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venerdì 28 novembre 2025

CONFRONTI
di Luigi Mazzella



La classe politica in America e in Europa.
 
Anche per gli europeisti più sperticatamente convinti della “bontà” dell’attuale Unione (purché non accecati dall’emotività “patriottico-continentale”) è difficile negare che ormai, oggi, solo uomini politici di scarso livello intellettuale, sbandati e deliranti, governino l’Europa. Ciò è stato ulteriormente messo in luce dall’avvento alla Presidenza della Repubblica Statunitense di un leader certamente dai modi non oxfordiani e lontani dal “perbenismo borghese” ma capace di elaborare strategie complesse e (mirabile dictu) persino razionali, volte al perseguimento della pace nel mondo, apprezzate e considerate con attenzione anche fuori dai confini Occidentali. Donald Trump ha intuito e “svelato”, arrendendosi in piena guerra, il callido disegno del Partito Democratico di Biden e di Obama di trascinare l’Occidente intero (con lo strumento della NATO) in una guerra (dimostratasi: suicida) contro la Russia di Putin in favore di un Paese non membro dell’alleanza atlantica e per di più in odore di neo-nazismo e di massacri interni a danno di russofoni e filorussi. E ciò al fine evidente di compiacere il Deep State, favorendone l’interesse allo smercio delle armi. Tempo addietro non era così.
La leadership dell’Occidente era europea anche se le conseguenze della sua litigiosità non erano meno gravi. Lo si afferma chiaramente nella bella Miniserie Netflix che racconta l’ascesa e la morte di James Garfield, ventesimo Presidente degli Stati Uniti d’America.
All’inizio della storia narrata (in Death by lightning, serial di Matt Ross in 4 episodi), gli eccellenti sceneggiatori si soffermano su frasi e considerazioni su cui è utile riflettere.
In un dialogo fitto e con scene affollate di personaggi scelti con grande efficacia, a proposito della rudimentale rozzezza e violenza della classe dirigente Statunitense, uno degli interpreti fa rilevare che da un Paese popolato in grande prevalenza dalla peggiore feccia europea e mondiale, da avanzi di galera e da mafiosi di varia nazionalità, da predatori e furfanti alla ricerca di pepite di oro e di nero petrolio, non ci si poteva aspettare di meglio in politica. Ciò mi ha indotto a pensare e a riflettere sulle ragioni che abbiano potuto produrre in poche centinaia di anni un ribaltamento di valori di tale entità e natura da fare apparire le cosiddette élites europee di governo peggiori non solo di quelle statunitensi ma di grande parte dei Paesi del globo. Un giudizio benevolo “per amor di patria” mi induce a ritenere che sia stata proprio il lungo, poliennale, servaggio degli uomini politici Europei nei confronti dei Nord-Americani (successivo a due guerre mondiali rivelatesi disastrose per il Vecchio Continente) a produrre l’attuale status quo. Non è agevole provarlo ma il rischio del tentativo vale la candela. L’obiettivo (evidente anche se nascosto) degli americani doveva, verosimilmente, essere quello di tenere lontani dalla vita politica i veri gentiluomini e i professionisti di valore, esistenti in grande numero nel Vecchio Continente. E ciò per  per eliminare il gap statunitense derivante dall’immigrazione dei secoli scorsi. I falsi e finti Alti Valori inventati, e corredati da reboanti espressioni esaltative, dalla “Democrazia” nord-americana, hanno prodotto l’effetto desiderato. 
a) L’indipendenza e l’autonomia esasperata e indiscussa dei magistrati giudicanti e soprattutto requirenti, strombazzata e propagandata dai liberals d’oltreoceano è stata fatta entrare a vele spiegate nelle Carte fondamentali degli Stati Europei, e con particolare pregnanza nella Costituzione Italiana, non a caso definita dai nostri alleati anglosassoni la “migliore del mondo”;
b) La forza (già straripante) del cosiddetto “Quarto Potere”, magnificato nelle pellicole cinematografiche hollywoodiane è stato lasciato in Europa a briglia sciolta e in Italia addirittura reso intoccabile dalla Corte di Cassazione con licenza concessa ai giornalisti di diffamare e calpestare l’onore e la reputazione dei cittadini per finalità considerate superindividuali e come tali encomiabili;
c) L’opera della CIA è stata gigantesca nel “deviare” i servizi segreti nazionali, per farne la sede privilegiata della costruzione e manipolazione delle accuse dirette all’eliminazione di uomini politici scomodi.
La vita politica è rimasta nelle mani di chi non aveva niente da perdere.