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mercoledì 4 febbraio 2026

GIUDICI E POLITICI
di Marcello Campisani


 

Giustizia vuole dir pace sociale,
calco, misura di democrazia,
che rende l'uomo all'uomo uguale,
ch'ogni forma sanziona d'angheria.
 
L'orrendo safari al magistrato,
cui mani-pulite diede il via,
avendo il delinquente vaccinato,
è un suicidio, nonché un'idiozia,
 
prim'ancora che una carognata,
voluta dalla peggio ruberia;
ed è cosa da sempre perpetrata 
da ogni peggior consorteria.
 
Perché la giustizia, credi a me,
del debole è l'unica difesa,
mentre il potente se la fa da sé.
Morta quella, non resta che la Chiesa,
 
pregando che qualche Padreterno
s'interessi degli umani stenti,
ovvero consolarsi con l'inferno
ch'arderà di sicuro i malviventi.
 
Neppure i milioni di tangenti                   
ed i rei confessi e condannati
impedì di chiamarli poi innocenti
e di darne colpa ai magistrati.
 
Craxi, già con monete lapidato,
con 10 anni e più di reclusione,
ben tosto venne poi riabilitato
come vittima di persecuzione.
 
Allorché il politico importante 
espatria per non esser catturato,
di fatto diventando latitante,
in tristo esilio vien considerato.
 
I politici han questi inconvenienti,
benché ci sia Nordio a rimediare
e ben lo fa con mille accorgimenti
perché non li si possa condannare.
 
Purtroppo c'è un rimedio solamente,
e il conculcare la magistratura
a volte non risulta sufficiente,
meglio abolirla addirittura.
 
Ogni potere ha come entelechia
quella di non venire limitato.
Del politico poi è l'ipocrisia,
cui abbocca ogn'asino calzato.
 
I magistrati per lo più son pazzi“
-riferendosi a quelli non comprati-
diceva Berlusconi ai suoi ragazzi.
E tutti i giornalisti prezzolati
 
si diedero a cercar delle stranezze,
scoprendo nei calzini scompagnati
la prova di supreme nefandezze
ed innocenti tutt'i condannati.
                                                        
Il giudice dispone d'un potere
del quale, se fa un uso scriteriato,
il suo giudizio si può rivedere.
Ma può farlo solo un magistrato,
 
non certo un politico ignorante
che la giustizia vuol subordinata,
che ha come compito assillante
d'aver l'innocenza assicurata.
 
Del resto la legge non consente
al magistrato di non lasciar traccia
compiendo qualcosa d'indecente,
in quanto deve metterci la faccia.
 
Non posso venire sospettato
di forme di partigianeria
dai giudici più volte denunciato,
intolleranti della mia ironia.
 
Altri giudici hanno rimediato
ai travasi di bile che ho subiti,
allorquando facevo l'avvocato,
per dei magistrati ingaglioffiti.     
 
Criticar aspramente il giudicato    
solamente nel mondo capovolto   
compito non è dell'avvocato,          
ma del politicante non assolto.
 
La democrazia lì tocca il peggio
quando richiede al giudice coraggio
e quando colui ch'occupa un seggio
va della giustizia all'arrembaggio.
 
Fossero un po' meno tartassati,
i magistrati avrebbero il bon ton,
appena i contratti son firmati
per esempio con i Benetton,
 
ovvero per il ponte sui due mari
-quello fieramente contrastato-
di arrestarne i loro firmatari
che non fan gl'interessi dello Stato.
 
Quando i governanti son protervi,
corrotti, sciocchi, ovvero ignavi,
tanto d'altre potenze farsi servi,
i governati ne diventan schiavi.
 
Quando la politica tradisce
e diventa nemica dello Stato
ci sarà mai qualcuno che capisce
che deve intervenire il magistrato?
 
Ma potranno mai i giureconsulti   
raggiungere l'altezza dei cervelli
-per quanto d'esperienza siano adulti-
di Matteo Salvini e di Donzelli?