Mozione Premesso che: 1) Il 24 maggio 2026 dieci attivisti della spedizione di
terra della Global Sumud Flotilla sono stati catturati nei pressi di Sirte, in
Libia, e da allora sono trattenuti nelle carceri di Bengasi; 2) Nel gruppo dei predetti attivisti ci sono anche due
italiani di origini pugliesi, Domenico Centrone, detto Nico, di Molfetta, e
Leonarda Alberizia, detta Dina, originaria di Foggia e residente a Torino; 3) La spedizione di terra della Flotilla, di cui Nico e Dina
facevano parte, era composta da circa 200 persone provenienti da ogni parte del
mondo, e aveva come obiettivo quello di raggiungere la Striscia di Gaza,
passando dal varco di Rafah, in Egitto, per portare aiuti umanitari destinati
alla popolazione civile palestinese; 4) Ad oggi restano ancora limitate e incerte le informazioni
disponibili sulle contestazioni effettivamente mosse agli attivisti fermati e
sui tempi della loro liberazione, nonostante la situazione sia costantemente
seguita dal Governo italiano; 5) In un comunicato stampa del Ministero degli Affari Esteri
e della Cooperazione Internazionale del 2 giugno 2026, si legge che “i due
connazionali partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono
apparsi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della
custodia cautelare fino alla prossima udienza. Il Console generale a Bengasi ha
presentato una richiesta formale di visita consolare ai due italiani. La
Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato generale a Bengasi
continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di
consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le
famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei
passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari”; 6) Da quanto si apprende, gli attivisti fermati compariranno
nuovamente dinnanzi al Tribunale libico martedì 9 giugno; 7) Come confermato da numerose agenzie di stampa, nei giorni
scorsi, Nico Centrone e alcuni degli altri attivisti fermati hanno intrapreso
uno sciopero della fame e della sete per protestare contro la loro detenzione
illegittima; 8) Nelle scorse ore i genitori di Nico Centrone sono comparsi
in TV per diffondere un drammatico appello a tutte le autorità italiane
affinché tutti gli attivisti bloccati vengano presto rilasciati; Consiglio
Regionale della Puglia Tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale della Puglia,
nell’esprimere la massima solidarietà agli attivisti bloccati e alle loro
famiglie,
Impegna il Presidente della Regione Puglia, per quanto di sua
competenza: ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché venga
profuso ogni sforzo diplomatico, in ogni sede competente, volto alla
liberazione di tutti gli attivisti ingiustamente trattenuti, in modo da
consentire il loro rientro in Patria, presso le rispettive famiglie, nel più
breve tempo possibile. I Consiglieri proponenti