PRIVATIZZAZIONE DIRITTO INTERNAZIONALE? di Romano
Rinaldi
Ottimo pasto...
Dopo aver dimostrato l’assoluta noncuranza riguardo
le norme del diritto internazionale, compresa l’inviolabilità territoriale di
altre Nazioni nel caso del Venezuela e con le continue minacce
all’inviolabilità territoriale di un Paese alleato, la Danimarca e il suo
territorio di competenza, la Groenlandia, quale può essere la credibilità degli
USA come garante di un eventuale trattato per la cessazione delle ostilità
della Russia nei confronti dell’Ucraina (o viceversa)? Per quanto riguarda poi
la questione Israelo-Palestinese le cose sono ancor più complicate per il fatto
che da una parte c’è una Nazione organizzata e molto potente sia economicamente
che militarmente e dall’altra una popolazione che ancora aspira ad uno Stato e
addirittura ad un territorio che coincida con quello Stato. Insomma, per quanto
uno si sforzi di vedere dove sia il buono nell’iniziativa della creazione di un
“Consiglio di Amministrazione” per la soluzione della quesitone Palestinese e
la ricostruzione di Gaza, non si possono che avere seri dubbi su questo cosiddetto
“Board of Peace” al quale si ha diritto di partecipare versando un contributo
di un miliardo di dollari nelle mani dell’organizzatore, nientepopodimeno che
il Presidente degli USA il quale sarà il presidente di questo C.d.A. vita
natural durante. L’invito è esteso ad almeno un’ottantina di Paesi compresa la
Santa Sede. Sembra il
tentativo di privatizzare un pezzetto del diritto internazionale, dopo averne
apertamente violato le norme che si erano condivise fin dai tempi della
“Società delle Nazioni”. E forse non si tratta nemmeno di una privatizzazione
ma più semplicemente di una privazione del diritto internazionale. C’è
dunque da meravigliarsi se un buon numero di paesi retti da solide democrazie
hanno già declinato l’invito a far parte di questa “élite”? Per
quanto riguarda la partecipazione dell’Italia, una clausola dell’articolo 11
della nostra meravigliosa Carta Costituzionale, ben interpretato da chi di
dovere, sembra poter salvare la faccia al Governo e potrebbe costituire un buon
viatico per suggerire di apportare sostanziali modifiche al progetto e magari
farlo rientrare tra gli obiettivi di una riformata ONU che al momento sta
perdendo credibilità e funzionalità in tutti o quasi i suoi campi d’azione.
Insomma, prima di creare un nuovo organismo multinazionale fondato su principi
perlomeno fumosi se non truffaldini, da parte di persone e Paesi che hanno dato
ampia prova di incostanza, prepotenza, avidità di ricchezza e di potere, mire
egemoniche imperiali e chi più ne ha più ne metta, non sarebbe meglio porre
mano alle vetuste regole dell’ONU che hanno ormai dato ampia prova di non
reggere alle necessita di un mondo che si muove a velocità impensabile rispetto
ai tempi in cui fu fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite? Insomma il
tipico caso di pensarci un momento prima di buttare via il bambino con l’acqua
sporca.