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giovedì 5 marzo 2026

SPIGOLATURE DEL SÌ
di Luigi Mazzella



Ho motivo di pensare o credere che una “camicia di forza” e il conseguente internamento in una casa di cura specializzata per  casi di demenza costituirebbero l’inevitabile risposta a chi volesse pubblicamente e coram populo sostenere che gli avvocati difensori di  imputati di reati penali possano pretendere di entrare nella stesso ruolo impiegatizio dei magistrati-giudici al fine non dichiarato ma chiaro o almeno prevedibile di esercitare il loro mandato, esplicando una benefica influenza sulla decisione giudiziale diretta a ottenere clemenza dai loro “nuovi” colleghi di carriera a favore degli accusati da essi difesi. Il caso descritto, in verità, non si è mai verificato (neppure come ipotesi di scuola)  ma quando, negli anni Quaranta,  si era realizzato, invece,  quello (sostanzialmente opposto ma analogo) di una pretesa degli avvocati dell’accusa di “affiancarsi ai giudici nell’attività di inquisizione e repressione”, non risulta che alcun rischio di internamento nei manicomi (allora esistenti e funzionanti) abbia mai corso il Ministro della Giustizia di Benito Mussolini, Dino Grandi, che ispirandosi a precedenti cattolici di secoli passati e parafrasando il titolo  di un’opera di Antonin Artaud  (Le théâtre et son double), pubblicata nel 1938, imitò gli Stati più retrogradi del Pianeta, individuando nel pubblico ministero il “doppio” del giudice. La “vitalità del negativo” (per citare il titolo di una storica mostra sull’arte contemporanea) o, meglio, La banalità del male” (rubando ad Hannah Arendt il titolo del suo celebre libro sul processo al criminale nazista Adolf Eichmann) avevano avuto il sopravvento. Di conseguenza, non solo Dino Grandi ma anche i Padri Costituenti della Repubblica Italiana, l’avevano fatta franca. Oggi, per i cultori del No, la situazione è totalmente cambiata. Essi possono liberamente votare per una linea giuridica aberrante con un’adesione, sul piano “ideale”, totalmente conformistica alle linee del Partito Democratico statunitense divenuto per opera della CIA, degli Obama e dei Clinton “Transnazionale” (e quindi anche europeo): Basaglia ha chiuso i maniconi e i fautori del Sì non si lasciano andare ad epiteti triviali e ingiuriosi, rifiutandosi di  imitare l’eloquio  della Schlein, “nipotina” (ex matre)  irrequieta e (francamente) sconcertante di quel grande padre della riforma Nordio, il senatore socialista Agostino Viviani.