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giovedì 9 aprile 2026

EVENTI
di Antonella Casaburi


 
Un ponte culturale tra Napoli e Budapest  
 
Budapest ha ospitato un evento esclusivo: una tre giorni (20, 21 e 22 marzo 2026), dal titolo intrigante e suggestivo Napoli days - Mythic Napoli / Napoli Mitica, dedicata alla dimensione più profonda, simbolica e immaginifica della cultura napoletana. L’Associazione OndeSouth, in collaborazione con l’Associazione Dante Alighieri ed il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura, ha celebrato la “città magica” tra mito, musica e ritualità. Il progetto ha intrecciato letteratura, antropologia, musica, danza e ritualità, offrendo al pubblico un viaggio immersivo nella Napoli più antica e più viva: quella sospesa tra sacro e profano, tra mito e quotidianità. Il programma si è aperto il 20 marzo con la Conferenza “Il sangue di San Gennaro - Napoli, città magica, culla delle fiabe europee, tra rituali e musica”, condotta da Michele Paino. La giornata ha celebrato la Napoli mitica, fra letteratura, simboli e immaginario: una narrazione teatrale che ha esplorato la stratificazione culturale della città, dagli Egizi ai Greci, dai culti di Iside ai riti mariani, dalle figure leggendarie come il Munaciello e la Bella ’Mbriana fino alla nascita delle fiabe europee con Giambattista Basile. Due ospiti, in collegamento dall’Italia, hanno arricchito il dibattito: Vincenzo Guarracino, poeta, critico letterario e d’arte, traduttore, noto tra gli studiosi di Leopardi, che ha offerto una lettura raffinata del rapporto tra mito e identità nella tradizione italiana; e Antonella Casaburi, docente, scrittrice e traduttrice, autrice del romanzo Mirari, che ha portato una prospettiva contemporanea sul racconto come ponte tra culture. La serata ha trasformato l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest in un vero e proprio salotto mediterraneo dove storie, simboli e poesia hanno restituito al pubblico l’immagine di una Napoli “mitica”, come luogo narrativo prima ancora che geografico. Il giorno successivo, 21 marzo, presso Auróra Budapest, il pubblico ha potuto conoscere la cultura popolare campana grazie a Napoli Days 2.0 - Experiential Day, in un pomeriggio interattivo pensato per tutte le età: una Napoli fa vivere tra esperienza, ritmo, corpo. Il programma ha incluso: narrazioni sulle origini dei riti, dei ritmi e dei movimenti, laboratori di costruzione di strumenti tradizionali (castagnette, putipù, triccheballacche, tammorra), giochi ritmici e attività musicali, workshop di tammurriata con introduzione alla Tammurriata dell’Agro-Nocerino Sarnese, canti tradizionali, danza in cerchio e passi base. Un’esperienza immersiva che ha permesso ai partecipanti di entrare nel cuore pulsante della ritualità campana, dove musica e movimento diventano linguaggio comunitario. Il terzo giorno, 22 marzo, è stato dedicato alla danza, intesa non solo come espressione artistica, ma come rito, forma di connessione profonda con la tradizione. Attraverso passi, ritmi e gesti codificati, i partecipanti hanno esplorato la dimensione rituale della tammurriata e delle danze popolari del Sud Italia, in un percorso che ha unito corpo, memoria e identità. Un ponte culturale tra Napoli e Budapest, Napoli Days ha dimostrato come la cultura napoletana, con la sua miscela di mito, musica, spiritualità e teatro, sia capace di parlare a pubblici internazionali. Tre giorni intensi, partecipati, emozionanti, che hanno trasformato Budapest in un crocevia mediterraneo, celebrando una città che continua a essere, oggi come ieri, un racconto vivente.