Pagine

mercoledì 12 novembre 2025

LA TRAGEDIA DI CUTRO IN MOSTRA     
di Cataldo Russo


 
I sogni attraverso il mare” nelle foto di Giuseppe Pipita.
 
Settimo Milanese. Dal 15 al 30 novembre 2025 è possibile visitare nella biblioteca comunale “Carlo Caronni” di Settimo Milanese la mostrafotografica sul naufragio di Steccato di Cutro in provincia di Crotone, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2025. Una tragedia immane, che ha aperto ferite che difficilmente si possono rimarginare. Una tragedia che ha scosso le coscienze di tutti noi, non solo per l’elevato numero di morti, ben 94, ma per la “colpevole pigrizia”, per non dire altro, di chi doveva soccorrere e non si è attivato, preferendo sonnecchiare e con cinismo stare a guardare che la tragedia si compisse. La lezione di umanità la mattina di quel doloroso 26 febbraio 2023 è venuta dai pescatori, dalle donne e dagli uomini di Cutro e dei paesi confinanti che non si sono risparmiati nella lodevole opera di soccorso e di solidarietà verso i sopravvissuti.



Ma ripercorriamo la tragedia. Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023 il caicco Summer Love, partito dalla Turchia, con a bordo 200 persone provenienti perlopiù da Afghanistan, Iran, Siria e Pakistan, si schianta contro una secca a pochi metri da Steccato di Cutro. I soccorsi partonocolpevolmente in ritardo e ben 94 persone, tra cui 35 minori, annegano. La tragedia ha sollevato, fin da subito, tanti interrogativi sulla lentezza dei soccorsi. Apparve chiaro fin dal primo momento che, se i soccorsi fossero partiti in tempo, quei 94 morti non ci sarebbero stati. Ma la cosa più raccapricciante è  che l’atteggiamento che ha tenuto il governo Meloni all’indomani della tragedia è stato alla Ponzio Pilato cioè, ha preferito lavarsene le mani, come se nulla fosse accaduto. Ora, a due anni e mezzo dal naufragio, finalmente, sei militari, quattro appartenenti alla Guardia di Finanza e due alla Guardia Costiera, sono stati rinviati a giudizio con le accuse di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Lo ha deciso la giudice per l’udienza preliminare di Crotone, Elisa Marchetto, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Pasquale Festa. Il procedimento giudiziario ruota attorno alla mancata attivazione del Piano Sar (Search and Rescue) in tempo utile per poter salvare vite umane. Speriamo che la giustizia agisca nell’interesse della verità e del rispetto verso quei morti la cui sola e unica colpa fu quella di sfuggire alle persecuzioni e alla miseria. Una mostra che va visitata e propagandata.