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venerdì 20 gennaio 2023

BOSS


A proposito dell’arresto di Matteo Messina Denaro.
 
A proposito dell’arresto (?) di Matteo Messina Denaro, non ci hanno fatto vedere le immagini del caffè offerto dallo Stato a colui che hanno nascosto e protetto per anni, 30 per la precisione, per tenerselo buono e non essere coinvolti nella brutta storia dal dopoguerra ad oggi. Credetemi non scherzavo, quando ho detto del caffè, ma chissà quante altre volte il M.M.D. ha liberamente preso il caffè al bar, sicuro di non essere riconosciuto, o disturbato. Sono, e non siamo tutti coinvolti in questa storia che certamente non è la nostra. Il signore finalmente ritrovato, come quel tempo perduto di proustiana memoria, non è stato ammanettato e quindi non umiliato. Tortora invece sì, perché era un galantuomo, e ci sono voluti anni per scagionarlo ma comunque condannarlo a morte. Ora però a questo miserabile signore bisogna dargli garanzia e soprattutto assistenza medica per un tumore che lo ha condannato e il timore che possa fare la fine di quanti altri hanno provato a vomitate veleni che si porta dentro da sempre. Tutto previsto e programmato da tempo, forse perché oggi fa meno male a certi personaggi, che defunti non potranno mai pagare le loro colpe. Così però il signore ignobile terrà per altri trent’anni lo stato sotto ricatto. Comunque è un bel regalino a questo nuovo governo, che però non vede l’ora di sbarazzarsi di Cospito, che non ha ammazzato nessuno e da anarchico deve finire i suoi giorni a marcire e magari a morire in carcere con il 41 bis. Ma “acca nisciunu è fissu”.



Nessuno avrebbe mai visto in quel paese quel povero diavolo (presunto assassino!) ricercato di Matteo, né le forze dell’ordine che lo cercavano per mari e monti ma mai a casa sua, né dalla polizia municipale. Poi, però tanta ipocrisia in tutti quegli applausi e pacche sulle spalle ai liberatori in tenuta di guerra. Chissà quanti attori e autori complici di misfatti non avranno sonni tranquilli, già disegnano strategie per evitare crocefissioni, magari tappandogli la bocca. Un probabile suicidio o un aggravamento delle condizioni fisiche dovute al tumore diffuso in metastasi. Matteo ha certamente già dato le consegne ai nuovi gestori cosiddetti colletti bianchi, infilati ovunque ci sia odore di denari in Italia e nel mondo. Sono incazzato, mi si consenta almeno questo, e non mi sento garantista per lui in questo momento, sarò poco democratico? Ebbene voglio proprio esserlo. Per uno come lui che ha fatto stragi e ucciso innocenti, questo da quanto ci dicono, non penso minimamente di assolverlo col perdono cristiano. Farebbe troppo comodo! Non ci sto con quanti oggi (giornalisti) godono e prevedono scoperte di segreti e rivelazioni di nomi che ormai conosciamo da sempre.



Purtroppo non condannabili senza prove, ma io so (Pasolini) diceva e nessuno cercava la trave nel proprio occhio. In Italia erano favole, i tentativi di golpe, le logge, persino le stragi, tanto c’erano gli anarchici violenti che dal 2 dicembre del 69 hanno pagato al posto dei veri farabutti responsabili. Ora più che mai mi sento e sono vicino ai senza lavoro, ai senza diritti e a tutti quelli che gridano con disperazione e trovano ancora la forza di lottare per un mondo giusto contro questo stato che non ha a cuore i bisogni dei poveri. Questi politici che viaggiano con valige piene di soldi e con la pancia piena. Oggi un chilo di pane costa più di 5 euro. Il resto è miseria e non gioia di vivere per chi si alza prima dell’alba per stiparsi in un treno per raggiungere il posto di lavoro e per altri che per un’ora di lavoro guadagnano qualche euro all’ora. Purtroppo ogni giorno per il lavoro si continua a morire, ma questa è un’altra storia di cui parleremo in un’altra occasione, tanto si muore di lavoro ogni giorno. Nessuno si chiede perché.

Francesco Curto, poeta