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sabato 9 febbraio 2019

Appello
Non c’è un Pianeta B
di Giuseppe Rosa


Per le Europee facciamo crescere un’onda verde e civica

In tanti ci siamo accorti che in Europa c’è una diffusa domanda di qualità della vita, di lavoro; un desiderio di comunità: donne e uomini, lavoratori e studenti, chiedono ai governi di occuparsi del loro futuro e di quello di tutta l’Unione. Ma spesso non trovano risposte perché l'Europa che conosciamo oggi non funziona per tutti. Chi ha governato l’Unione europea e gli Stati non ha saputo, né voluto, offrire risposte e strumenti efficaci di protezione, sicurezza e riscatto di fronte al disagio vissuto da questa comunità. E poi ci sono i nazionalisti che promettono un cambiamento, ma in realtà negano sfide fondamentali come il cambiamento climatico e le migrazioni. Promuovono la paura, la divisione, l'odio e l'esclusione - e stanno minando i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto. C’è una necessità che riempie le piazze, che parte dalle associazioni, dai movimenti civici e delle municipalità e diventa un movimento globale che chiede risposte concrete ai problemi quotidiani, e progetti duraturi per un futuro sostenibile. Un bisogno che riguarda anche tante persone non impegnate politicamente perché non si riconoscono in nessuna forza politica attuale, ma sono madri, padri, giovani e anziani.
Da questa domanda ha preso forma un’onda green in Europa, con una straordinaria avanzata dell’opzione politica ecologista che si è consolidata come secondo partito in Germania, al governo in Islanda, e forte in Svezia, Belgio Olanda, con un forte protagonismo femminile che è arrivato anche in Italia allargandosi a macchia d’olio. Per fortuna c’è chi ha capito che senza un’inversione delle politiche energetiche, industriali, agricole, della mobilità e del territorio, verso la sostenibilità, la riduzione delle emissioni di CO2 e l’economia circolare, il sistema, il lavoro e l’ambiente sono destinati a collassare in pochi anni cancellando ogni prospettiva di futuro alle nuove generazioni. Un dato su cui la comunità scientifica è unanime. In questo senso, le parole dell’Enciclica “Laudato Sidi Papa Francesco danno forza a chi si batte per la conversione ecologica, nuovi e diversi stili di vita sul solco dell’ecologia integrale.
I giovanissimi hanno mostrato di avere una visione più lucida degli adulti, e li sollecitano a fare qualcosa prima che compromettano irreversibilmente il futuro dei loro stessi figli. Greta Thunberg, una ragazza di 16 anni, ha chiesto al parlamento svedese azioni concrete per la salvaguardia del clima, ha parlato alla COP24 e a Davos; ha fatto scendere in piazza migliaia di persone in tutta Europa che manifestano settimanalmente in ogni città davanti ai palazzi del potere, anche in Italia.
Noi, e tanti come noi, vogliamo raccogliere questa energia e darle voce, per un’Europa forte e solidale, vicino alle donne e agli uomini, alla qualità della loro vita, del loro lavoro, dei diritti degli animali, del welfare, dell’istruzione e del cibo.
Il benessere delle persone, lo hanno capito anche gli economisti, è molto più di un dato economico. Riguarda l’esperienza quotidiana di tutti noi: la qualità del lavoro, delle relazioni, della salute, della giustizia sociale e di genere, dell’ambiente in cui viviamo, il riconoscimento del nostro talento. Riguarda le politiche di integrazione e di tutela dei più deboli, la libertà di circolazione, l’inclusione del talento delle donne, la flessibilità e l’eticità del sistema economico e la tutela della democrazia in un mondo che cambia più rapidamente della normale capacità di adattamento delle persone.
È molto chiaro, non solo a noi, che il cambiamento potrà avvenire solo se i governi e la società tutta sapranno raccogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, dalla finanza etica, dai lavori green, dalla riprogettazione dei modelli di consumo, dalla tutela del territorio e dei beni culturali, dalla salvaguardia della biodiversità. La ripresa dopo la grande crisi si realizzerà con il Green New Deal, che deve coinvolgere le comunità locali.
Gli ecologisti e i movimenti civici hanno la credibilità, la storia e la competenza per realizzare il rilancio dell’Italia in Europa.
È il momento di far crescere l’onda verde europea, perché diventi patrimonio di tutti noi, per un progetto civico ed ecologista, contro i populismi e i sovranismi, per una società giusta e aperta.
Per questo siamo convinte e convinti che sia indispensabile, in Italia, mettere in campo subito ed in vista delle elezioni europee, una opzione distintamente ecologista, civica, federalista: che metta al centro azioni globali contro il cambiamento climatico e per la transizione ecologica, la giustizia sociale e il lavoro, che dia spazio e valore alla diversità e ai diritti, alla parola, al ruolo sociale e alla dignità personale delle donne.