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venerdì 9 gennaio 2026

NÉ LADRI NÉ SOGNATORI
di Angelo Gaccione


M. Bakunin
 
Ciò che non vi perdoneranno mai è che non volete essere né ladri né sognatori”. È una frase di Bakunin da me riportata nel libro Nero su bianco pubblicato nel Duemila e che contiene massime, aforismi e pensieri di vari autori: dall’antichità in poi. Li avevo raccolti nel corso del tempo espunti dalle mie letture. Non avendo annotato la fonte, non ricordo più, a distanza di tanti anni, da dove l’abbia estrapolata. Su suggerimento dell’amico Franco Schirone, storico del movimento libertario, mi sono rivolto ad un paio di esperti del pensatore russo, ma neanche loro hanno saputo colmare la mia lacuna. Ma veniamo al significato. Che cosa ha voluto intendere il teorico russo con questa frase? Il drammaturgo
Luca Marchesini ne ha dato questa interpretazione: “Secondo me vuol dire: ciò che i conformisti, i servi dei vari potentati e quant’altro non perdonano a coloro che nutrono ideali di giustizia è che essi, diciamo i rivoluzionari, non vogliono entrare da lestofanti nella logica della sopraffazione tipica del potere autocratico (essere ladri) né limitarsi a sognare futuri radiosi in modo inconcludente e dunque innocuo (essere sognatori)”. Penso che abbia perfettamente ragione. Il sostantivo ladri io lo riferisco agli sfruttatori, ai corrotti di ogni colore, agli ingordi, agli speculatori, e via via scendendo fino ai gradini più bassi, senza dimenticare, per l’appunto, i miserabili che entrano persino in case di gente modesta che non ha beni di lusso da custodire e che si ritrova a dover far fronte ad un danno. Fosse solo lo scardinamento di una porta. Per il dizionario, ladro è “chi si appropria indebitamente di beni altrui, violando con astuzia, o col ricorso all’inganno, alla frode”. Dunque, il ladro ha la connotazione anche di bugiardo, di imbroglione, di persona disonesta. Quanto al termine sognatori, la lezione di Marchesini mi sembra molto pertinente. Può darsi che Bakunin volesse mettere in guardia gli ambienti a lui contemporanei, a non perdersi dietro a idee balzane ed astratte, a rincorrere chimere. Nell’Ottocento molti erano i giovani rivoluzionari e i patrioti entusiasti che seguivano guide morali e spirituali sicuramente molto rette, ma spesso impastate di un idealismo fumoso e fanatico.