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venerdì 11 novembre 2022

ARTE CONTRO LE GUERRE
A cura di Luigi Cavadini

 
Como. Una collettiva di denuncia contro la Guerra, in ogni sua espressione e declinazione, per riflettere non solo sull'attuale situazione in Ucraina, ma più ampiamente sull’azione distruttiva che ogni evento bellico porta con sé.  È l’iniziativa di “The Art Company Como”, dal titolo “Arte contro le guerre”, a cura di Luigi Cavadini, che intende dar voce, attraverso l’opera di ventidue artisti, agli orrori della guerra.
L’azione distruttiva della guerra si mischia, nelle opere esposte, a messaggi di speranza, andando oltre una logica dicotomica che vuole divedere il mondo tra vincitori e vinti e allargando, così, il nostro cuore e la nostra comprensione. Si tratta, come afferma Cavadini, di «una dichiarazione esplicita degli artisti di The Art Company Como contro le guerre, con un messaggio che punta al cuore e alla mente attraverso lavori che nascono dalla sensibilità di ciascuno e che rappresentano l’intimo bisogno di ciascun uomo di liberare il mondo dalle violenze e dalle sopraffazioni. Pensieri che si fanno immagine e che invitano tutti a riflettere e a contribuire con le proprie forze e i propri atteggiamenti a costruire un futuro di pace».
Ventidue opere che paiono levarsi come un grido di dolore e di denuncia verso un mondo che sembra restare avvolto nell’oscurità e nel dolore, nel tentativo di aprire nuovi bagliori di speranza e rinascita. Una denuncia e un monito, quella racchiusa in ogni opera, che ricorda come in guerra non esistono né vinti, né vincitori. Ciò che si perde, è la pace.
 
I proventi di questa iniziativa saranno devoluti ad associazioni del territorio che si occupano di tutelare minori rifugiati di guerra.
 
Artisti coinvolti:
Orietta Barnasconi, Filippo Borella, Elena Borghi, Piero Campanini, Adraino Caverzasio, Alessio Centemeri, Judith Holstein, Matteo Galvano, Giulio Mantovani, Angelo Marsilio, Marzia Mauri, Giovanni Menta, Carmen Molteni, Lorenza Morandotti, Giovanni Padovese, StefanoPaulon, Carlo Pozzoni, Pierluigi Ratti, Gianni Rodenhäuser, Gianfranco Sergio, Antonio Teruzzi più un’opera solo in esposizione di Sergio Tagliabue.