Due punti di discussione Torno a rivolgermi alle
associazioni di cultura politica che, in tempi recenti, hanno risposto ad
appelli rivolti ai temi più scottanti e complicati dell'agenda politica a livello
nazionale e internazionale. Appare evidente la delicatezza di una situazione al
riguardo della quale appare indispensabile l'avvio di una riflessione comune da
parte delle forze politiche della sinistra: riflessione che porti ad una
adeguatezza anche rispetto alle stesse forme della soggettività necessaria per
fronteggiare la drammaticità di questo stato di cose. Mi permetto di proporre
due temi di riflessione e di avanzare un invito per una vera e propria
mobilitazione di dibattito e di ricerca. Il testo che segue rappresenta
soltanto un modesto spunto d'avvio al quale mi auguro seguiranno momenti molto
più impegnati e approfonditi (anche la stessa campagna elettorale referendaria
dovrebbe rappresentare un'occasione di crescita ponendo il tema della qualità
della democrazia al primo posto quale "involucro globale" rispetto ai
pur fondamentali punti specifici in discussione con il voto).
I fatti che stanno accadendo a
livello mondiale, almeno a partire dal 2022 e fortemente accelerati proprio in
queste ore nella loro incidenza globale, costringono a schematizzare l'analisi
al fine avviare una traccia di ripresa di identità per le residue forze della
sinistra (costrette dalla storia a richiamarsi necessariamente alla sinistra
europea occidentale dei "30 gloriosi"). Identità da ricercarsi primo di
tutto a livello sovranazionale. Mi permetto allora di mettere in
discussione due punti: 1) Il diritto internazionale
come necessario elemento di discrimine rispetto alla destra ("l'intervento
legittimo perché difensivo" richiamato dal governo italiano). Momento di
partenza la Carta delle Nazioni Unite entrata in vigore il 24 ottobre 1945,
quella, tanto per intendercidel "Noi popoli delle Nazioni
Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che
per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni
all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella
dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli
uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole, a creare le condizioni
in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e
dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti.." Potrà apparire riduttivo nel tempo di questi distruttivi frangenti
e dell'imporsi di feroci autocrazie che sorgono anche laddove si credeva si
trovassero le fonti delle libertà democratica (leggendo Alexis de Tocqueville)
ma lo sviluppo di un movimento democratico e socialista e di una relativa
rappresentanza politica fondato su questi principi basilari appare
assolutamente necessario; 2) Lo spazio politico europeo sul quale intervenire sempre
poggiando su una forza politica di dimensione internazionalista. Su tratta
di un tema sul quale è già capitato di intervenire: laquestione
europea necessita di un ripensamento al riguardo di determinate posizioni
assunte anche nel recente passato. Debbono essere elaborati elementi di
progettualità alternativa posti sia sul terreno della strutturazione politica,
sia al riguardo della prospettiva economica e sociale e soprattutto della pace.
Non è sufficiente pensare alla green economy e ai possibili relativi modelli di
vita: le fasi di transizione sono diverse e complesse, difficili da
intrecciare. Abbiamo davanti grandi difficoltà: dobbiamo essere capaci di
ripensare i temi dello sviluppo e della stessa convivenza civile, delle
relazioni umane, degli interscambi economici, culturali, sociali, ambientali
proponendo il superamento del legame esclusivo alla logica del profitto. Deve
essere aperta una prospettiva della trasformazione sociale a livello sistemico
corrispondente però ad una adeguata soggettività politica. il punto di
ripartenza potrebbe essere costituito da un’opposizione alla logica della
guerra il cui senso potrebbe essere riassunto nell’indicazione di una
“Zimmerwald del XXI secolo”. Un incontro tra forze diverse nel corso del quale
porre le questioni fondamentali affrontando anche il tema del deficit di
democrazia che affligge la vita politica del Continente e del mondo intero. In conclusione: così si potrebbe tentare, elaborando alcuni principi fondativi
desunti da precise proposte politiche, di definire una identità di sinistra
democratica e socialista (della quale si vedono forze ben presente nello stesso
panorama politico USA) da strutturare in vista delle prossime decisive scadenze
sia sul piano interno (che conta, eccome: se consideriamo che al governo in
Italia ci sono gli alfieri di Trump) e soprattutto sul terreno internazionale.
Il
confronto evocato in questo testo potrebbe essere avviato attraverso una sorta
di "autoconvocazione" che potrebbe essere realizzata online: pertanto
l'invito è rivolto a chi dispone di questa capacità tecnologica a farsene
promotore.