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venerdì 8 febbraio 2019

PER MILLI MARTINELLI


Milli Martinelli


Dalla Russia alla Palestina

Viaggio nell’universo umano di Milli Martinelli
tra parole, immagini, racconti

Sabato 16 febbraio 2019 ore 17:00
Associazione Italia Russia, via Giulio Natta 11 Milano
MM 1 Rossa Fermata Lampugnano


con Moni Ovadia, Fausto Malcovati, Luisa Morgantini,
Anjuta Gancikov, Joanna Spendel, Gabriella Bernieri



Milina incontrò il principe Myškin su un treno che lo stava portando da un paese straniero a San Pietroburgo… (Storia di un’idiota)


«Ma allora tutto, tutto è stato vano, mostruoso e perfino ridicolo? I nostri sacrifici, inutili, il nostro impegno per la costruzione di un mondo migliore, tante volte frustrato e addirittura fustigato, tutto, tutto inutile!».
Questa, raccolta dalle labbra di un vecchio intellettuale sopravvissuto alla “tragedia di un popolo”, è solo una delle domande di cui vive il libro che Milli Martinelli pubblicò nel 1995, Russia: l’ultimo inganno, riedito nel 2018, l’anno della sua morte, con una prefazione di Moni Ovadia.
Bruciano in quelle pagine le ultime fiammate di una speranza, i giorni entusiasmanti, farraginosi, contraddittori, frenetici della perestroika e della glasnost, che dovettero spegnersi nello spazio di qualche stagione. E costituiscono, quelle pagine, il lungimirante approdo del lungo viaggio che “Milina” aveva intrapreso dal sottosuolo di Dostoevskij al cristianesimo iconoclasta di Tolstoj, fino ai primi fuochi di quella rivoluzione in cui sembrava bruciare, almeno all’inizio, il riscatto dei diseredati. Con quello straordinario fiorire di cultura teatrale e poetica che è stata materia per lei di tanti studi, lezioni, traduzioni. Ma in quella passione fiorita nella sua prima giovinezza, non accademica, non teorica, ma vitale quanto l’amore per il suo principe Myskin - l’idiota dostoevskiano - che l’aveva risvegliata, si radica l’altra grande passione civile di Milli Martinelli, una delle prime “Donne in nero” italiane: la sua partecipazione alle traversie e alle speranze del popolo palestinese, un'immersione fisica, dolorosa e furente, talmente integrale da costituire per lei un’autentica ragione di vita.

INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA 2019

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