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sabato 10 gennaio 2026

POESIA
di Federico Migliorati


Ospedale di Montichiari
 
La condizione umana
 
Ricorderò di questo tempo aspro
l’ultima cannula tolta all’anziano
il singulto notturno di una donna
nella camera accanto; e il respiro
che muore in gola straziando il cuore.
Ricorderò i miei affanni, la penna
pigra sul bordo del comodino,
I versi che sfidano l’inerzia,
la notte che cala troppo presto
nei corridoi impastati di sussurri
il sorriso raccolto da una storia
nella tregenda che tutti unisce
saturazione, pressione, febbre
saliscendi di numeri e angosce.
La vice vita ci rende fantasmi
cacciatori di speranze, aggrappati
a mani d’angeli in camice bianco.
L’ossigeno quale bene supremo
lo ricorderò nei tempi diversi
ogni respiro sarà benedetto
scontato, al postutto, eppur vitale.
Ricorderò ancora dell’uomo nuovo
che si è ridestato dal dolore
e i compagni di strada
vagabondi d’amore.

[Montichiari, gennaio 2026]