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giovedì 30 novembre 2017

Milano.
PALAZZO DELLE ASSOCIAZIONI
Via Duccio Da Boninsegna n. 21/23
Sabato 2 Dicembre 2017
                      Ore 17
Angelo Gaccione e Giuseppe (Pippo) Puma
conversano sul libro di fiabe
L’Orologio di Mastro Hanus
Innuendo Ed. 2017
Ingresso libero

La locandina dell'incontro



Nota sul libro
Angelo Gaccione
L’orologio di mastro hanus
Innuendo editore 2017
Pagg. 124  € 12

L’orologio di mastro Hanus contiene 21 meravigliose fiabe per ragazzi, ma che, per il modo di condurle, incanteranno anche gli adulti. Il narratore sa entrare in sintonia con i suoi giovani ascoltatori, e proporre le sue storie, come se davvero questi fossero presenti ad ascoltarlo. Una magia che raramente accade.
Gli estimatori dello scrittore avranno un’ulteriore conferma delle capacità affabulatorie e narrative di Gaccione, e della sua vena visionaria e poetica. Il suo modo di raccontare e il suo stile, non sono mai disgiunti da un rigoroso sguardo etico sul mondo. A lettura ultimata forse vi sentirete migliori, forse vi sorgeranno molti dubbi, di sicuro non rimarrete indifferenti. Accompagnate da altrettante affascinanti tavole pittoriche, L’orologio di mastro Hanus è un libro prezioso, un libro semplicemente bellissimo.

La copertina del libro

mercoledì 29 novembre 2017

BASSANI E CASSOLA PROTAGONISTI
ALL’UNIVERSITÀ APERTA DI VEROLANUOVA (BRESCIA)
Conversazione di Federico Migliorati

Un momento della conversazione di Migliorati


L'attento e numeroso pubblico

Interessante ed istruttiva la relazione del nostro concittadino, Federico Migliorati, giornalista e scrittore, nonché TalentGold 2014, davanti ad un folto e attento pubblico nell'Auditoirum della Biblioteca Comunale di Verolanuova (Brescia) nell'ambito dell'anno accademico 2017/2018 dell’Università Aperta, nel pomeriggio di venerdì 24 novembre scorso. Tema della lezione la vita e le opere di Giorgio Bassani tratte dalla conversazione con la figlia Paola e di  Cassola e il disarmo. La letteratura non basta, ultima opera di Migliorati curata assieme a Gaccione (un fitto epistolario intercorso tra il 1977 e il 1984 tra Cassola e Gaccione). Un tempo speso davvero bene, con il nostro poeta monteclarense Vittorio Zanetto attento in prima fila nella platea incredibilmente numerosa (oltre 150 presenze), con applausi finali al nostro bravo e giovane concittadino.
Mario Cherubini
Milano.
Conferenza Stampa a Palazzo Marino

L'annuncio della Conferenza Stampa

Reggio Emilia.
Gli anarchici e la rivoluzione Russa

La locandina del Convegno

Il programma completo. Cliccare sulla locandina per ingrandire

IL GIUSTO PESO DELLE NOTIZIE
15mila scienziati hanno appena lanciato un SOS, un "avvertimento alla razza umana": se non fermiamo l’inquinamento, la Terra è condannata. I fatti sono terrificanti: animali e piante si stanno estinguendo mille volte più velocemente del ritmo naturale. Il 90% della Grande Barriera Corallina è morto o sta morendo. Gli oceani sono così pieni di plastica che i pesci ne sono diventati dipendenti.





Mi piacerebbe conoscere l’ordine di priorità che viene scelto per le notizie del telegiornale. Certamente deriva da un a regola che privilegia la valutazione dell’interesse degli spettatori. Qui c’è il solito dissidio tra immagine e concetto, tra emozione e pensiero. E quindi, poiché il tema è complesso, lascio perdere. Mi limito a coltivare il mio stupore rispetto all’ordine delle notizie di qualche giorno fa. Un grande risalto, per una volta con qualche incertezza di giudizio e senza la caccia del capro espiatorio, ha avuto la notizia della esclusione della Nazionale dal campionato del mondo. Forse ci saranno dimissioni e ritiri, ma la verità che, malauguratamente, sta nella stessa struttura del calcio nazionale starà zitta. Alt: perché queste sono tutte chiacchiere. Quello che conta è la penultima notizia che ci avverte che gli scienziati hanno stabilito che nell’ultimo triennio l’inquinamento del globo è aumentato del doppio rispetto al previsto. Se facciamo i calcoli il superamento della famosa soglia del due per cento si è avvicinata. I nostri nipoti possono fare questi calcoli sulla loro vita. E la gentile signora della tivù ha letto la notizia con la premura di chi teme che, se non si fa presto, la pasta possa scuocere. Il peggio è che milioni di persone nelle piazze di tutto il mondo per chiedere salvezza, valgono poco più della notizia. E le eleganti riunioni dei capi del mondo (lasciamo perdere gli ostinati obesi) non pare riescano a modificare l’apparato distruttivo che abbiamo storicamente costruito. E per stare nelle ricorrenze religiose: a tutto mercato per il Natale, lasciando solo papa Francesco, intelligente e giusto, tra una folla gremita e plaudente, ma temo attonita anche di più di chi scrive. 
Fulvio Papi   

martedì 28 novembre 2017

A Ghedi 30 caccia F-35 con 60 bombe nucleari
di Manlio Dinucci


L’aeroporto militare di Ghedi (Brescia) si prepara a divenire
una delle principali basi operative dei caccia F-35.

