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lunedì 3 agosto 2026

CONFRONTI



Una lettera dello scrittore e commediografo Luca Marchesini  

Caro Angelo,
leggendo l’articolo Fauci spalancate di Chicca Morone (“Odissea” sabato 1° agosto), noto gli esiti epigonici di certa sinistra, sempre più vicina, sulla base di un arruffato populismo antitutto, all’estrema destra internazionale e al suo odierno comandante in capo, le cui azioni da presidente degli Stati Uniti paiono ispirate in egual misura dal desiderio di ampliare ulteriormente il proprio giro d’affari e da quello, più terra terra, da bambino prepotente, di regolare i conti con chi osa mettergli i bastoni fra le ruote.
Tornando all’articolo di cui sopra: vi noto una palese contraddizione, quando si critica Fauci per essersi appellato al quinto emendamento, in quanto, comunque, “l’immunità derivante dalla grazia renderebbe nulla l’autoincriminazione”, per segnalare poi “possibili contenziosi sulla validità della grazia preventiva, da parte del presidente Biden”. Quanto poi al ridicolo in cui, secondo l’autrice, lo stesso Fauci cadrebbe appellandosi al quinto emendamento anche di fronte a domande futili, mi chiedo se ridicole, e provocatorie, non siano piuttosto quelle stesse domande che gli sono state rivolte.
Due parole ancora sui vaccini, non su quello anti-Covid (non sono né un medico né un biologo e non mi piace parlare di ciò di cui non sono esperto) ma sui vaccini in generale. Sono abbastanza vecchio da ricordarmi di quando, prima dell’invenzione e dell’uso obbligatorio (limitazione della libertà dei genitori, tutela dei diritti dei minori soggetti alla loro autorità) dei vaccini antipolio, la poliomielite faceva strage di bambini, e altri ne lasciava storpi. Stessa cosa per la difterite e, andando indietro nel tempo, per il vaiolo e altro ancora.
Luca Marchesini
[Milano, 1° agosto 2026]