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lunedì 17 gennaio 2022

CANDIDATURE 
di Franco Astengo

 
Comunque vada a finire il fatto che una parte ampia delle forze parlamentari indichi Berlusconi come il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica e la qualità delle risposte che vengono dal fronte che dovrebbe essere opposto rappresentano due punti di ennesima conferma dello stato critico del sistema politico italiano. È fin qui mancata verso la possibile candidatura di Berlusconi una risposta di fondo, misurata ben al di là dei temi di stampo moralistico-giudiziario e dell’incredibile “candidatura divisiva” come da giudizio del segretario del PD.
Fatta la tara al fatto che tutte le candidature sono divisive e tutte le candidature sono espressione di una tendenza politica è assolutamente mancata l’affermazione di quella che dovrebbe essere la ragione di fondo al riguardo dell’improponibilità della candidatura di Berlusconi.
Negli anni ’70 il suddetto personaggio aderì alla loggia massonica segreta P2 (tutti fatti accertati in sede penale e parlamentare). Il documento ispiratore di quell’associazione era rappresentato dal famoso “Piano di Rinascita Nazionale”: un progetto di restringimento complessivo dei termini democratici nei quali si era sviluppata la Costituzione Repubblicana.
È stato questo il punto cruciale: tutto il resto del cosiddetto “berlusconismo” è seguito di conseguenza e oggi siamo sull’orlo della trasformazione in senso eversivo della nostra Carta Fondamentale: la candidatura di Berlusconi assume questo significato di rottura con la Costituzione Repubblicana (non a caso è formalmente appoggiata da due partiti che con la Costituzione non c’entrano nulla come Lega e i neo-fascisti di FdI) e come tale, quale elemento di rottura nella storia della Repubblica deve essere contrastata (beninteso presenta aspetti simili anche la candidatura di Draghi , vedi semi-presidenzialismo de facto e andrebbe discussa appunto in termini costituzionali).