Ho motivo di pensare
o credere che una “camicia di forza” e il conseguente internamento in una
casa di cura specializzata per casi di demenza costituirebbero
l’inevitabile risposta a chi volesse pubblicamente e coram populo sostenere
che gli avvocati difensori di imputati di reati penali possano
pretendere di entrare nella stesso ruolo impiegatizio dei magistrati-giudici al
fine non dichiarato ma chiaro o almeno prevedibile di esercitare il loro mandato,
esplicando una benefica influenza sulla decisione giudiziale diretta a ottenere
clemenza dai loro “nuovi” colleghi di carriera a favore degli accusati da essi
difesi.Il caso descritto, in verità, non si è mai verificato (neppure come ipotesi
di scuola) ma quando, negli anni Quaranta, si era
realizzato, invece, quello (sostanzialmente opposto ma analogo) di
una pretesa degli avvocati dell’accusa di “affiancarsi ai giudici nell’attività
di inquisizione e repressione”, non risulta che alcun rischio di internamento
nei manicomi (allora esistenti e funzionanti) abbia mai corso il Ministro
della Giustizia di Benito Mussolini, Dino Grandi, che ispirandosi a
precedenti cattolici di secoli passati e parafrasando il
titolo di un’opera di Antonin Artaud (Le théâtre et son double),
pubblicata nel 1938, imitò gli Stati più retrogradi
del Pianeta, individuando nel pubblico ministero il “doppio” del giudice.La “vitalità
del negativo” (per citare il titolo di una storica mostra sull’arte
contemporanea) o, meglio, “La banalità del male”
(rubando adHannah Arendt il titolo del suo celebre libro sul
processo al criminale nazista Adolf Eichmann) avevano avuto il sopravvento.Di
conseguenza, non solo Dino Grandi ma anche i Padri Costituenti della Repubblica
Italiana, l’avevano fatta franca. Oggi, per i cultori del No, la
situazione è totalmente cambiata. Essi possono liberamente votare per una linea
giuridica aberrante con un’adesione, sul piano “ideale”, totalmente
conformistica alle linee del Partito Democratico statunitense divenuto per
opera della CIA, degli Obama e dei Clinton “Transnazionale” (e quindi anche europeo):
Basaglia ha chiuso i maniconi e i fautori del Sì non si lasciano andare ad
epiteti triviali e ingiuriosi, rifiutandosi di imitare
l’eloquio della Schlein, “nipotina” (ex matre) irrequieta
e (francamente) sconcertante di quel grande padre della riforma Nordio, il
senatore socialista Agostino Viviani.