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lunedì 30 marzo 2026

PER IL PARCO DEL PORO
di Francesco Pugliese




Petizione popolare alla Regione Calabria Per l’istituzione del Parco naturale dei valloni del Poro tra Capo Vaticano, Tropea e Vibo Valentia.


Link per firmare
https://www.ioscelgo.org/petizioni/un-parco-naturale-sul-poro-vv-per-vivere-meglio/

È da tempo che sono impegnato per la tutela e la valorizzazione di territorio e ambiente di uno spettacolare angolo di Calabria, mia terra d’origine che porto nel cuore e nella mente, senza retorica, da cui sono partito oltre 40 anni fa per il cammino della vita. L’ultima iniziativa avviata è una Petizione per proporre alla Regione la costituzione di un Parco e ai cittadini di impegnarsi in questa direzione. Sostenere la Petizione è una prospettiva di impegno; significa anche schierarsi e chiedere una politica diversa, non chiacchiere e clientelismo ma valorizzazione delle risorse locali per un futuro vivibile qui, senza dover emigrare. Significa chiedere alla politica impegno vero per il diritto alla salute che comincia proprio dalla tutela della natura non dal suo avvelenamento con discariche e spazzatura ovunque. È urgente e vitale per tutti fare la propria parte per curare la natura proprio dove si vive e si può, e per cambiare modelli di sviluppo che massacrano la Terra, le relazioni umane e le esistenze e sono alla base della crisi ecologica che mette in pericolo lo stesso Pianeta.
Occorre fare dell’ambiente una priorità anche nella nostra zona e operare di conseguenza magari imparando da tante bellissime esperienze attive in tutta Italia. L’ambiente è la nostra principale risorsa. La proposta mira a sollecitare e proporre un percorso nuovo, una strada nuova perché altrimenti qui si parlerà sempre e solo di sottosviluppo, emigrazione, malasanità, mafia, degrado, clientelismo. Abbiamo una miniera d’oro, spetta a noi saperla valorizzare. Dobbiamo cambiare mentalità, dobbiamo amministrare pensando al bene pubblico, con idee e progetti nuovi.



Occasione storica e sfida per la politica
Il Parco può essere un’occasione storica per paesi massacrati dall’emigrazione e dalla marginalità, un’occasione di sviluppo e di crescita di qualità, nei fatti e non a chiacchiere. Una sfida per le popolazioni perché siano protagoniste del loro futuro e capaci di valorizzare il proprio territorio e le proprie risorse senza depredarli. E una sfida per le classi dirigenti locali e i partiti. Il Parco potrebbe costituire occasione preziosa per arricchire e qualificare l’offerta turistica della Costa degli Dei. Potrebbe essere laboratorio privilegiato di turismo e sviluppo sostenibile, di educazione ambientale e strumento di promozione di tutto il territorio della provincia di Vibo Valentia; potrebbe avere davvero un valore inestimabile per le popolazioni locali, rappresentare una svolta di portata storica. Anche lievito di una nuova cultura. Una sfida perché siano protagonisti del proprio futuro valorizzando il proprio territorio e le proprie risorse senza depredarli. A patto che ci sia condivisione delle popolazioni e gestione efficace; a patto che si sia capaci di farsi ispirare dalle esperienze migliori d’Italia e ci si creda fino in fondo e non si faccia diventare un carrozzone clientelare. L’area che si propone a Parco è uno spicchio di territorio del promontorio del Poro e cioè le aree dei principali valloni del promontorio, in provincia di Vibo Valentia. Il promontorio noto per il litorale e per un mare da leggenda, ma l’interno è tutto da esplorare. Sua peculiarità è la diversità che tanto contribuisce a determinarne fascino e ricchezza. In pochi kmq. abbiamo un concentrato di beni e bellezze paesaggistiche e ambientali con pochi eguali: flora e fauna di pregio (anche le orchidee spontanee), un prezioso scrigno di biodiversità, antica civiltà contadina, il villaggio rupestre di Zungri, Mesiano Antico, Briatico vecchio (piccola Pompei), Papaglionti e la grotta di Trisulina, Alafito. La civiltà di Torre Galli; la meravigliosa grotta di Santu Liu. Mulini e trappeti, carcare, architetture rurali, le vecchie miniere di carbon fossile, siti paleontologici (Zungri, Cessaniti), il paese dei murales (Favelloni), graziosi piccoli borghi (San Marco, San Cono, Mandaradoni, Brattirò, Daffinà). Una morfologia assai diversificata compone scenari che arricchiscono il territorio e i sensi di suggestioni e fascino particolari. Ma c’è da fare un serio lavoro di risanamento da discariche e micro discariche.


