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venerdì 4 novembre 2016

UNA LETTERA DI LUIGI CAROLI
IL CALZOLAIO
(MAGISTER VIGEVANI)




Caro Direttore,
Suo assiduo lettore, vorrei suggerirLe un articolo. La vulgata vuole che ai “costituzionalisti professoroni” che si oppongono allo stravolgimento della nostra Costituzione si opponga un folto gruppo di “costituzionalisti” che spergiurano sulla necessità della riforma. Quanti sono? Sono giovani, in attesa di cariche e prebende? Sono forse “ordinari” di DIRITTO COSTITUZIONALE? In quale Università? Qualcuno di loro ha fatto parte della Corte Costituzionale? Come m’è venuta questa idea?
Nelle ultime settimane ho partecipato a Milano a tre convegni sul referendum e – domenica 16 ottobre – ho letto sul Sole 24 Ore “LA SCOMMESSA DI UN NUOVO SENATO” di Nicola Lupo e Giulio Vigevani. Quest’ultimo dovrebbe essere l’alfiere del manipolo. Si spende molto in convegni propagandistici sparandole grosse (quasi come Renzi) e ripetendo sempre le stesse favole.
Il 26 settembre, moderatore il prof. Balboni, ORDINARIO DI DIRITTO PUBBLICO, ha dibattuto col prof. EMERITO Valerio Onida. Nel cinema Ariosto – ex parrocchiale (S. Maria Segreta)- 300 seduti e 200 in piedi. Onida è fervente cattolico.
Gli organizzatori (ex-Margherita) temevano lo “spread” del dopo 4 dicembre.
Ogni mattina pregano che lo “spread” non aumenti ma … questo, regnante Renzi, ha superato del 40% quello della SPAGNA, la cui economia, nonostante la mancanza di governo per dieci mesi, è cresciuta QUATTRO VOLTE la nostra negli ultimi dodici mesi. Ho ripetutamente contestato Vigevani (quando le sparava troppo grosse) rimproverato dalle ferventi erinni piddine che volevano cacciarmi via.
Ho abbandonato “schifato”, dopo aver gridato “è falso”, il convegno organizzato da una sezione del PD quando la Senatrice, non più giovane, del PD ha seraficamente affermato che “attualmente il Senato ha funzione di controllo”. Mi sono ritrovato il prof. Vigevani nella sala del Grechetto della Sormani. Larga partecipazione. La prima volta Vigevani non aveva nascosto di: 1) Essere del PD 2) Essere ansioso che la sera degli scrutini il popolo sapesse sia il nome del premier che il suo programma 3) Preferire “un uomo solo al comando”. Poiché aveva insistito con la moderatrice per essere chiamato “professore” ne ho approfittato per chiedergli se era “ordinario”. Sbiancato, dopo qualche secondo ha risposto di NO (cosa che, ovviamente, sapevo già). Si può benissimo conoscere la Costituzione senza essere professori ordinari di Diritto Costituzionale ma non è la stessa cosa spacciarsi per “esperti costituzionalisti” essendo professorucoli  in una Università (almeno per il momento) poco prestigiosa come la Bicocca di Milano.
Mi aveva detto: ”Lei mi sta seguendo?”. L’ho così salutato: “Lei deve assolutamente diventare ORDINARIO se vuole che Renzi la mandi alla Corte Costituzionale”.
Come “Il Fatto” ha scritto la settimana successiva, Renzi ci ha già pensato e ha provveduto.



I professorucoli diventeranno “ordinari di Diritto Costituzionale” sparsi per l’Italia e nominati – a titolo di ringraziamento – da uno che spadroneggia pur essendo stato nominato e non eletto. Sarà un indegno e scandaloso scambio di favori. In ambedue i convegni il celebre “costituente” ha dichiarato antidemocratico il fatto che un diciottenne oggi non possa votare per il Senato. E’ invece “ultrademocratico” che nessun italiano voti per il nuovo Senato. Onida ha detto – proprio ieri – che l’unica cosa buona di questa riforma è il preventivo passaggio delle leggi all’esame della Corte Costituzionale ma…questa, già oggi, non brilla per indipendenza. Già per un alto Magistrato si sta usando una legge ad personam per ritardarne la pensione. Un suo “illuminato” parere dovrà forse salvare un “amico” dalla galera?
Se qualche professorucolo verrà pagato con una cattedra prima e con un seggio alla Corte Costituzionale dopo, saremo al livello delle repubbliche del centro-Africa?
Non è assolutamente vero quindi che – PER IL FUTURO DELLE ISTITUZIONI ITALIANE – la vittoria del SI equivalga a quella del NO. Affermando che la “schiforma” se non si fa ora non si fa più, Renzi confessa che questo sconcio è stato reso possibile dal combinato disposto del “puzzone napoletano” e del “dormiente”.
La posta in palio è la possibilità che l’Italia finisca nelle mani di professorucoli “compensati” con una cattedra.



LIBRICINO DELLA BELLA ELENA
Ciascuno dei 15 estensori ha raccontato un pregio della schiforma. Da una mia affrettata ricerca su Google solo 4 sono professori ordinari di Diritto Costituzionale.
Considerando i due coautori dell’articolo sono 4 su 17.
MI soffermo sulle affermazioni dell’ex allieva di Onida, fino al 2012 Consigliera Comunale di Milano per il PD. Lei è una dei quattro. Ha portato il cervello all’ammasso piddino ma il mucchio è restato piccolo?
IL SENATO DIVENTEREBBE ESPRESSIONE DELLE AUTONOMIE REGIONALI. Certo, di quelle a statuto speciale.
Senato eletto da chi? Da consiglieri regionali, magari in odore di galera, pronti a dare al peggiore di loro l’immunità parlamentare. QUESTO NUOVO SENATO RIDAREBBE, udite udite, CENTRALITA’ E VALORE ALLA PRIMA PARTE DELLA COSTITUZIONE (che non verrebbe toccata). Bubbole!
QUESTO NUOVO SENATO SI CHE FAREBBE LA CAMERA DELLE REGIONI.
Sì…il camerino da trucco ché le Regioni (eccetto quelle speciali) perderebbero quasi tutti i loro poteri a favore del “CENTRALISMO ANTIDEMOCRATICO”.
Il maschio “alfa” ha costretto il branco a concedere la non procedibilità nei riguardi del Senatore Gabriele Albertini per un reato (per cui è stato condannato) commesso quando non era Senatore ma Sindaco di Milano. Ogni “acclarato” ladrone – consigliere regionale – se nominato Senatore, non sconterà la pena e non risarcirà la vittima. Lo stesso potrà fare un Sindaco affarista e palazzinaro. Gli scimpanzé del Congo, saputa la notizia, si stanno sbellicando dalle risate.
Per risparmiare sul costo dei parlamentari basterebbe ridurne il numero (proporzionalmente fra le due Camere) e lo stipendio. Non c’è nessun bisogno di scassare la Costituzione.
Con i saluti più cordiali.
Luigi Caroli – Milano –