Pagine

giovedì 24 dicembre 2020

RESTIAMO UMANI


Don Andrea Gallo


Con questa riflessione inedita,  ricordiamo don Andrea Gallo,
prete di strada,  partigiano, e amico di
“Odissea”.
 
La solidarietà va coltivata con pazienza, perché diventi un’attitudine costante e significativa della nostra condotta quotidiana. 
Le parole di Gesù sono sovversive, indomabili, rivoluzionarie: soffocano nelle sagrestie e respirano sul marciapiede.
Noi siamo gli altri, e gli altri sono noi. Non c’è differenza alcuna tra individui, facciamo tutti parte della stessa famiglia umana.
Quando incontriamo un omosessuale, una prostituta o un peccatore, sovente noi cristiani abbiamo già il dito puntato contro, esprimiamo a priori un giudizio negativo, ma quello che è peggio è che nella nostra testa scatta il meccanismo della conversione: vieni da noi, se ti converti, sarai salvo. No! Com'è possibile ragionare ancora così? L’ansia di convertire e fare proseliti non l’aveva neppure Gesù, che infatti non ha certo inseguito il giovane ricco imponendogli di convertirsi. Lo ha lasciato libero.
Quando noi cristiani, compresi alcuni vescovi, mossi dagli alti princìpi del Vangelo, interveniamo nelle questioni spinose della società con la predicazione, è un diritto legittimo. Però attenzione: senza avanzare il diritto di dettare un’etica pubblica per tutti i cittadini.
Se la Chiesa si dichiara cristiana e cattolica, cioè universale, dovrà essere una Chiesa povera. Nel senso che la sua opzione preferenziale dovrà essere, anzitutto, dare voce ai poveri.
 

Don Andrea Gallo
Comunità San Benedetto al Porto (Genova)