Il ministero della Difesa ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il bando di progettazione (importo 2,5 milioni di euro) e costruzione (importo 60,7 milioni di euro) delle nuove infrastrutture per gli F-35: l’edificio a tre piani del comando con le sale operative e i simulatori di volo; l’hangar per la manutenzione dei caccia, 3460 metri quadri con un carroponte da 5 tonnellate, più altre strutture da 2800 m2; un magazzino da 1100 m2, con annesse una palazzina di due piani per uffici e la centrale tecnologica con cabina elettrica e vasche antincendio; 15 hangaretti da 440 m2 in cui saranno dislocati i caccia pronti al decollo.
Poiché ciascun hangaretto ne potrà ospitare due, la capienza complessiva sarà di 30 F-35.
Tutti gli edifici saranno concentrati in un’unica area recintata e videosorvegliata, separata dal resto dell’aeroporto: una base all’interno della base, il cui accesso sarà vietato allo stesso personale militare dell’aeroporto salvo che agli addetti ai nuovi caccia.
Il perché è chiaro: accanto agli F-35A a decollo e atterraggio convenzionali – di cui l’Italia acquista 60 esemplari insieme a 30 F-35B a decollo corto e atterraggio verticale – saranno dislocate a Ghedi le nuove bombe nucleari statunitensi B61-12. Come le attuali B-61, possono essere anch’esse sganciate dai Tornado PA-200 del 6° Stormo ma, per guidarle con precisione sull’obiettivo e sfruttarne le capacità anti-bunker, occorrono i caccia F-35A dotati di speciali sistemi digitali. Poiché ciascun caccia può trasportare nella stiva interna 2 bombe nucleari, possono essere dislocate a Ghedi 60 B61-12, il triplo delle attuali B-61.
Come le precedenti, le B61-12 saranno controllate dalla speciale unità statunitense (704th Munitions Support Squadron della U.S. Air Force), «responsabile del ricevimento, stoccaggio e mantenimento delle armi della riserva bellica Usa destinate al 6° Stormo Nato dell’Aeronautica italiana».
La stessa unità dell’Aeronautica Usa ha il compito di «sostenere direttamente la missione di attacco» del 6° Stormo. Piloti italiani vengono già addestrati, nelle basi aeree di Eglin in Florida e Luke in Arizona, all’uso degli F-35 anche per missioni di attacco nucleare.
Caccia dello stesso tipo, armati o comunque armabili con le B61-12, saranno schierati nella base di Amendola (Foggia), dove un anno fa è arrivato il primo F-35, e in altre basi. Vi saranno, oltre a questi, gli F-35 della U.S. Air Force schierati ad Aviano con le B61-12.
Su questo sfondo richiedere, come ha fatto alla Camera il Movimento 5 Stelle, che l’Italia dichiari la sua «indisponibilità ad acquisire le componenti necessarie per rendere gli F-35 idonei al trasporto di armi nucleari», equivale a richiedere che l’esercito sia dotato di carrarmati senza cannone. Il nuovo caccia F-35 e la nuova bomba nucleare B61-12 costituiscono un sistema d’arma integrato. La partecipazione al programma dell’F-35 rafforza l’ancoraggio dell’Italia agli Stati uniti. L’industria bellica italiana, capeggiata dalla Leonardo che gestisce l’impianto di assemblaggio degli F-35 a Cameri (Novara), viene ancor più integrata nel gigantesco complesso militare-industriale Usa capeggiato dalla Lockheed Martin, la maggiore industria bellica del mondo (con 16000 fornitori negli USA e 1500 in 65 altri paesi), costruttrice dell’F-35. Lo schieramento sul nostro territorio di F-35 armati di bombe nucleari B61-12 subordina ancor più l’Italia alla catena di comando del Pentagono, privando il Parlamento di qualsiasi reale potere decisionale.


NON C’È PACE SENZA DISARMO


Roma. Venerdì 1° dicembre l’Osservatorio MIL€X partecipa all’incontro “Non c’è pace senza disarmo” organizzato dall’Arci nazionale, presso la sua sede di via dei Monti di Pietralata 16, a Roma.

