Adesso lo
ammettono in coro. Lo scrive nero su bianco la Federazione
Nazionale Stampa Italiana. Qual è “il senso della giornata di
astensione dal lavoro” proclamata il 28 novembre 2025? Si tratta,
senza infingimenti, di uno “sciopero per non avere giornalisti
ricattabili”. Con un agile ossimoro, il comunicato sindacale dei professionisti
dell’informazione afferma al tempo stesso che “il giornalismo è
presidio fondamentale per la vita democratica del nostro Paese, ma la qualità
dell'informazione si sta deteriorando”. Nelle parole
della segretaria generale della Fnsi: “Vogliamo tutti che non ci siano
giornalisti ricattabili, ma che possano esercitare il loro controllo
democratico”. Questa condizione, leggiamo, si trascina da “oltre 10
anni”, con “la riduzione degli organici delle redazioni e la
riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi,
licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del contratto”, che “hanno
avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini ad
essere informati”. È dunque la
stessa categoria a spiegare come mai da così tanto tempo (e con ogni evidenza
dai ruggenti anni Covid, green pass, distanziamento sociale, sospensioni dal
lavoro e dai diritti) il controllo democratico risulta così clamorosamente
lacunoso. Peggio: come mai il cosiddetto ‘giornalismo’ si sia piegato anche al
ruolo di megafono del Palazzo, in cambio magari di provvidenze
ministeriali aggiuntive oltre alle “milionarie sovvenzioni pubbliche” di
cui gode la filiera editoriale. Che giudizio potrà dunque dare di questo
inveterato stato di cose il contribuente, costretto a subire a proprie
spese un’informazione sotto ricatto, censurata o manipolata? Non sarà il caso,
da parte di quanti ancora credono nei valori del pluralismo, dell’informazione
indipendente, dell’etica professionale e dell’approccio critico e problematico
ai fatti, di sbarazzarsi di tutte le fonti, le sovrastrutture, le sirene e
le catene che - come candidamente la categoria oggi ammette - ne snaturano
l’identità e la funzione? Idra, nel suo piccolo, ha cominciato a farlo
da un pezzo. Cadendo perciò naturalmente ‘in disgrazia’ nel
mondo della carta stampata, e dell’informazione radiofonica e televisiva. Ma ne
è valsa ben la pena!