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venerdì 19 marzo 2021

FERMARE ERDOGAN
di Silvana Barbieri


E così il golpista Erdogan pensa di infliggere l’ultimo durissimo colpo alla democrazia in Turchia: mettere fuori legge il partito curdo HDP, in omaggio al partito fascista dei Lupi Grigi; non riuscendo a sconfiggere con mezzi politici HDP, Erdogan e Lupi Grigi tentano di riuscirci con un tribunale. Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, l’atto di accusa presentato dal procuratore della Corte Suprema accanto alla cancellazione di HDP chiede l’interdizione politica di oltre 600 figure di dirigenti di quel partito. Se la Corte Costituzionale turca ciò approverà, l’interdizione di queste persone comporterà a loro carico anche il divieto di fondare o anche solo di partecipare ad altri partiti. Dovranno cioè rimanere completamente fuori dalla partecipazione alla politica.
In questo modo Erdogan chiude il cerchio. Ricordo che l’ultima campagna elettorale avvenne con l’intero gruppo dirigente di HDP in carcere, e che esso vi poté partecipare solo tramite i loro avvocati. Ciò nonostante, l’HDP conquistò più dell’11% dei voti, superando dunque uno sbarramento elettorale che in Turchia è al 10%.
La violenza di regime in Turchia è feroce e quotidiana, centinaia di sindaci e di consiglieri comunali curdi eletti democraticamente sono stati destituiti e sostituiti con commissari governativi, poi sono finiti in carcere. Stessa sorte è avvenuta a carico di associazioni, da quelle a difesa dei diritti umani a quelle donne, da quelle dei giornalisti a quelle degli avvocati ecc. Anche lo slogan “l’8 marzo non può essere toccato” è diventato in Turchia reato. Cosa deciderà la Corte Costituzionale in tema di scioglimento di HDP non ho dubbi, né mi aspetto proteste da parte europea. Vero però è, anche, che i 6 milioni di elettori dell’HDP continuano, in tanti modi, a resistere.