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domenica 8 agosto 2021

Poesie
Capo Santa Chiara*



Tristezza in bianco lunga fino al ginocchio
a Capo Santa Chiara
nella foschia della sera
con le luci delle navi alla fonda
con l'ampio respiro del mare
ed il mio essere non essere.
Le poche persone che passano
ti guardano e non parlano:
non si fa parte del loro mondo!
Hanno fretta, sempre.
Non sanno che tu sei ferito
che la rabbia del mare è la tua rabbia,
che la sua spuma, frutto di roccia,
è la saliva che nasce e s' agita nella tua bocca
che l'onda è il tuo torace,
enorme mantice che si riempie d' aria
per svuotarsi nell' impotenza.
Umanità dolente! Dove sono gli spiriti saggi?
Coloro che impugnano la spada dell'equilibrio?
La gioia piena, totale, incontenibile di vita?
I gesti calmi e lenti della maturità?
Io mi amo perché sono solo
e non respiro il tiepido calore di una donna
né accarezzo e penetro nella pienezza delle sue forme.
Contro di me un maledetto vento freddo
e un'acquerugiola che scivola sul viso!
 
 
*Capo Santa Chiara è il prolungamento, in alto, di Boccadasse
bellissimo luogo marinaro di Genova.
 
*
Ricordati, si è soli nella vita.
Non chiedere aiuto: è inutile.
Ritira le tue trappole: non ci sono prede.
Dio fluttua sulle onde di un mare in tempesta,
è il tuo io esploso con violenza
e mitigato dalla paura di vuoto e di silenzio,
Dio non esiste!
Davanti all'uomo una bandiera con la propria vita
scritta e dei piedi di piombo per andare avanti.
 
*
Passeggio con tutta la mia desolazione addosso,
con l'ira repressa di chi si accorge che il sogno è finito.
Navigo in un mare di nebbia e ovatta
e ascolto il canto funebre delle mie illusioni.
 
*
Con stanchezza, sorda rabbia
rassegnazione quasi,
amara tristezza
sentimenti contrastanti
lascio la penna...
Cristo risorgi!
 
* 
Le rocce sudano
gli imperi crollano
le bocche zittiscono
non più voci segrete
che gridano le mie pene!
 
*
Tu sei alta 1,85 io 1,65
Per baciarti devo stare in punta di piedi
tu abbassarti.
I nostri baci durano meno di un minuto,
ti stanchi di tenere la schiena curvata.
Sdraiati finalmente la mia bocca
è all’altezza della tua,
ma i miei piedi, dici, ti danno fastidio alla tibia.
Eppure come ci amiamo!
Il mio spazzolino da denti è della stessa marca del tuo
e il pechinese che mi hai regalato mi somiglia un po’.
Eh sì, certamente il nostro amore è unico,
unico al mondo: riesce a percorrere un piano inclinato
da me a te,
senza subire, indovina cara che cosa?
l’eccesso di gravità!


Giuseppe Bruzzone
[1962 – 1965]