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mercoledì 17 marzo 2021

VACCINI E DISUGUAGLIANZA
di Romano Rinaldi


Lo “sgocciolio verso il basso” dei vaccini
 
Abbiamo salutato con sollievo l’uscita di scena di Trump dalla guida spericolata della più potente e ricca Nazione del mondo. L’ex presidente ci ha lasciato “col botto” del 6 gennaio e la rischiosissima manovra di accerchiamento ed occupazione del Campidoglio, fortunatamente finita in nulla, almeno come effetto immediato sulla politica USA.
Ora l’amministrazione Biden, con l’imponente accelerazione del piano vaccinale, promette un 4 luglio 2021 come giornata dell’Indipendenza anche dal Covid-19, contando di raggiungere l’80% della popolazione coi tre vaccini ampiamente a disposizione degli Americani (Pfizer-Biontech, Moderna e Johnson & Johnson). A ciò si aggiunge che la FDA (organo di validazione dei medicinali USA) non ha ancora autorizzato l’uso del vaccino Anglo-Svedese AstraZeneca che attualmente si trova al centro di un mare tempestoso in tutta Europa e faticherà sicuramente a riguadagnare la fiducia persa in questi giorni sia in Europa che negli USA.
In base a queste premesse mi sembra di poter proporre una considerazione. Pur ammettendo il sacrosanto diritto di intervenire a vantaggio della propria gente da parte della presente amministrazione USA, soprattutto dopo le traversie imposte alla popolazione dalla passata gestione della pandemia, non si può non vedere la penuria di dosi vaccinali che ha colpito l’Europa ed in particolare l’Italia, come un riflesso della campagna vaccinale negli USA. Sembrerebbe dunque di assistere, nuovamente, all’affermazione dei principi economici della “mano invisibile” (invisible hand - Adam Smith) e dello “sgocciolio verso il basso” (trickle down - David Ricardo), che sembravano non goder più di tanta reputazione in questi ultimi decenni di affermazione della globalizzazione dei mercati. Insomma, se c’è un principio che dovrebbe essere ritenuto valido in questi tempi di pandemia mondiale, è quello di una distribuzione dei vaccini in modo il più omogeneo possibile nel mondo per evitare di perpetuare l’esistenza di zone infette da cui l’infezione può ripartire e diffondersi, magari con varianti vaccino-resistenti, incoraggiate dai ritardi con cui l’antidoto viene distribuito alle diverse popolazioni ed in rapporto diretto alla gravità della situazione nei vari Paesi. Tutto il contrario di quello che predica la teoria del “trickle down”.