempre con le lacrime agli occhi (per le risate...)
Il Professor Migone ci aiuta a sorridere di situazioni che nei contesti familiari potrebbero creare attrito, iniettando autoironia ed insegnandoci che le differenze tra uomo e donna possono essere utilizzate in senso positivo se accettate con serenità e senza barricate...di più non vi dico!!!
Vi invito a tuffarvi in questo mare agitato che vi farà sobbalzare ma vi farà tornare a casa un po' più saggi...

Max Luciani

Lo spettacolo è in scena al TEATRO NUOVO di Piazza San Babila a Milano dal 9 al 21 aprile 2013
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