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giovedì 30 giugno 2022

STRAGE DI MELILLA   

 
Il 24 giugno scorso nell’enclave di Melilla, al confine tra Marocco e Spagna, è avvenuta l’ennesima strage di innocenti! Orrore e morte alle frontiere dell’Europa nascono da una politica razzista e criminale che l’Europa ha adottato e che è conosciuta con il nome di “esternalizzazione delle frontiere.”
All’alba del 24 giugno circa duemila profughi africani (in buona parte sudanesi, costretti a fuggire dal Sudan e dal Sud Sudan (in guerra civile) hanno tentato di superare la rete metallica di confine, alta dieci metri! Solo 500 di loro sono riusciti a raggiungere il valico di confine ed hanno assaltato l’ingresso. La polizia è subito intervenuta con il lancio di lacrimogeni, generando una spaventosa calca. Si parla di 37 profughi morti e numerosi feriti gravemente. Solo 130 sono riusciti ad entrare all’interno dell’enclave spagnola, ma purtroppo numerosi sono stati forzatamente costretti a ritornare in Marocco, in violazione della legge internazionale. Molti feriti anche tra i poliziotti marocchini e spagnoli. E’ questo il frutto amaro dei recenti accordi tra Spagna e Marocco in attuazione della cosiddetta politica di “esternalizzazione delle frontiere” che prevede lauti finanziamenti da parte dell’Europa ai governi del Marocco, Libia, Tunisia, Turchia perché trattengano sul loro suolo i profughi in fuga da guerre, da fame e cambiamenti climatici.  Sono i disperati della storia che premono alle nostre frontiere e che noi respingiamo. Questo è un genocidio strutturale. Questa è l’evidente negazione dei diritti umani e, primo tra tutti, del diritto alla vita. 
Sappiamo che le frontiere europee sono altamente ‘permeabili’ al traffico di armi, di organi, di bambini, di donne, di esseri umani, di animali e di sostanze illecite. Ma le stesse frontiere europee sono quasi totalmente ‘impermeabili’ per coloro che, vittime di questo nostro sistema economico finanziario-militarizzato, fuggono e cercano riparo da guerre, povertà, torture e carestie. 
È un crimine contro l’umanità perpetrato in nostro nome.
Non possiamo tacere ma abbiamo il dovere di testimoniare e di opporci ad un genocidio che il nostro mondo occidentale commette legalmente contro decine di migliaia di disperati in cerca di speranza (quasi 50.000 sono sepolti nel Mediterraneo).
“È inaccettabile che il negriero di ieri sopravviva nei governi che oggi tornano a incatenare la libertà degli africani, subordinandola agli stessi interessi e allo stesso potere” così scriveva il vescovo Angelo Agrelo, vescovo di Tangeri (Marocco) quando, il 6 febbraio 2014, 15 profughi furono uccisi nel tentativo di scavalcare la rete metallica dell’enclave di Ceuta.
Per questo invitiamo tutti gli individui e tutte le realtà associative di volontariato e attivismo civile, sensibili a quanto sta accadendo ai nostri fratelli profughi, a scendere nelle piazze d’Italia per dichiarare il nostro No all’esternalizzazione delle frontiere e per chiedere il rispetto del diritto alla libera circolazione dei migranti e a garantire percorsi sicuri e legali di movimento.
 
Aderiscono:
Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti 
Le Veglie contro le Morti in Mare 
Refugees Welcome Napoli
Donne in Nero Napoli
Donne in Nero Bergamo
Centro Sociale ex Canapificio
Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta
Mediterranea SH Napoli
Mediterranea SH Milano
Rete Antirazzista Catanese
ANPI Codè Montagnani Marelli (MI)
BAOBAB Experience
Gruppo Porti Aperti Milano
Rete Milano Senza Frontiere
UDI
Associazione Energia per i Diritti Umani
Ora in silenzio per la Pace Genova