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martedì 26 marzo 2024

L’UOMO COI CARTELLI
di Angelo Gaccione


Girolamo Dell'Olio
 
Firenze è sempre bella e Piazza della Signoria dà il meglio di sé, sia che la luce del mattino la indori, sia che panciute nuvole grigie l’attraversano basse spinte dal vento, per scomparire dietro la Torre di Arnolfo e disperdersi verso le colline, in una giornata grigia. Sono oramai 26 anni, e precisamente dal lontano 1998, che l’Associazione di Volontariato Idra è attiva nella città che fu di spiriti illuminati come don Lorenzo Milani, Giorgio La Pira, Ernesto Balducci e tanti altri che avrebbero apprezzato l’apostolato civile di questa vivacissima Associazione che si muove e agisce in difesa degli interessi della tutela del bene pubblico, della promozione della qualità della vita, dell’ambiente e dei diritti dei cittadini, rifiutando ogni compromesso. Soprattutto quello di non scendere a patti e di non utilizzare denaro pubblico o di sponsor privati per le sue attività. Ecco un breve passaggio delle sue ragioni teoriche e programmatiche: “Idra fonda la propria azione sui risultati di un impegno complesso e articolato di studio, che richiede tempo e consapevolezza dei limiti e delle condizioni che permettono di produrre informazione indipendente”. Encomiabile il magistero pubblico, divenuto quasi quotidiano, di Girolamo Dell’Olio, l’esponente più in vista di questa organizzazione fiorentina, l’uomo armato di cartelli, l’uomo sandwich che porta il suo corpo, il suo giornale parlato appeso al collo interagendo con i passanti tra Piazza della Signoria, sede del Comune, e Piazza del Duomo, sede della presidenza della Giunta Regionale Toscana, ubicata nel magnifico Palazzo Riccardi Strozzi Sacrati. Da qualche tempo Dell’Olio svolge la sua azione socratica alla maniera dialogica propria del filosofo ateniese. Mostra i suoi cartelli scritti a mano su temi di notevole importanza (valga per tutti lo sventramento operato dal Tav per l’alta velocità) ai passanti con cui interloquisce, e lo fa in maniera gentile, rispettosa, facendoli riflettere, spargendo il dubbio, obbligandoli a riconsiderare una verità diversa da quella diffusa dagli organi di stampa, spesso compiacenti col potere. Il confronto come esercizio prezioso di democrazia il suo, fatto di impegno personale spesso gravoso e senza temere di essere solo.