Programma
I^ sessione: elementi di contesto

10:30 – Franco Uda, Responsabile nazionale Arci Pace, Diritti umani e Solidarietà internazionale – Introduzione al seminario;
11:00 – Alberto Negri, giornalista de Il Sole 24 Ore – Il contesto geopolitico nelle aree di crisi;
11:30 – Lisa Clark, Beati i Costruttori di Pace – Bcp – International Peace Bureau – Il disarmo atomico;
12:00 – Maurizio Simoncelli, IRIAD (Istituto di Ricerca Archivio Disarmo) – Rete Italiana per il Disarmo – Il commercio delle armi a livello globale e italiano;
12:30 – Enrico Piovesana, Osservatorio Mil€x – Le spese militari nel nostro Paese;
13:00 – Carlo Cefaloni, Movimento dei Focolari Italia – Una nuova politica industriale di pace.
13:30 – Pausa pranzo.

II^ sessione: strumenti di conoscenza

14:00 – Raffaele Crocco, Direttore de L’Atlante delle Guerre – Presentazione edizione 2017.

III^ sessione: proposte della società civile alla politica

14:30 – Tavola rotonda

Modera: Tommaso Di Francesco, Condirettore de Il Manifesto.
Intervengono: Grazia Naletto, Portavoce Campagna Sbilanciamoci; Sergio Bassoli, Coordinatore Rete della Pace; Renato Sacco, Coordinatore nazionale Pax Christi; Giulio Marcon, Coordinatore intergruppo Parlamentari per la pace.
Conclude: Francesca Chiavacci, Presidente nazionale Arci.

17:00 – Chiusura dei lavori


Filosofi
Milano. Il gesto e la passione

La locandina dell'evento

DISARMO
La locandina dell'incontro

Aforismi
Laura Margherita Volante

Elargire consigli a chi ha provato grandi sofferenze è il conforto degli ipocriti
sul dolore che non conoscono.
I benpensanti dicono che non si deve pensare al passato, ma è il passato
che pesa senza dare sollievo.
Chi non si piace è sempre alla ricerca del difetto  altrui.
Si è diventati talmente per male che chi è perbene viene considerato un ingenuo.
Chi vive d’amore possiede la luce laser che spiana le rughe del tempo;
i malvagi dallo sguardo torvo si deformano in ragnatele a vista.
La vita è un premio per gustarne i sapori dalla sua coppa,
perché diventi della vittoria e non di veleni…
I figli non devono diventare i feticci delle frustrazioni di genitori irrisolti.
Gli intellettuali e gli artisti, quando sentono venir meno giovinezza,
indossano jeans, scarpe da ginnastica e una grande sciarpa rossa attorno al collo.
Onestà intellettuale è non dare colpa alle nuvole quando piove…
L’arte è nutrice di bellezza.
La vera arte non ha confini.
Declino. Quando non c’è umanità persino la morte è morta…
Un Premio Metastasio potrebbe essere adatto al clima culturale…
Pregare è per i ricchi…i poveri non ne avrebbero bisogno per ottenere il Regno dei Cieli.
Il degrado culturale inevitabilmente porta alla supremazia dei peggiori istinti sulla ragione.
Il cibo è quel veicolo d’amore che edifica fondamenta di cemento.
L’amore è visionario. Non c’è peggior cecità dove non c’è amore.
Chi apprezza vive meglio.
I duri di cuore si  fanno scudo della propria debolezza…
Gli aridi di cuore sono sempre all’attacco per giudicare…
I coraggiosi si difendono da se stessi…
Il dito contro…! Chi è diverso sconvolge i piani anche in famiglia.
Solo parole e debiti per i venditori di fumo e non di caldarroste…
Chi non ha esperienza di vita non possiede conoscenza.
La sola lettura dei libri e le teorie possono essere un modo astratto di saperi del tutto inutili…
Quando il gioco non vale la candela. La riforma delle pensioni
è un incentivo a farsi poveri per ottenere assistenza…
Il social comunica senza fare; Il sociale non comunica ma fa!
Egoismo? Importante che sia fruttifero e non sterile.
Omertà e ignoranza. Coprire il colpevole gettando fango sull’innocente.
Poesia? I più trasformano la poetica della vita in una triste e squallida realtà
nel rincorrere la poesia che non c’è.
È preferibile tradurre l’invidia in ammirazione, senza che quest’ultima diventi adorazione.
Fan. L’adorazione dell’altro è espressione di patologia sociale.
Il male va ricambiato con il bene così passerà il messaggio che esso è un tarlo
che rode solo chi lo prova…
Arroganza, ingratitudine e maleducazione appartengono ai poveracci pieni di sé
senza eternità: nessuno li ricorderà… nemmeno a novembre!
Alla luce non servono parole.
Calcio. La sconfitta dell’Italia è la metafora di un paese fuori controllo.
Chi s’ingegna evolve.
I bugiardi sono generatori d’inganno e manipolazioni.
Il linguaggio è diventato un generatore di bassa corrente morale.
L’immobilismo civile e politico mortifica ogni giusta speranza
deprimendo la capacità di sognare.
La fede attiva energie positive.
L’amore s’incontra dentro e si espande.
Dall’affetto degli amici si scopre la non amicizia di altri…
Bisogna rispettare la vita per ottenerne rispetto.
LIBRI
Giorgio Bruzzese

La copertina del libro

Per richieste scrivere a:
giorgiobruzzese@gmail.com
Il prezzo del libro è di 13 euro più le spese di spedizione.

lunedì 27 novembre 2017

Una riflessione dello scrittore Carmine Scavello
25 novembre: Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne.



