Appartenente al ciclo dei
Sonetti a Orfeo (Sonette an Orpheus), la poesia Atmen, du
unsichtbares Gedicht! (Respiro, tu invisibile poesia!)fu
compostada R. M. Rilke nel 1922, nel castello svizzero di Muzot, luogo in
cui il fervore poetico dello scrittore conobbe il suo massimo splendore. La
lirica, in questione, è ispirata alla prematura scomparsa della giovane
ballerina olandese Wera Ouckama Knoop, amica d’infanzia di Ruth, figlia di
Rilke. Il poeta ne fu sensibilmente commosso, tramandando ai posteri
uno dei sonetti più spiritualmente intensi della letteratura internazionale,
per quanto abbracci l’idea orfica dell’indissolubilità fra vita e morte
attraverso la parola/poesia/canto quale incessante respiro universale
simbioticamente fuso con la natura. Interessanti, a riguardo, sono i versi
tedeschi in allitterazione della prima strofa (Sein- rein eingetauschter
Weltraum, in dem ich rhythmisch ereigne), in cui Rilke unifica la poesia
con l’atto stesso del respirare e per i quali ho cercato, in qualche modo, di
conservarne la allitterazione consonantica nella lingua d’arrivo (respiro/ invisibile/
poesia/ cosmo/condiviso/contrappeso), in cui il suono della fricativa
alveolare sorda “s” evoca quello del respiro, del soffio vitale. A rinsaldare
tale concetto, Rilke gioca, poi, nella terzina finale, sull’ambivalenza
semantica della parola tedesca Blatt (foglio/foglia): non trae forse,
origine, la poesia, dalla natura, nel sistema cosmico universale, di cui le
nostre esistenze, in un continuum di vita e morte, sono parte integrante?
Respiro, tu invisibile poesia! Respiro, tu invisibile poesia! Atto continuo attorno al tuo proprio essere puro cosmo condiviso. Contrappeso, in cui ritmicamente avvengo. Onda unica, di cui pian piano sono mare; tu, il più frugale di tutti i mari possibili- conquista di spazio. Quanti di questi spazi cosmici erano già belli in me. Alcuni venti son figli
miei. Tu, aria, mi riconosci, ancor piena dei miei luoghi d’un
tempo? Tu, una volta, liscia corteccia, rotondità e foglio delle mie parole. (Atmen, du unsichtbares
Gedicht! di R.M.Rilke, Trad. di Anna Rutigliano)