In tempi
che rimangono comunque di forte disaffezione il tema costituzionale rimane
comunque il "magnete" più importante per attirare all'impegno la
parte democratica e progressista del nostro Paese. Accadde nel 2006, si ripeté
nel 2016 e ancora 10 anni dopo, oggi, un ventennio segnato da tentativi di
stravolgimento del nostro assetto democratico respinti dal voto popolare e
dall'impegno unitario di forze politiche, sindacali, associative. Questo è il primo
segnale da cogliere rispetto a questo risultato. Il tema della partecipazione
al voto rimane comunque all'ordine del giorno. Sicuramente la quota di presenza
ai seggi nell'occasione referendaria è risultata più alta del prevedibile e di
quanto pronosticato dai sondaggi. Però alla fine tra territorio nazionale ed
estero (c'è da modificare qualcosa nel voto all'estero rivedendo i criteri di
ammissione al voto) la vittoria del No si colloca di poco al di sopra
del 30% degli aventi diritto e questo rimane un preoccupante segnale di
fragilità del sistema. Si è molto discussa la questione della spaccatura
territoriale rispetto alla partecipazione al voto tra Centro-Nord e Sud. Da
notare sotto questo punto di vista il riproporsi del tema centro/periferia, con
il voto delle città favorevole al No e quello dei centri periferici
favorevoli al Sì anche nelle regioni del Nord dove il Sì ha
prevalso complessivamente (un punto che potrebbe anche far pensare di un voto
per il Sì "meno moderno" ma si tratta di un elemento che
dovrebbe essere discusso più a fondo). In questo caso offriamo il dato riferito
alle percentuali ottenute dai due schieramenti rispetto al totale degli aventi
diritto. Sì (totale nazionale 13.251.887 pari al 27,06% del totale degli
aventi diritto);No (totale nazionale 14.461.573
pari al 31,47% sul totale degli aventi diritto).
Regioni dove il Sì ha
superato la media nazionale: Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia (le 31
regioni dove il Sì ha prevalso) con Marche. Umbria, Abruzzo, Piemonte,
Emilia Romagna, Lazio, Valle D'Aosta, Toscana regioni dove ha prevalso il No
con alta partecipazione. Risulta evidente da questa analisi un forte
disaffezione da parte di potenziali sostenitori del Sì (votanti di partiti
di governo) in regioni-chiave come la Sicilia e la Campania.
Il No rimane al di sotto
della media nazionale nel Molise, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Calabria,
Trentino Alto Adige, Sardegna, Abruzzo, Valle d'Aosta, Puglia, Lombardia Veneto
fanalino di coda. L'analisi approfondita del voto per il No rapportato
al totale degli iscritti conferma quindi una importante spalmatura su tutto il
territorio nazionale: un elemento da considerare quindi con grande attenzione
dal punto di vista della capacità di aggregazione sul momento e sulla ulteriore
necessità di "solidificazione".