Al mondo ci sono “uomini, ominicchi e quacquaracquà”: chi fa violenza a una donna non è un uomo! Appartiene alle altre due categorie di uomini imperfetti. Un vero Uomo ha una morale, l’orgoglio dell’appartenenza al genere umano, il senso dell’onore e una spiccata riconoscenza del rispetto e della dignità della Donna. Nemmeno le bestie conoscono la violenza gratuita; quella che in apparenza sembra violenza su un altro essere vivente non è altro che istinto di conservazione della specie. Alcuni uomini hanno avuto per nascita e per dono celeste la fortuna di possedere l’uso della ragione, ma non ne fanno buon uso. Si sentono vigorosi, a loro dire, di appartenere al sesso forte e dimenticano che le leggi di civiltà riconoscono pari diritti e opportunità tra uomini e donne.  Scellerati si abbandonano a gesti criticabili e condannabili di fare cattivo uso di un potere che nessuno ha loro riconosciuto. La donna non è un oggetto o una loro proprietà ed essi non possono disporne a loro piacimento; fa parte a pieni titolo dell’umanità e condivide le stesse gioie e dolori degli uomini. Questa giornata mondiale serve per dire basta a questa piaga e per dare un taglio al silenzio. Vuole essere un momento per far prender coscienza alle donne di non stare più zitte per vergogna, per paura, per quieto vivere e per la speranza che prima o poi le cose si possano aggiustare e che il tempo richiuda tutte le ferite. Il problema riguarda anche gli Uomini di buona volontà per non lasciare da sole le donne a gestire le situazioni. Le comunità devono farsi carico del problema cominciando a sensibilizzare la popolazione partendo dalle scuole e dai luoghi di aggregazione. L’offesa anche a una singola donna deve essere considerata un’offesa all’intera collettività; mi verrebbe la voglia di dire, come uomo di strada, di riconoscere come persone indesiderate e non degne di vivere in mezzo a noi coloro che si macchiano di questi delitti indegni; possano essere visti come appestati e scacciati dalla società come gli scomunicati di ieri e non come quelli di oggi. L’indifferenza, applicata alla lettera, è peggio di una pugnalata; essere sputati addosso, privati del saluto o considerati come dei sassi che si incontrano sul cammino è una pena che nessuno uomo potrebbe sopportare. Sono stato cattivo, e pur non usando la stessa violenza, colpisco la libertà e la dignità di quell’uomo, che si macchia dell’infame delitto sulla violenza a una donna, di vivere libero in mezzo a uomini liberi. Buona vita
Libri
di Chiara Pasetti
In ricordo di Daniele Scaramelli e della sua
«famiglia eterna nell’umanità»

