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venerdì 25 maggio 2018

MILANO. PALAZZO REALE
PREMIO di DRAMMATURGIA CARLO ANNONI

Ritratto di Carlo Annoni
di Michell Campanale

La locandina del programma
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Il ritratto si colloca in un curioso crocevia estetico: da una parte l’inevitabile legame con l’espressionismo, endemico nei contesti del Novecento e nell’attuale, in cui il colore antinaturalistico crea la forma e ha predominanza sulla linea; una linea che perde la purezza, di matrice diciamo fiorentina, diventando dura e incisiva a esprimere pathos; dall’altra un curioso debito col barocco rintracciabile nella bocca “parlante”, atto mimico di sinergia corpo voce, come si vede nei maestri Simon Vouet, Veermer, Rembrandt. Mimazione quindi nel ritratto di Carlo Annoni e colori pescati nelle tavolozze sincretiche di Van Gogh, Kirchner, Nolde, (per citarne alcuni) a definire il volto: l’incarnato vira sulle tinte calde del rosaceo e dell’albicocca, stemperate da oasi di bianco (di zinco), che rendono la fisionomia dinamica, così come dei piccoli aggregati salini ai lobi dell’orecchio e la cristallina montatura degli occhiali; l’abito che si indovina di bianco e il colletto longitudinale di rosso, sembrano richiamare costumanze da samurai, e aprire un milieu eroicomistico dove si possa esprimere la virtus del soggetto.
Ritratto  molto forte a tinte espressioniste: la fisionomia di Carlo Annoni, nell’intelligente estroflessione fisica, si connota con i vigorosi apporti cromatici ma soprattutto con la  macchia d’azzurrocarico della campitura degli occhi, sgranati, apertissimi, il cui sguardo overlook sembra quasi cogliere la sorpresa del mondo e dell’altrove. [Paola Pellegrino]