 

Lavoro e sviluppo ecosostenibile
Offrire alle popolazioni del Poro uno strumento nuovo per la crescita (anche civile) e per uno sviluppo ecosostenibile a dimostrazione che anche qui possono nascere idee ed esperienze di avanguardia e di ampio respiro ideale, economico e culturale. Anche capaci di recepire quanto di meglio si produce a livello planetario come la Convenzione sulla Biodiversità, firmata a Rio anche dall’Italia, nel 1992, la quale dice tra l’altro che “Le Aree protette possono offrire opportunità allo sviluppo locale e all’utilizzo razionale delle terre marginali, generando reddito e occupazione, per la ricerca e il monitoraggio, per l’educazione alla conservazione, per la ricreazione e il turismo…”. L’istituzione del Parco risponde a bisogni globali e locali; con la protezione di un’area, anche piccola, si contribuisce a proteggere l’intero Pianeta. Si pensa ai benefici per le popolazioni locali ma anche ai benefici per il mondo.
Mi ci sono voluti degli anni - ha scritto Giuseppe Berto - per capire il paesaggio terrestre nel quale vivo… E anni che mi sono stati necessari per capire la bellezza di queste piante aspre e contorte del sud… degli anni ed ora sono infine arrivato a capire che il fascino di questo posto non sta solo in una costa bellissima… ma nella combinazione del paesaggio marino con quello agreste, la rusticità e la umiltà del campo a contatto con la gloria del mare, la circostanza che i buoi e le macchine che arano i campi vanno avanti e indietro sospesi tra due golfi.



In gran parte è l’area solcata dalle fiumare Ciappetta-Murria e Spadaro con relativi valloni. Aree di selvaggia macchia mediterranea si alternano ad aree coltivate così come i profondi valloni sono intervallati da piane, pianori, terrazzi. La gran parte dell’Area protetta è rappresentata da incolto e macchia. Alcuni angoli in specie sono di grande pregio naturalistico, nicchie naturali come nascosti negli anfratti dei valloni dove la natura sembra esprimere il meglio di sé; paradisi botanici preziosi e habitat vitali per la fauna, aggredita com’è da pesticidi, caccia, immondizia. Angoli salvi per miracolo dai periodici e puntuali incendi.
 

La petizione è rivolta ai cittadini, alle istituzioni locali, al mondo della scuola, della cultura, agli enti religiosi, alla Regione Calabria
 
Hanno aderito tra gli altri lo scrittore Corrado Stajano, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, il prof. Salvatore Settis, padre Alex Zanotelli, Fulco Pratesi (presidente onorario del WWF), gli economisti e ambientalisti Tonino Perna e Michele Boato (direttore della rivista Gaia di Venezia e dell’ecoistituto “Alex Langer”), Rocco Altieri (Centro Gandhi di Pisa), Luigi Casanova (già presidente di Mountain Wilderness), Demetrio Fortugno (università Mediterranea di Reggio Calabria); Vito Teti, antropologo e scrittore; don Filippo Ramondino (direttore Archivio storico Diocesi di Mileto);Vittorio Pallotti (presidente onorario del Centro di documentazione del manifesto pacifista internazionale di Bologna), Angelo Gaccione, scrittore e direttore del il giornale online “Odissea”.
Significative le adesioni già raccolte. Varie sono giunte finanche dal Giappone, raccolte dalla prof.ssa Yahmane della Ritsumeikan University; adesioni si stanno raccogliendo in Germania e in Inghilterra e in vari altri centri in Italia e nella zona del Poro.
 

Per adesioni
Scrivere al promotore Francesco Pugliese,
Centro Documentazione Terremoti; Zungri, Vibo Valentia
email: cdt1905@libero.it