La copertina de Il re dei grilli
Ieri pomeriggio, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, come annunciato su queste pagine qualche giorno fa ho avuto l’onore e la gioia di presentare a Lecco, presso La Casa sul Pozzo, il secondo libro dell’autore Daniele Scaramelli (1952-2015), Il bambino leopardo, pubblicato postumo grazie alla moglie e alla figlia. È stata proprio la moglie dell’autore, Maria, a invitarmi a quella che è stata non solo una presentazione ma un bellissimo pomeriggio ricco di emozioni e, anche, di commozione.
Raramente mi è capitato di partecipare a un incontro tanto sentito e intenso, che ha visto anche una grande presenza di pubblico.
Prima del mio intervento la sorella di Daniele Scaramelli ha ricordato la sua persona e la sua attività, proiettando splendide foto che ritraevano il fratello nei luoghi da lui amatissimi, l’Africa, il deserto, il Mali e il Niger, e altrettante foto scattate dall’autore stesso, che tra le sue grandi passioni aveva appunto la fotografia. La nipote di Daniele ha poi letto la lettera che la figlia Caterina, per cui Daniele ha scritto entrambi i suoi libri, Il re dei grilli e Il bambino leopardo senza pensare, all’epoca in cui li aveva composti, a una pubblicazione, ha voluto far ascoltare al pubblico, dal momento che vivendo a Boston per i suoi studi di antropologia non poteva essere ieri a Lecco. Una lettera commossa e commovente di una figlia che ha perso prematuramente il padre, il quale le ha trasmesso, tra le tante cose, l’amore per i viaggi, per la lettura, e il desiderio di conoscere e indagare l’uomo (non è un caso che Caterina sia diventata un’antropologa…).
All’incontro era presente anche l’Assessore alla cultura di Lecco, una persona giovane e sensibile, che ha ricordato il grande impegno di Daniele Scaramelli per l’Associazione “Les Cultures” (che naturalmente era presente nella persona della sua presidente, che ha illustrato quali progetti stanno seguendo in Mali e in Niger e soprattutto a Dabaga, dove è stata costruita grazie alle vendite del primo libro di Daniele Il re dei grilli un’aula per la scuola e dove ora ci sono altri progetti di solidarietà da portare avanti, ed è stato molto importante poter vedere nelle foto proiettate cosa è stato realizzato finora e come vivono i bambini e la popolazione di Dabaga…).
Io non ho avuto l’onore di conoscere Daniele Scaramelli, purtroppo, ma ho potuto leggere i suoi due libri, Il re dei grilli, di cui ho scritto sulle pagine della Domenica del Sole24ore diversi mesi fa, e ora questo nuovo, affascinante testo Il bambino leopardo, di cui ieri ho cercato di indagare alcuni temi. Cosa non facile perché entrambi, come ho avuto modo di dire, sono libri universali, che toccano moltissime tematiche e aprono a infinite riflessioni e suggestioni; fiabe che parlano a tutti, non solo ai bambini e ai ragazzi, e che da tutti andrebbero letti. La grandissima cultura di Daniele Scaramelli permea i suoi testi in modo delicato e raffinato, sono moltissimi i riferimenti alla mitologia, alla religione, alla letteratura e alla filosofia, che egli dissemina con naturalezza qua e là e che un adulto potrà cogliere, mentre un bambino non potrà non rimanere affascinato e stregato dalla storia del bambino leopardo.
Una storia che, oltre a tutto il resto, contiene una lezione universale di solidarietà, rispetto del “diverso” (quale diverso poi? Come scritto dalla figlia dell’autore nella sua lettera, «l’altro siamo noi»…), condivisione, impegno, amicizia, paura e crescita interiore.
Una storia che con grande ironia e con una vena umoristica rara, e una grande abilità nel ritrarre psicologicamente i personaggi, specialmente il protagonista Samuele, riesce a parlare e affascinare, nonché far riflettere, tutti noi, grandi e piccoli.
Ad accompagnare la presentazione le letture di Pietro Betelli, un giovane attore di Bergamo, che insieme a un ragazzo del Gambia che suonava un tipico strumento africano ci ha immersi nelle atmosfere del testo, rendendo il tutto estremamente suggestivo.
La moglie dell’autore ha infine ricordato che dal primo libro del marito, Il re dei grilli, sono nati molti laboratori con animazioni per le scuole primarie che lei sta conducendo e continuerà a condurre in diverse scuole di Milano e non solo, ricevendo continui commenti e riflessioni dei bambini e delle loro maestre che desiderano comunicarle il loro entusiasmo nei confronti del libro e dei laboratori stessi.

La copertina dell'ultimo libro

Siamo a un mese dalle festività natalizie. Al di là del fatto che ritengo che i soldi spesi per un libro siano quelli meglio spesi per un regalo, in questo caso ancora di più mi sento sinceramente di consigliarvi l’acquisto de Il bambino leopardo, e/o de Il re dei grilli, non solo perché sono due libri meravigliosi, ma perché comprando questi testi potrete sostenere il progetto di ampliamento della scuola di Dabaga e numerosi altri progetti de “Les Cultures”, che continuando il viaggio di Daniele hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi.
Daniele Scaramelli non c’è più, ma ci sono le sue parole, i suoi libri, i suoi insegnamenti, le passioni che ha trasmesso a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, e il suo grande e infaticabile impegno a sostegno dei bambini e delle donne in Mali e in Niger.
Come ho già avuto modo di scrivere altre volte citando Flaubert, «un libro, è questo ciò che crea una famiglia eterna nell’umanità. Tutti coloro che vivranno del nostro pensiero sono come tanti bambini seduti alla nostra tavola. Per questo ho così tanta riconoscenza, io, nei confronti di quei poveri vecchi prodi di cui ci si rimpinza fino a scoppiarne, che sembra di aver conosciuto e ai quali si pensa come se fossero amici defunti!».
I libri di Daniele Scaramelli gli hanno permesso di creare «una famiglia eterna nell’umanità»… Contribuiamo e continuiamo a far crescere questa grande e bellissima famiglia!

