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giovedì 31 marzo 2022

ELEZIONI: UNA ZIMMERWALD ITALIANA 
di Franco Astengo
 


Mi rivolgo ad alcuni esponenti di quella che può essere definita “sinistra fuori dal perimetro Draghi” al semplice scopo di ricordare alcuni punti che mi paiono di assoluta attualità (ed anche urgenza) e meritevoli di una discussione:
1) Indipendentemente dall’esito delle schermaglie in atto nel sistema politico italiano la data delle elezioni legislative generali si sta comunque avvicinando a grandi passi;
2) La gran parte di attori e comprimari che intendono essere presenti in quella circostanza si stanno già muovendo a colpi di propaganda utilizzando il tema della guerra (e/o della pace) in maniera del tutto strumentale: così è per il M5S che ponendo il tema delle spese militari si augura di recuperare una parte dell’anima movimentista facendo dimenticare i disastri dei quali questo sedicente Movimento è stato assoluto autore nel corso di questa XVIII legislatura; così è per Fratelli d’Italia che solletica, per contro, un’anima militarista che potrebbe anche percorrere il Paese considerato tono e contenuti della gran parte dell’informazione e delle immagini che sono state diffuse alimentando una sorta di “spirito bellicista” da salotto (persiste nel Paese una sorta di latente dannunzianesimo); così è per Draghi che intende elevarsi, sfruttando l’atlantismo come vera e propria arma di censura, alla condizione di chiedere la propria riconferma al di là di quello che potrà essere l’esito elettorale e arrivare a mutare non solo “de facto” la forma di governo in una torsione presidenzialista;
3) A sinistra più o meno tutto tace mentre il confronto bellico ha spostato i termini del confronto politico. Soprattutto pare abbandonata la possibilità di offrire ai vagiti di risveglio del movimento pacifista una qualche “sponda”, Sponda dalla quale porre con chiarezza il tema della rappresentanza politica necessaria per conseguire un’adeguata rappresentanza parlamentare nella prossima legislatura, con le Camere proditoriamente ridotte nel numero dei componenti;
4) È necessario declinare il tema della pace in una forma unitaria facendo in modo che possa trattarsi del “focus” di una possibile progettazione alternativa da far vivere in campagna elettorale e oltre, partendo dalla necessità di sostenere come non possa essere più intesa la pace come semplice intervallo tra le guerre;
5) Sotto questo aspetto è necessario affrontare alcuni punti che potrebbero risultare dirimenti: 



a) L’elaborazione di un quadro complessivo di impianto progettuale fondato su di una idea di “Sinistra Costituzionale” in modo da tener ferma la forma della democrazia repubblicana come indicato nella Carta Fondamentale del’48;      

b) il rapporto tra spese militari, transizione ecologica, transizione digitale, PNRR (rapporto che il procedere bellico sta sicuramente alterando rispetto ai punti di partenza di qualche mese fa);
c) La richiesta di piena applicazione dell’articolo 11 della Costituzione (come di altre parti della nostra Carta Fondamentale) nella necessità di una espressione compiutamente pacifista della “Sinistra Costituzionale”;
d) come è stato sottolineato con grande forza nel corso del seminario “ARS/CRS” del 29 marzo diventa assolutamente centrale il tema dell’informazione (di cui fa parte integrante anche l’utilizzo dei social e l’intera macchina della propaganda) in un momento in cui i media mainstream violano tranquillamente i canoni minimi di deontologia professionale, in Russia, in Ucraina, negli USA ma anche in Italia;
e) l’idea dell’Europa come spazio politico lavorando per trasformarne la struttura istituzionale e la collocazione come semplice avamposto dell’atlantismo partendo dal punto di principio della crisi della globalizzazione e del ritorno alla geopolitica.
 
Mi auguro si possa giungere rapidamente a un incontro tra tutti i soggetti potenzialmente interessati al fine di poter avviare un confronto serio su di una adeguata prospettiva politica.
Servirebbe una (modesta) riattualizzazione di una Zimmerwald italiana del XXI secolo.