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domenica 12 settembre 2021

Poeti
SE CONSIDERASSIMO

Opera di Shamsia Hassani
 
Se considerassimo che ogni giorno trascorso ci avvicina alla morte
osserveremmo con più attenzione la foglia avvizzita al suolo,
la lucertola che assorbe l’ultimo cielo prima del buio della terra
il cane prigioniero e denutrito che rantola e guaisce senza sosta
 
se ricordassimo la nostra natura d’essere umani
ogni ferita dell’altro la sentiremmo come nostra,
gemito su gemito nel comune destino,
e nessun dolore sarebbe a noi estraneo,
nessun grido resterebbe vano
 
ma siamo preda di una compulsiva egoistica arroganza
scandita dal rosario quotidiano di litanie a perdere,
sul palcoscenico dove recitano solo ignobili maschere.
 
[Federico Migliorati]


AMO LE PERSONE AI MARGINI
 

Opera di Shamsia Hassani

Amo le persone ai margini
quelle che stanno per uscire dal foglio
ma per uno spostamento d'aria improvviso
per la caduta di una briciola
o di una goccia
rimangono ancora all’interno
meravigliate di restare in bilico
tra la luminosità
del bianco
e lo splendore dell’abisso.
 
[Lorenzo Mullon]


 

 COME SE NULLA FOSSE   

 

Shamsia Hassani
accanto ad una sua opera
 
Come se nulla fosse
si continua a ballare 
e a giocare ai soldi
Come se nulla fosse 
si gioca a nascondino...
Come se nulla fosse 
si continua sulla strada
dell’indifferenza.
Come nulla fosse
schiavi
dell’insignificante esistere.
Come se nulla fosse
si scavalca il barbone 
accasciato sul corridoio 
della metropolitana.
Come se nulla fosse
si riempie il vuoto 
contenitore 
di cibo ad ingozzarsi.
Come se nulla fosse 
occhi spenti
e bocche disegnate
cancellate dal monsone.
Come se nulla fosse 
si masticano rumori...
è lo stridere delle unghie 
sul vetro
che non appartiene 
ai vili.
Come nulla fosse 
la memoria dei cieli
è rivolta 
dove spunta un fiore 
il fiore più resistente,
profumato
di libertà.
 
[Laura Margherita Volante] 

 

IL SILENZIO

Opera di Shamsia Hassani

 
Spenta è la musica,
nel silenzio muoiono i sogni.
Non volano più gli aquiloni, 
il sole non asciuga 
il silente pianto delle donne,
il vento non gioca più 
fra i loro capelli.
Nessuno si inginocchia
per denunciare i poteri,
nelle gabbie del potere
sopravvivono giovani donne
future madri di altri aguzzini.
 
[Livia Corona]