[Daniele Scaramelli (1952-2015)
Il bambino leopardo
(illustrazioni di Laura Castellucci, «d’A junior», Cinquesensi editore,
Lucca, pagg. 127, euro 18).
Per seguire e sostenere il progetto, per saperne di più e per ordinare il libro:


venerdì 24 novembre 2017

LA CAROVANA DELLE DONNE
PER IL DISARMO NUCLEARE È IN CAMMINO
di Antonia Sani* e Giovanna Pagani*

La Carovana avanza
La Carovana delle Donne è in marcia su vari territori italiani per promuovere una profonda coscienza sociale e politica rivolta ad ottenere il disarmo nucleare. Per l’evento nazionale di avvio -19 dicembre - è stata scelta la città di Livorno, una città resa funzionale alla guerra attraverso  una  sinergia negativa tra porto nucleare (uno degli 11 in Italia) , base militare Usa di Camp Darby e Hub aereo militare di Pisa.
Dal 20 novembre fino al 10 dicembre in contemporanea si sono attivate varie città con presidi davanti a numerosi siti militari e alle basi militari dove sono stoccate le circa 70 bombe nucleari Usa (Ghedi e Aviano), manifestazioni, raccolte di firme, incontri con gli studenti, filmati, mostre, presentazione di libri e iniziative di arte per la pace. Questo il messaggio riverberato dalla Carovana: NO alle Armi Nucleari


alla sicurezza dei territori e alla salute della popolazione
a una Economia di Pace
alla firma e ratifica italiana del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari
(Onu 7 luglio 2017)
alla difesa della nostra Costituzione.


Il 25 novembre la Carovana parteciperà a Roma alla Manifestazione Contro la violenza sulle Donne indetta da NonUnaDiMeno e l’11 dicembre consegnerà alla Presidenza della Repubblica le firme raccolte sulla Petizione che chiede al Governo  la Ratifica  del TPNW.
La Carovana è promossa dalla WILPF Italia (Lega internazionale Donne per la Pace e la Libertà) che è parte attiva di ICAN , la Campagna Internazionale per il Disarmo Nucleare, Premio Nobel per la Pace 2017.  Molte le associazioni copromotrici: Disarmisti Esigenti, Comitato No guerra No Nato, Pax Christi, Pressenza, LDU, Accademia Kronos, Energia Felice, PeaceLink, Donne in Nero, Mondo senza guerre e senza violenza, Fermiamo chi scherza col Fuoco atomico (Campagna OSM-DPN), AWMR Italia - Associazione Donne della Regione Mediterranea Abbiamo dedicato la Carovana a Rosa Genoni cofondatrice WILPF e prima Presidente italiana, e ad Alberto L’Abate simbolo dell’opposizione nonviolenta al nucleare militare e civile.


[*WILPF Italia - Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà]




giovedì 23 novembre 2017

Nasce la Pesco costola della Nato
di Manlio Dinucci


Dopo 60 anni di attesa, annuncia la ministra della Difesa Roberta Pinotti, sta per nascere a dicembre la Pesco, «Cooperazione strutturata permanente» dell’Unione europea nel settore militare, inizialmente tra 23 dei 27 stati membri. Che cosa sia lo spiega il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Partecipando al Consiglio degli affari esteri dell’Unione europea, egli sottolinea «l’importanza, evidenziata da tanti leader europei, che la Difesa europea debba essere sviluppata in modo tale da essere non competitiva ma complementare alla Nato».
Il primo modo per farlo è che i paesi europei accrescano la propria spesa militare: la Pesco stabilisce che, tra «gli impegni comuni ambiziosi e più vincolanti» c’è «l'aumento periodico in termini reali dei bilanci per la Difesa al fine di raggiungere gli obiettivi concordati». Al budget in continuo aumento della Nato, di cui fanno parte 21 dei 27 stati della Ue, si aggiunge ora il Fondo europeo della Difesa attraverso cui la Ue stanzierà 1,5 miliardi di euro l’anno per finanziare progetti di ricerca in tecnologie militari e acquistare sistemi d’arma comuni. Questa sarà la cifra di partenza, destinata a crescere nel corso degli anni.
Oltre all’aumento della spesa militare, tra gli impegni fondamentali della Pesco ci sono «lo sviluppo di nuove capacità e la preparazione a partecipare insieme ad operazioni militari». Capacità complementari alle esigenze della Nato che, nel Consiglio Nord Atlantico dell’8 novembre, ha stabilito l’adattamento della struttura di comando per accrescere, in Europa, «la capacità di rafforzare gli Alleati in modo rapido ed efficace».
Vengono a tale scopo istituiti due nuovi comandi. Un Comando per l’Atlantico, con il compito di mantenere «libere e sicure le linee marittime di comunicazione tra Europa e Stati uniti, vitali per la nostra Alleanza transatlantica». Un Comando per la mobilità, con il compito di «migliorare la capacità di movimento delle forze militari Nato attraverso l’Europa».
Per far sì che forze ed armamenti possano muoversi rapidamente sul territorio europeo, spiega il segretario generale della Nato, occorre che i paesi europei «rimuovano molti ostacoli burocratici». Molto è stato fatto dal 2014, ma molto ancora resta da fare perché siano «pienamente applicate le legislazioni nazionali che facilitano il passaggio di forze militari attraverso le frontiere». La Nato, aggiunge Stoltenberg, ha inoltre bisogno di avere a disposizione, in Europa, una sufficiente capacità di trasporto di soldati e armamenti, fornita in larga parte dal settore privato. Ancora più importante è che in Europa vengano «migliorate le infrastrutture civili – quali strade, ponti, ferrovie, aeroporti e porti – così che esse siano adattate alle esigenze militari della Nato». In altre parole, i paesi europei devono effettuare a proprie spese lavori di adeguamento delle infrastrutture civili per un loro uso militare: ad esempio, un ponte sufficiente al traffico di pullman e autoarticolati dovrà essere rinforzato per permettere il passaggio di carrarmati.  Questa è la strategia in cui si inserisce la Pesco, espressione dei circoli dominanti europei che, pur avendo contrasti di interesse con quelli statunitensi, si ricompattano nella Nato sotto comando Usa quando entrano in gioco gli interessi fondamentali dell’Occidente messi in pericolo da un mondo che cambia. Ecco allora spuntare la «minaccia russa», di fronte alla quale si erge quella «Europa unita» che, mentre taglia le spese sociali e chiude le sue frontiere interne ai migranti, accresce le spese militari e apre le frontiere interne per far circolare liberamente soldati e carrarmati.


