Siria del Nord-Est: Kobane sotto assedio. Appello urgente per
un corridoio umanitario. L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia lancia un
allarme urgente sulla drammatica situazione umanitaria in corso nella città di Kobane,
nel nord della Siria, attualmente completamente accerchiata dalle
forze del nuovo esercito siriano, da milizie affiliate e con il confine turco a
nord totalmente militarizzato e chiuso. Negli ultimi sei giorni, a seguito
delle operazioni militari e del collasso dei negoziati tra Damasco e le Forze
della Siria Democratica (SDF), la mappa della Siria è stata radicalmente
stravolta. Il ritiro forzato delle SDF da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto
drasticamente il territorio amministrato dalla Amministrazione Autonoma
Democratica della Siria del Nord-Est (DAANES), aprendo la strada a una nuova
offensiva militare contro le aree a maggioranza curda. Kobane - città simbolo
della sconfitta dell’ISIS nel 2014 - è oggi senza elettricità, acqua,
riscaldamento, carburante e collegamenti Internet. Tutte le vie di accesso sono
interrotte. Migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno
trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Secondo
quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa Curda, negli ultimi due giorni
almeno cinque bambini sono morti per congelamento a causa delle
temperature rigide, della mancanza di ripari adeguati e dell’assenza totale di
riscaldamento e forniture di base. Decine di famiglie dormono all’aperto, in auto
o sotto tende di fortuna, senza coperte né combustibile, mentre le strutture
sanitarie operano senza elettricità. La Mezzaluna Rossa Curda ha rivolto
un appello urgente alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite,
all’Unione Europea e alle organizzazioni umanitarie affinché
venga immediatamente aperto un corridoio umanitario verso Kobane, per
consentire l’ingresso di aiutisalvavita: cibo, medicinali, carburante,
generatori elettrici, coperte e assistenza medica d’urgenza. Parallelamente
alla catastrofe umanitaria, desta gravissima preoccupazione il deterioramento
della sicurezza regionale. A causa dell’avanzata militare, il sistema di
detenzione dei prigionieri dell’ISIS è entrato in crisi. Migliaia di affiliati
a ISIS sono stati rilasciati dalle prigioni di Shaddadi e Raqqa, nonché dal
campo di Hol. Questo mette a rischio non solo la popolazione locale, ma la
sicurezza dell’intera regione e dell’Europa.
La DAANES e le SDF hanno ribadito di non perseguire la
secessione, ma di proporre una Siria democratica e decentralizzata,
fondata sul riconoscimento costituzionale delle minoranze etniche e religiose,
sull’uguaglianza di genere e sull’autogoverno locale. Questo progetto politico
viene oggi attaccato militarmente e politicamente, nonostante abbia rappresentato
negli ultimi dieci anni uno dei pochi argini concreti contro il jihadismo e il
settarismo in Medio Oriente. L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
denuncia con forza il silenzio e l’inazione della comunità internazionale di
fronte a un assedio che colpisce direttamente la popolazione civile, in
violazione del diritto internazionale umanitario.
Chiediamo con urgenza: 1.L’apertura immediata di
un corridoio umanitario sicuro per Kobane. 2.La protezione dei civili e delle infrastrutture
essenziali. 3.Il rispetto effettivo del cessate il
fuoco e l’avvio di negoziati politici reali, con garanzie costituzionali per le
comunità del Nord-Est della Siria. 4.Un intervento immediato delle agenzie
ONU per prevenire ulteriori morti evitabili, in particolare tra bambini,
anziani e persone vulnerabili. Ogni ora di ritardo costa vite umane.
Kobane non può essere lasciata sola, ancora una volta. Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Info.uikionlus@gmail.com , www.uikionlus.org