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sabato 15 gennaio 2022

BILANCIO SOCIALE 2021 



Parte 2a
 
Nella prima parte avevo incominciato a parlare della mia scelta personale di assunzione di responsabilità della propria violenza, senza cederla allo Stato di cui faccio parte. Ho cercato di dare determinate risposte a questo indirizzo che ritengo perfettamente valide, stante la conflittualità tra Stati che i tempi nucleari, che stiamo vivendo, vanno evidenziando. Estrema pericolosità per tutti i cittadini, perfino del mondo intero, giacché questo tipo di guerra non ha confini e certe conseguenze riguarderebbero proprio tutti i suoi abitanti. Non ho considerato una condizione storica che giudico di peso e che, storici, politici, non mi risulta citino. Condizione che si è verificata dopo la Seconda guerra mondiale con la sua carneficina di milioni e milioni di morti, con la nefandezza nazista, con i suoi campi di concentramento per l'eliminazione di ebrei, comunisti, zingari, omosessuali, disabili, avversari politici. Nei fatti una negazione dell'uomo. Aberrazioni che hanno portato ad un giusto processo del mondo nazista, ma non al riconoscimento della propria violenza utilizzata per contrastarlo. I vincitori hanno giudicato i vinti senza mettersi in gioco, se si voleva la fine della violenza. Del resto erano i momenti in cui gli stessi si stavano spartendo i tecnici nazisti o chi aveva lavorato per loro; uno Stato assoldava il fratello di Eichmann e altri per combattere il comunismo sovietico (documenti desecretati dalla Cia anni fa, ed evidentemente non ne hanno perso l'abitudine, se in questi ultimi anni si sono avvalsi del loro aiuto per entrare in Ucraina). Bombe nucleari sono state sganciate su due città giapponesi non tanto per salvare i soldati americani, giacché il Giappone era pronto alla resa, ma perché militari sovietici avevano oltrepassato il confine del Paese. C'era da mostrare chi era il più forte.
Le motivazioni di condanna del Tribunale di Norimberga per cui tu nazista non dovevi ubbidire agli ordini dello Stato, perché gli ordini erano disumani, quindi una responsabilizzazione personale, valeva solo per i nazisti e basta. Uno dei piloti che aveva sganciato la bomba su Hiroshima e che si era sentito in colpa per le distruzioni da essa provocate, è stato fatto internare in manicomio dal comando militare. La sensibilità "umana" non è decisamente emersa. Ecco perché ci troviamo all'oggi con i conflitti in corso che possono anche produrre profitti, per il momento, aldilà delle varie Carte Costituzionali, ma un disastro, alla fine, se si ricorrerà allo strumento nucleare. È pensabile che "dopo" possa avvenire un giudizio tipo Norimberga quando lo stesso "dopo" potrebbe non esserci più per nessuno? Questa è la realtà che uomini come Einstein e altri, compreso Fornari, il mio riferimento, e perfino Papa Francesco, (unica figura istituzionale che da anni dice no alla guerra, nucleare soprattutto), hanno prefigurato. E sulla quale dovremmo riflettere tutti e adesso, prima che sia troppo tardi.
Giuseppe Bruzzone
[Milano 13 gennaio 2022]