Impegniamoci perché l’Italia firmi
e ratifichi il Trattato sulla proibizione
delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite



L’ICAN, coalizione internazionale di organizzazioni non-governative insignita del Premio Nobel per la Pace 2017, comunica che 243 parlamentari italiani hanno firmato l’ICAN Parliamentary Pledge, impegnandosi a promuovere la firma e la ratifica da parte del Governo italiano del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite il 7 luglio 2017. 
All’Articolo 1 il Trattato stabilisce che «ciascuno Stato Parte si impegna a non permettere mai, in nessuna circostanza, qualsiasi stazionamento, installazione o spiegamento di qualsiasi arma nucleare né di qualsiasi altro ordigno nucleare esplosivo nel proprio territorio o in qualsiasi luogo sotto la propria giurisdizione o il proprio controllo; a non ricevere il trasferimento di armi nucleari né il controllo su tali armi o altri ordigni nucleari esplosivi direttamente o indirettamente». All’Articolo 4 il Trattato stabilisce: «Ciascuno Stato parte che abbia sul proprio territorio armi nucleari, possedute o controllate da un altro Stato, deve assicurare la rapida rimozione di tali armi».
Impegnarsi a promuovere la firma e la ratifica, da parte del Governo italiano, del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari comporta quindi, per i firmatari dell’ICAN Parliamentary Pledge, l’impegno a promuovere:
1. la rapida rimozione dal territorio italiano delle bombe nucleari statunitensi B-61 e la non-installazione delle nuove bombe nucleari statunitensi B61-12 e di qualsiasi altra arma nucleare;
2. l’uscita dell’Italia dal gruppo di paesi che, all’interno della NATO, «forniscono all’Alleanza aerei equipaggiati per trasportare bombe nucleari, su cui gli Stati Uniti mantengono l’assoluto controllo, e personale addestrato a tale scopo» (The role of NATO’s nuclear forces);
3. l’uscita dell’Italia dal Gruppo di pianificazione nucleare della NATO, in base all’Articolo 18 del Trattato ONU che permette agli Stati Parte di mantenere gli obblighi relativi a precedenti accordi internazionali solo nei casi in cui essi siano compatibili col Trattato.

Invitiamo tutte le associazioni e le persone impegnate per il disarmo nucleare a contattare ciascuno/a dei 243 parlamentari*, chiedendo loro di confermare esplicitamente i suddetti impegni assunti con la firma dell’ICAN Parliamentary Pledge, e a dare il massimo sostegno possibile a coloro che rispondono positivamente, perché il Parlamento decida che l’Italia firmi e ratifichi il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari.



