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mercoledì 12 gennaio 2022

Confronti
CAMPO LARGO
di Franco Astengo


Per la sinistra il patto di consultazione stipulato in questi giorni da Sinistra Italiana ed Europa Verde può essere considerato un fattore positivo di indicazione per un riferimento di alternativa.
Perché ciò effettivamente si verifichi è necessario però porre precise condizioni.
Condizioni che in questa sede si proverà a riassumere sia pure in maniera sicuramente troppo schematica:
1). La “centralità” dell’ambientalismo non può esaurire l’impegno nella ricerca delle contraddizioni che la sinistra è chiamata ad affrontare. Attorno alla classica “contraddizione principale” si agitano infatti almeno tre punti di transizione: transizione sanitaria, digitale, costituzionale. Contraddizioni che debbono essere individuate, analizzate e declinate ponendole sul terreno di una espressione di progettualità la cui cornice non può che essere individuata nel tema dello spostamento degli assi geopolitici a livello globale con conseguenti riflessi sul ruolo dell’Europa;
2). È riduttivo parlare di adesione al “Campo Largo” proposto dal PD. Questa scelta va considerata come limitante se si intende davvero evitare la tagliola del minoritarismo e della subalternità. Se poi ci si riferisce alla previsione elettorale (questione che prima o poi dovrà essere affrontata) è evidente che, ferma restando la formula attuale, l’alleanza con il PD risulterà necessaria per la quota maggioritaria. Per la parte proporzionale, invece, risulterà indispensabile una presentazione autonoma. Presentazione autonoma per la quale esistono possibilità non remote di superamento del “quorum” a condizione che la presenza della sinistra risulti provvista di una forte caratura “di progetto”. Sarà la qualità del progetto il vero punto attrattivo del massimo possibile di unità nel tentativo di fornire una forte caratterizzazione non semplicemente identitaria sul piano ideologico a tutti i possibili contraenti di un patto. Si tratta di determinare una presenza caratterizzata in termini di alternativa partendo proprio dal tema dell’affermazione costituzionale della Repubblica a base parlamentare. Tanto più che le profonde modificazioni avvenute nel corso di questi anni sul piano del rapporto società/struttura politica ci indicano come indispensabile quale primo punto un concorso a determinare una vera e propria ristrutturazione dell’offerta elettorale avendo come obiettivo il recupero di una presenza istituzionale. In tal modo si potrà contribuire (certo non in misura esaustiva) ad avviare un processo di costruzione di soggettività politica (per la quale è sicuramente necessario adottare un meccanismo di “processo costituente”).