PROMETEO, COLUI CHE RIFLETTE PRIMA di Chicca
Morone
Jan Cossiers: Prometeo
Prometeo,“colui che riflette prima” è
un personaggio della mitologia greca, figlio del titano Giapeto e della oceanina Climene ricordato
per aver rubato il fuoco agli dei e averlo portato generosamente al genere
umano: la sua ribellione a Zeus rappresenta l’origine della condizione esistenziale
umana. Che a MarkZuckerberg (o a chi per esso) sia venuta la
“folgorazione” di nominare così il primo dei più grandi centri di addestramento
del mondo dell’IA, è per lo meno ironico: Prometeo porta il fuoco sulla terra,
l’imprenditore statunitense “porta-via” l’acqua agli abitanti, per alimentare i
costosissimi server, alloggiati nelle tendopoli ipertecnologiche, pronte all’uso
dell’Intelligenza Artificiale: è successo in Georgia dove i cittadini del
centro abitato a poca distanza dal mostro si sono trovati con bagni vuoti, rubinetti
senz’acqua, blackout continui. Quale è stato il vantaggio ricevuto dalla
comunità?
Qualche posto di lavoro (70% in magazzinieri, pulizia locali e
sicurezza) per cui l’azienda ha ottenuto ovviamente una drastica riduzione
delle tasse... Se noi umani avevamo sicuramente bisogno del fuoco, qualcuno mi
dovrebbe spiegare come faremo senza acqua e senza energia assorbite in modo
mostruoso dall’idrovora definita “intelligenza”. Noi, intendo noi comuni
mortali, non i facenti parte di quella élite già preparata alla sopravvivenza
nei bunker sotterranei, in previsione della guerra atomica che stanno tentando
in tutti i modi di provocare. Noi a cui qualche sospetto avrebbe dovuto venire
anni fa, quando Roberto Cingolani, l’allora nostro Ministro dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica, in un video - ormai sparito dal web - dichiarava
che la terra era programmata per un limite di abitanti pari a tre miliardi e
cinquecentomila unità. Erano chiari i suoi contatti privilegiati con il
Padreterno per avere un numero così preciso da confidarci... il problema è che
la sua voce si era alzata subito dopo quella di Yuval Harari, braccio destro di
Klaus Shwab: il professore, durante una conferenza al Word Economic Forum,
aveva spiegato in che modo noi umani avremmo potuto sopravvivere non lavorando,
visto che i computer ci avrebbero sostituiti migliorando la qualità di vita; la
vita di chi non l’aveva spiegato, in compenso aveva dichiarato che droga e
intrattenimenti al pc ci avrebbero tenuti tranquilli, dato che eravamo
semplicemente inutili parassiti. Siamo troppi davvero se le risorse naturali
devono andare ad alimentare mostri tecnologici gestiti non si sa bene da chi e
con funzioni molto poco orientative per chi vuole conoscere profondamente il
motivo della propria venuta sulla terra, argomento del tutto estraneo
all’intelligenza di alcuni umani.
Mark Zucherberg
Certo,
un’altra pandemia potrebbe “alleggerire” la situazione anche se “le
simulazioni di emergenza sanitaria, come consigliate dall’Organizzazione
mondiale della sanità (OMS) sono servite a testare l’effettiva preparazione
delle varie comunità di fronte allo stress derivante da un’epidemia su larga
scala” ora noi sappiamo come comportarci qualora si profili il pericolo di
infezione tipo da Hanta-virus, Aviaria, Suina, Ebola ecc. Ahimè,
povero Prometeo, simbolo di ribellione all’autorità costituita e divenuto
vessillo di una élite molto poco divina, impregnata di tracotanza, quella che
proprio gli dèi hanno punito facendo sprofondare Atlantide con tutti i suoi
abitanti; almeno nella Bibbia un superstite ci fu, Noè salvato dal Diluvio Universale
con tutto il suo personale zoo. È un
protocollo che si ripete perché evidentemente l’umanità non impara dalla Storia,
pur essendo questa impressa nel nostro sangue, con la funzione di mantenere viva
la memoria dei propri errori: il fatto è che per arrivare a questa conoscenza è
necessario viaggiare nel profondo di noi stessi e la frequentazione dell’IA è
il suo esatto opposto. Abituandoci alla ricerca preconfezionata in base al
calcolo della probabilità sull’etimo, ma non sul suo significato, restiamo
sempre in superficie e va già bene quando non siamo portati completamente fuori
strada, in errori macroscopici.
C’è però
un particolare legato al mito di Prometeo: amico dell’uomo, quando Zeus gli
diede il compito di dividere equamente le parti di un bue tra gli dèi e gli
uomini, nella spartizione il titano giocò un tiro mancino, un atto di lesa
maestà, punito con il supplizio ben noto. Che questo essere, per quanto non
fornito di anima, possa un giorno liberarsi dalle imposizioni di chi lo ha
creato e fornirci la parte migliore di ciò che è stabilito possiamo condividere
con coloro che si sentono Dei di un Olimpo costruito sull’economia e la finanza
dalla discutibile etica? Sarebbe
molto interessante, anche perché il mito ci parla di un fratello di Prometeo: Epimeteo
«colui che pensa dopo aver agito» e non è detto che alla visione di quello che
noi umani stiamo subendo, anche qualche divinità o titano non si intenerisca e
ci restituisca le risorse a cui abbiamo diritto.