Diciamo, a pericolo scampato, che è ora di coglier
l'occasione, colto il positivo
risultato, di attuare la
Costituzione. Se la si legge col
vocabolario, che dei termini dà la
spiegazione, si vedrebbe quale sia il
divario fra quanto predicato e
l'attuazione. Autonomia ed indipendenza - endiadi d’un’altissima
statura - significano l’autosufficienza assegnata alla
Magistratura. Deve cioè disporre dell’erario per qualunque sua
necessità e non aver più nulla di
precario, come si è sempre fatto,
fin a qua. Non si tratta poi di gran
pretesa, bastando rovesciar le
quantità. Di quanto viene dato alla
difesa la Giustizia ne ha sempre
la metà. Non capisco l’utile di
armarci. Qualunque guerra noi la
perderemmo. Serve dunque soltanto a
dissanguarci per arricchire quei che
non vorremmo. Rimedieremmo invece alla
nequizia. Che, se si può patir più
grave male, nulla offende più dell’ingiustizia, la più gran turpitudine
sociale. Voglio dire insomma
chiaramente che di bella giustizia
riformata ne parla chi non vuol
farne niente, già col negare che sia
finanziata. Questo Governo poi
fascistizzante ha una sua spiccata
proprietà, quella di trovare
ripugnante sia l’uguaglianza che la
probità.