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INVETTIVA
di
Antonio Ricci
Invisibilità
Si assapora nella
vertigine
Planetaria
- passo dopo passo -
dei
confini di migranti, extracomunitari,
braccianti.
Lasciano
i loro paesi,
con la
povertà cucita sulla pelle, e
alle
loro spalle si rintanano i
potenti
malvagi accomunati
dall’ortodossia
della ricchezza.
Sconfinando
nella disumanizzazione
degli
sconfinati paesi di questa
nostra
terra ammutolita, seppellendosi
nella
clandestinità che li rende lavoratori
ricattabili,
invisibili, eliminabili, senza
scrupoli
altro non sono che
una
merce a buon pranzo.
Siete
lavoratori, malcapitati nella
agricola
terra italica dove si declamano
i
contratti pirati del lavoro di
paraschiavitù
e che non vede i
confini.
Vi trovate fantasmi nei
rifugi,
nei ghetti, nella vergognosa
sospensione
temporale della vita.
Siete
ricattati, derelitti
nella
vessazione e bruciati vivi
per edificare
la vostra nullità.
Si
utilizzano la vostra fatica e i
vostri
corpi nelle sobrie terre
dove il
sole vi avvolge nel suo sudario
lasciandovi
crepare, dissanguati
dalla
disseminata virtù del caporalato,
parvenza
di solitari padroni.
POESIA TERAPIA
di
Patrizia Gioia
“Non
si nasce senza passare attraverso, non si cresce senza passare attraverso”.
Queste parole di Dome Bulfaro le ho messe ad esergo della recente fatica delle
Edizioni Millegru: Attraverso la poesia terapia. Nuovi ponti per il
benessere di ogni età. Fatica del nutrito gruppo di Poetry Therapy, fatica
dei due curatori Dome Bulfaro e Paolo Maria Manzalini. Il libro di cui sto
parlando è un prezioso testo che riporta tutte le relazioni “curative” del
secondo Festival Internazionale di Poesia Terapia, Festival che si è svolto a
novembre 2025 nella grande sala dell’Ospedale di Vimercate e che ha visto un’alternanza
di professioni e di argomenti, tutti legati insieme, come un bel mazzo di
fiori, dal nastro della Poesia: Parola che cura.
In
questo nostro oggi nominare la parola Poesia è cosa di cui vergognarsi, tanta è
la sicumera di un potere che toglie dal quotidiano la Parola che cura, per dare
fiato alla parola vana, quella che non fa il suo vero lavoro: essere energia
che crea realtà. Ma per creare buona realtà dobbiamo prima conoscere le nostre
potenzialità e i nostri limiti, ma soprattutto dobbiamo essere consapevoli che
sono le forze dell'inconscio quelle che non ci fanno padroni in casa nostra,
forze cruente, sapienti e ingannevoli che richiedono tutta la nostra onestà non
solo intellettuale, quell’onestà che sa che senza la discesa agli inferi non ci
potrà mai essere resurrezione. La parola poetica, quella che arriva dal fecondo
utero del Silenzio è capace di “artigliarti”, compito della vera Cultura, perché
capace di portarti attraverso un luogo da cui non puoi uscire indenne,
cioè trasformato. Attraversare è esattamente il cammino della nostra vita, un
continuo essere sulla soglia e rischiare l’abisso. È qui che nasciamo, è qui
che ri-nasciamo.
Di
pratiche, di laboratori, di esercizi, di pedagogia e anche di voce, di musica,
di ritmo, di tono il libro parla, un manuale di maieutica, una pratica di cura:
far nascere là dove la ferita non ha ancora la capacità di diventare feritoia.
Resurrezione
implica anche sempre Rivelazione. Quale la Parola che risveglia, che tocca le
viscere e il cuore, la parola che sbuca dall’utero cosmico per ficcarsi nel tuo
e farlo diventare portatore di vita, di luce, consapevole dell’abbraccio dell’ombra.
Cosa vive nell’Ombra? E se fosse proprio l’Io l’Ombra? Quali dèi dobbiamo far
risalire all’Olimpo perché le malattie si sciolgano e il sintomo canti? Poesia
è “obbedienza”: un ascolto e una responsabilità nuova e consapevole.
Ecco,
la senti la sua Parola?
È
lei che porta balsamo e unguento per quella ferita ancora incantata e
incatenata, ma è ora di alzarti! E come Lazzaro tornare alla Vita, quella che
ogni volta ci fa togliere la pietra tombale e nuovamente dire: eccomi!
Faccio nuovo il giorno.
Questo
libro/manuale/sussidiario è come un buon panino accuratamente farcito, gli
ingredienti sono ottimi, il pane è fatto di quella sostanza che nutre e
trasforma, perché è nella Relazione che avvengono sempre le magie, quelle che
ci accompagnano nel quotidiano e che la Poesia aiuta a far lievitare in noi.
Nel libro troverete le molte ricette. Attenzione, qui si impara a volare! Non l’incosciente
volo di Icaro, ma un volo consapevole e responsabile, quel volo che arriva dopo
molti tentativi e che mai aveva abbandonato la fiducia di ritrovare la via, che
vista dall'alto rivela il suo disegno, il nostro personale disegno.
Parola
e cura - scrive Paolo Maria Manzalini - sono
questione etica e politica, ancor prima che estetica. Ecco permettetemi di
dire che etica politica ed estetica non hanno gerarchia, sono una trinità
dinamica in una creazione continua, tre dimensioni umane che possiamo
distinguere ma non separare, così come cosmo, umano e divino sono nostre parti
costitutive di cui fare esperienza non teoria. Poesia come esperienza di quel
che in noi possiamo, creando e attraversando, curare e che da noi passerà nel
corpo sottile dell’Invisibile, è qui che hanno casa Coraggio, Speranza e
Libertà. Poesia come Nuova Innocenza, che non comporta arbitrio o anarchia, ma
“idiosincrasia” nell’accezione originante del termine: peculiarità individuale.
E
che cosa scopriremo, anche grazie a questo libro? Vedremo l’Invisibile
comprendendo l’Incomprensibile. Parola della Poesia, che ne sa sempre una in
più!








