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domenica 15 agosto 2021

IL SOGNO DOPO IL MURO



Quanta umanità tradita, nel tempo misero
di abissi di senso, di sguardi negati
all'orizzonte comune eppur vietato.
 
Cadevano a terra, crivellati di colpi
gli ultimi eroi quotidiani, lontani parenti
di quanti, sferzati dal medesimo idioma teutonico,
tentarono anni prima di cogliere ancora la vita,
nei campi intrisi di dolore e di morte.
 
Quell'ora s'impresse a fondo,
come marchio indelebile:
e furono urla e strepiti e mani tese
al fratello ritrovato, all'amico riscoperto
alla storia che incideva un nuovo capitolo
nel secolo breve che di lì a poco si chiudeva.
 
Lo stupore negli occhi di un bimbo,
la gioia soffocata dal pianto d'una madre
il silenzio attonito del gendarme
la tela della vergogna che si sfilava:
mai fragore fu più dolce dell'ultimo
                                                   blocco abbattuto.
 
Nell'empito della festa, le note d'uno strumento
                                                                          a corda
brillavano intense, fugaci speranze d'un avvenire
                                                                    senza muri.
 
Non c'era, in quella sera morente di anni dopo,
che lo spazio di un sogno.
 
Federico Migliorati