Non eravamo in molti martedì primo ottobre in Piazza San Babila al raduno contro
la guerra promosso da una rete di organizzazioni come l’Anpi, la Cgil, Arci Milano,
Acli
Milano,Aned Milano,Coordinamento Democrazia Costituzionale, Libertà e
Giustizia,PD Milano metropolitana,Alleanza Verdi Sinistra Milano,Rifondazione
Comunista Milano,Movimento 5 Stelle, e a cui hanno dato la loro adesione
“Odissea, La Comune”, la Casa delle Donne, Voci Ebraiche per la Pace, Silenzio
per la Pace e tante altre sigle attive su questo tema. Visto come stanno
andando le cose sul piano internazionale, con il pericolo di una guerra
nucleare alle porte, ci aspettavamo una fiumana enorme di gente che però non
c’è stata. Eppure si trattava del cuore di Milano e di un orario comodo per
tutti. Ancora una volta in piazza abbiamo visto in prevalenza donne e uomini
con i capelli bianchi; figure irriducibili e che fanno onore a questa città. Qualche
giorno fa avevo scritto sulla chat di un amico: “Se nemmeno la guerra ci smuove
a fare qualcosa per fermare i pazzi che guidano i ciechi, allora meritiamo di
scomparire”. Non voglio farla troppo lunga perché sono stufo di ripetere sempre
le stesse cose. Voglio invece rendere onore alle donne che vedete nella foto
che apre questa nota, e in cui ci siamo intrufolati io con un cartello al
collo, Saverio Lanza e Sergio Genini con addosso la bandiera della pace e un
cartello con la scritta Shalom. Imperterrite queste donne, e altre ancora,
tutti i giovedì dalle 18,30 alle 19, si ritrovano in via Dei Mercanti qui a
Milano da quando è scoppiata la guerra russo-ucraina, e sensibilizzano i
passanti contro la barbarie della guerra. Manifestano attraverso la pratica del
silenzio (Silenzio per la Pace si definiscono) e attaccano i loro cartelli e i
loro striscioni con la scritta pace in tante lingue diverse, incuranti di
pioggia, freddo, caldo e altre avversità. A quanti restano indifferenti segnalo
le parole scrittemi da Maria Luisa Belfiore, un’amica che non è riuscita a
giungere in orario a Milano da Porto (Portogallo) per ritardo dovuto ad un
incidente a Orio al Serio: “Inqualificabile l’indifferenza civile a fronte
di avvenimenti gravissimi. Purtroppo, l’informazione è a monopolio dei
guerrafondai deficienti e irresponsabili”. Da parte mia posso giustificare
i guerrafondai, ma l’indifferenza dei pacifisti a chiacchiere no. ALCUNE FOTO DI IERI IN SAN BABILA