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lunedì 16 marzo 2026

IL BRUTTO PAESE DOVE IL “SÌ” GRACCHIA
di Vittorio Melandri


Circolo Caldara di Milano.
Un sindaco socialista a New York

Anche a detta degli estensori della “schiforma” costituzionale sottoposta a referendum i prossimi 22 e 23 marzo, non serve a migliorare il funzionamento della giurisdizione in Italia. Ma non serve nemmeno a separare le carriere, visto che la legge Cartabia in vigore ha già provveduto, e pure dimostrato che bastava allo scopo una legge ordinaria, non lo stravolgimento di sette articoli della Costituzione e soprattutto incrinare l’armonioso equilibrio costituzionale, mirabilmente eretto dalla cultura e dalla saggezza dei Costituenti. Ma non serve nemmeno a cancellare le correnti, componenti o fazioni, come le si voglia chiamare, che di ogni gruppo umano omogeneo sono elementi fisiologici, semplicemente insopprimibili. Ma non serve nemmeno a limitare delle correnti, gli effetti patologici, giacché a sorteggio effettuato, i “correntisti” si potranno riconoscere e aggregare patologicamente esattamente come prima. Ma non serve nemmeno a garantire un “giudice” terzo, perché per quanto a carriere separate non saranno sicuramente separate conoscenze e amicizie fra inquirenti, giudicanti e difensori, e la “terzietà” di ciascun attore continuerà ad essere affidata in primis a leggi scritte bene, ovvero con la testa e non con il culo, dalla “Politica”, con la P maiuscola, ed alla onestà di ciascun Giudice, PM e Avvocato. Ma allora a cosa serve questa oscena riforma? Serve proprio ad incrinare la Costituzione, serve a questa maggioranza post fascista, che questa riforma ha costruito senza nessun altro contributo che non fosse della sua “pancia”, a vendicarsi della ratio democratica e antifascista che il tutto regge. Il resto sono balle e insondabili misteri per cui più di un Pisapia (notizia dell’ultima ora) si apprestano a gracchiare un sì.