Pagine

martedì 27 marzo 2018


UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE SUL QUADRO POLITICO
di Franco Astengo

Roberto Fico

Dopo l’elezione dei Presidenti dei due rami del Parlamento si può aprire un punto di riflessione attorno ad un elemento che è parso poco valutato dagli analisti. La doppia elezione si è verificata attraverso la composizione delle Camere così come determinata dall’esito di elezioni che sono state giustamente giudicate come “critiche” e foriere di un complessivo riallineamento del sistema politico italiano.
Si è verificata, attraverso l’espressione del voto, una forte torsione a favore di chi ha lanciato slogan assolutamente distruttivi rispetto al recente passato e verso la collocazione europeista mantenuta dai precedenti governi e che è stata sonoramente bocciata da elettrici ed elettori.
A questo punto si può aprire un punto di riflessione attorno ad un elemento che è parso poco valutato dagli analisti. Senza voler preventivare nulla al riguardo della prospettiva di governo la valutazione che, infatti, può essere sviluppata proprio nell’occasione delle elezioni dei Presidenti di Camera e Senato ci indica che la scelta riguardante la seconda carica dello Stato (presidenza del Senato) indica una figura che ancora di nuovo e sempre il nostro sistema alla situazione del 1994.
Il nostro sistema politico appare infatti ancora saldamente connesso al gigantesco conflitto d’interessi che collega direttamente il sistema stesso all’azienda privata dominante nel campo della comunicazione televisiva (posizione dominante del resto confermata da un referendum popolare svoltosi nel 1995).
La difesa della quotazione in borsa di Mediaset e del patrimonio personale del suo proprietario, oltre alla disponibilità della stessa azienda di trasmettere tre canali televisivi generalisti con relativi TG, notiziari, talk show, trasmissione di approfondimento rimangono gli elementi centrali sui quali si misura ancora come sempre nel corso degli ultimi 25 anni l’intero sistema politico.
Se questo è il “nuovo che avanza” portatoci in dote dall’affermazione di M5S e Lega auguriamoci che qualcuno ci salvi da un non meglio precisato (ma promesso dai rodomonti da campagna elettorale) “ritorno al futuro”. Fermato con il voto del 4 dicembre 2016 il tentativo svolto dal fu PD (R) di destabilizzare definitivamente il quadro costituzionale, nuovi ed eterni pericoli si addensano sulla nostra democrazia, che vorremmo resistenziale e repubblicana e che appare ancora in pericolo preda di convulsioni irrazionali che sembrano condurre alla fine ad una sorta di “attrazione finale” verso il vecchio “dominus” capace di dispensare a larghe mani iniezioni gratuite di anestesia sociale.