* Questo è l’elenco, pubblicato sul sito ICAN, dei parlamentari italiani firmatari dell’ICAN Parliamentary Pledge. Gli indirizzi email si trovano negli elenchi dei deputati e dei senatori nei siti della Camera dei Deputati e del Senato:
 Donatella Agostinelli, Roberta Agostini, Giorgio Airaudo, Luisella Albanella, Ferdinando Alberti, Tea Albini, Maria Amato, Ileana Argentin, Tiziano Arlotti, Massimo Artini, Marco Baldassarre, Massimo Enrico Baroni, Giovanni Barozzino, Tatiana Basilio, Sergio Battelli, Lorenzo Becattini, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Marina Berlinghieri, Paolo Bernini, Massimiliano Bernini, Nicola Bianchi, Stella Bianchi, Fabrizio Bocchino, Antonio Boccuzzi, Lorenza Bonaccorsi,Alfonso Bonafede, Franco Bordo, Luisa Bossa, Chiara Braga, Paola Bragantini, Alessandro Bratti, Giuseppe Brescia, Beatrice Brignone, Marco Brugnerotto, Francesca Businarolo, Mirko Busto, Vanessa Camani, Azzurra Cancelleri, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Renzo Carella, Francesco Cariello, Paola Carinelli, Anna Maria Carloni, Elena Carnevali, Mara Carocci, Marco Carra, Ezio Casati, Vincenzo Caso, Laura Castelli, Andrea Cecconi, Susanna Cenni, Massimo Cervellini, Silvia Chimienti, Eleonora Cimbro, Tiziana Ciprini, Giuseppe Civati, Laura  Coccia, Matteo Colaninno, Andrea Colletti, Vega Colonnese, Claudio Cominardi, Miriam Cominelli, Emanuela Corda, Maria Coscia, Celeste Costantino, Roberto Cotti, Paolo Cova, Emanuele Cozzolino, Filippo Crimì, Davide Crippa, Diego Crivellari, Gianni Cuperlo, Angelo D’Agostino, Giuseppe D’Ambrosio, Federico D’Incà, Umberto D’Ottavio, Francesco D’Uva, Marco Da Villa, Fabiana Dadone, Federica Daga, Matteo Dall’Osso, Giuseppe De Cristofaro, Diego De Lorenzis, Loredana De Petris, Massimo Felice De Rosa, Daniele Del Grosso, Michele Dell’Orco, Ivan Della Valle, Alessandro Di Battista, Chiara Di Benedetto, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Federica Dieni, Donatella Duranti, Marilena Fabbri, Mattia Fantinati, Daniele Farina, Stefano Fassina, Marco Fedi, Francesco Ferrara, Vittorio Ferraresi, Andrea Ferro, Roberto Fico, Massimo Fiorio, Vincenzo Folino, Cinzia Fontana, Paolo Fontanelli, Filippo Fossati, Riccardo Fraccaro, Nicola Fratoianni, Luca Frusone, Maria Chiara Gadda, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Luigi Gallo, Laura  Garavini, Daniela Gasparini, Manuela Ghizzoni, Anna Giacobbe, Dario Ginefra, Silvia Giordano, Giancarlo Giordano, Andrea Giorgis, Maria Luisa Gnecchi, Marta Grande, Gero Grassi, Monica Gregori, Giulia Grillo, Giuseppe Guerini, Antonella Incerti, Florian Kronbichler. Giuseppe L’Abbate, Luigi Lacquaniti, Enzo Lattuca, Fabio Lavagno, Mirella Liuzzi, Roberta Lombardi, Marialucia Lorefice, Loredana Lupo, Patrizia Maestri, Andrea Maestri, Ernesto Magorno, Gianna Malisani, Matteo Mantero, Daniele Marantelli, Giulio Marcon, Raffaella Mariani, Umberto Marroni, Giovanna Martelli, Maria Marzana, Toni Matarrelli, Davide Mattiello, Alessandro Mazzoli, Gianni Melilla, Marco Miccoli, Salvatore Micillo, Corradino Mineo, Emiliano Minnucci, Margherita Miotto, Antonio Misiani, Michele Mognato, Sara Moretto, Delia Murer, Martina Nardi, Giulia Narduolo, Dalila Nesci, Nicodemo Oliverio, Giovanni Paglia, Erasmo Palazzotto, Annalisa Pannarale, Paolo Parentela, Oreste Pastorelli, Luca Pastorino, Serena Pellegrino, Caterina Pes, Daniele Pesco, Alessia Petraglia, Cosimo Petraroli, Ileana Piazzoni, Giuditta Pini, Michele Piras, Girolamo Pisano, Antonio Placido, Fabio Porta, Ernesto Preziosi, Stefano Quaranta, Lia Quartapelle, Stefano Quintarelli, Michele Ragosta, Roberto Rampi, Ermete Realacci, Franco Ribaudo, Lara Ricciatti, Gianluca Rizzo, Grazia Rocchi, Giuseppe Romanini, Paolo Nicolò Romano, Paolo Rossi, Anna Rossomando, Michela Rostan, Carla Ruocco, Giovanna Sanna, Francesco Sanna, Giulia Sarti, Mario  Sberna, Emanuele Scagliusi, Gea Schirò, Chiara Scuvera, Samuele Segoni, Angelo Senaldi, Marina Sereni, Camilla Sgambato, Carlo Sibilia, Girgis Giorgio Sorial, Maria Edera Spadoni, Arianna Spessotto, Veronica Tentori, Patrizia Terzoni, Marietta Tidei, Angelo Tofalo, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi, Mario  Tullo, Tancredi Turco, Gianluca Vacca, Simone Valente, Andrea Vallascas, Franco Vazio, Liliana Ventricelli, Valentina Vezzali, Stefano Vignaroli, Alessio Villarosa, Sandra Zampa, Alessandro Zan, Giorgio Zanin, Pippo Zappulla, Filiberto Zaratti, Diego Zardini, Davide Zoggia, Alberto Zolezzi, Brando Benifei MEP.