Il poliedrico Antonio Litterio presidente dell’Associazione Amici della Musica
Fedele Fenaroli di Lanciano: Città della musica. Sii per me Sii per me un fardello leggero, una gioia sottile, uno sprazzo di sole. Sii per me la dolce nostalgia di un ricordo che vive e ritorna. Sii per me il vento che urta le finestre, una musica leggera, il bagliore della luna. Sii per me la primavera anche d’inverno, il pettirosso che mi sussurra nell’orecchio. Sii per me il sorriso che mi manca, la parola di conforto, la comprensione che io cerco. La vita è fiato che soffia sulla brace, è luce che si spegne all’improvviso. E allora, fa che tu non sia per me ora e ancora, tempo passato e sabbia che si fugge.
Litterio appare dolcemente
schivo anche in qualità di uomo-poeta sensibile e premuroso, attento e
dialogico che riveste egregiamente e con indubbia professionalità il ruolo di presidente
dell’Associazione Amici della Musica Fedele Fenaroli di Lanciano. In questa poesia
finora inedita dal titolo “Sii per me”,
si sente e percepisce la musicalità del verseggiare litteriano, che è imbibito di impalpabile ma al contempo densa tenerezza,
come pure di nostalgica rimembranza, di quei flussi di coscienza, di sogni
reconditi e raccontabili sul fluire del tempo fra passato e presente verso un
futuro d'amore e di pace. Vi è anche - a parer mio - un’eco pascoliana
implicita ed esplicita nella poesia del Litterio, che si inerpica talvolta su
diversi livelli e “rami” che sanno anche riconoscere e descrivere poetando le quattro
stagioni anche di vivaldiana memoria (sia pur imbronciate dal
cambiamento climatico alterato). Ed ecco che l’uomo-poeta Antonio Litterio
riesce anche afotografare veristicamente quel “pettirosso che mi
sussurra nell’orecchio” intagliandolo
e ritagliandolo, come se ci si trovasse dinanzi ad una cartolina d’auguri
natalizia fra bambini che giocano a palle di neve di cui si imbianca il
pettirosso, ma non ha bisogno di coprirsi, anzi sia pur infreddolito colora e
scalda visi pronti di nuovo a sorridere per vivere. Intensamente da leggere anche
un’altra lirica litteriana XXI in cui
- a parer mio - l’uomo-poeta Litterio fa vibrare in modo intenso il suo cuore
pulsante, che è sempre pronto ad aprirsi e a sorreggere quei silenzi felici e dolorosi,
ma che possono ristorare e ritemprare le menti e gli animi verso scenari
luminosi, che dovremmo tornare a ridipingere
e a soffermarci per guardarli con tenerezza e viaggiare magari sulla strada
ferrata, ammirando anche quei paesaggi campestri, rupestri, marittimi, montani:
perché come dice il grande Claudio Baglioni “Il sogno è sempre”. E poi ancora rileggo e trovo dei
parallelismi con certi echi della super gettonata canzone Strada Facendo
del divo Claudio e con quelli della poetica del Litterio che presenta altresì
anche lui metafore importanti similari a queste note baglioniane: “(…) Troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo(con riferimento ad un appiglio, ad uno scopo
nella vita) io e i miei
cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto ho visto visi e voci di chi
ho amato prima o poi andar via (cassetti
da intendere come metafora della memoria di persone perse per motivi diversi e
nonostante la giovane età);io
che ho sognato sopra un treno che non è partito mai(treno simbolo
di sogni mai realizzati perché non possibili); e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna per strappare
ancora un giorno alla mia ingenuità e giovane e invecchiato mi son detto tu
vedrai, vedrai, vedrai…” (il
protagonista ancora giovane ha perso la sua ingenuità tipica della gioventù di
fronte alla durezza della vita, quindi è un giovane invecchiato). Nonostante la malinconia, la consapevolezza di essere
un viandante sui percorsi quotidiani, così come per Baglioni, vi è a parer mio
anche nel Litterio, uomo-poeta, una sorta di invito a non smarrirsi d’animo,
perfino nei periodi difficili della vita, in quanto proseguendo per la strada
troveremo tutti qualcosa o qualcuno che ci sosterrà, riaprendoci così alla
gioia di vivere; nel percorso di una vita oltre alle difficoltà.
XXI (…) Il tempo è un maestro crudele, bilancia sghemba, mulino a vento. Ma è ora che il cuore a battere torni, il treno, sbuffando, riprenda la corsa, rinascano nostalgia e rimpianto in nuova primavera o ruggito d’estate. (Antonio Litterio) Ci sono anche momenti felici da saper cogliere, come
un abbraccio o un tenero appassionato bacio, senza dimenticare i valori
prossimi di un incontro.