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domenica 29 marzo 2026

POETI TRADOTTI
di Anna Rutigliano
 

La poesia An Neuffer (im März 1794) del 1794, composta da J. C. F. Hölderlin e indirizzata al suo fidato compagno di studi del collegio dello Stift di Tūbingen, nonché amico di carteggio di una intera vita, Christian Ludwig Neuffer, fu pubblicata, nel medesimo anno, sulla rivista Einsiedlerinn aus den Alpen ad opera dello stesso Neuffer. Essa esprime, da un lato, quanto valore assumesse, per il giovane e rivoluzionario poeta tedesco, l’idea autentica di Amicizia, dell’amico sempre pronto ad ascoltare sinceramente e sostenere le fragilità della propria coscienza esistenziale, dall’altro, invece, sancisce l’idea dell’Un-Tutto ( Εν και Ραν), di matrice spinoziana, in cui l’essere umano è parte integrante del mondo naturale, una idea che Höldrlin condivise, durante i propri studi intellettuali giovanili, con Hegel e Schelling, prendendo netta distanza dal dogmatismo postkantiano del rigido collegio teologico protestante di Tübingen, tanto da abbandonarlo per recarsi nel fervido mondo intellettuale di  Jena.


 


A Neuffer (Marzo 1794)
 
Da me fa ancor ritorno la dolce Primavera
e non invecchia ancora il mio infantile cuore,
dagli occhi scorre ancora la rugiada d’amore,
in me vive tuttora gioia mista a dolore.
 
L’azzurro cielo sempre assieme al verde prato
per me son dolce incanto,
mi basta per salvarmi
giovin mite Natura
ed il calice santo.
 
Tranquilli! È questa vita, sì degna di dolore,
finchè splende per noi miseri il celestiale Sole e
sulla nostra Anima immagini si librano
di un tempo assai migliore.
Ah! E finchè un occhio amico
con noi pure si duole.
 
[Hölderlin - Trad. Anna Rutigliano]