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sabato 21 febbraio 2026

VOTERÒ NO
di Franco Continolo


 
Approfitto delle riflessioni di Luigi Mazzella che da una vita approfondisce la questione, per prendere posizione sul referendum per la Giustizia. Dico subito che sono arrivato a una conclusione opposta alla sua, ossia voterò No. Il primo motivo è che sono contrario a riforme costituzionali portate a colpi di maggioranza, in particolare quando la maggioranza è frutto di leggi elettorali maggioritarie. Il secondo motivo è che credo che lo status di magistrato aiuti il pubblico ministero ad essere qualcosa di più di un poliziotto. Il terzo motivo è che lo “spoil system” conseguente alla piena integrazione dell’accusa nella amministrazione statale renderà il pubblico ministero più soggetto ad eccessi tipo Di Pietro. Infine il quarto motivo, quello al centro dell’analisi di Mazzella, è che non vedo dove sia il Parlamento virtuoso di cui lui parla. Non è solo la condizione di paese non sovrano, che si riflette nell’irresponsabilità parlamentare, ma anche la crisi della politica di cui parla brillantemente Aurelien, uno scrittore anglo-francese. Egli racconta i cambiamenti avvenuti nella società negli ultimi 45 anni per effetto delle riforme economiche e degli sviluppi tecnologici. Grazie a questi due processi paralleli le società sono diventate caotiche, ingovernabili. Il racconto – perché di racconto si tratta – di Aurelien è assai più interessante ed efficace – a tratti è anche divertente – di qualsiasi analisi sociologica o socio-politica. Il filo conduttore è la stupidità dell’economics, la disciplina che ha sostituito l'economia politica – lontani sono tempi di quando l’economia politica, che allora si chiamava economia pubblica, si proponeva l
incivilimento.