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lunedì 14 settembre 2026

COMMENTO AL CARDINALE
di Rosario Undiemi



Carissimo Prof. Gaccione,
ti scrivo con un sincero senso di apprezzamento e condivisione dopo aver letto l’articolo che ci hai proposto sul tuo blog, incentrato sulle parole del cardinale Domenico Battaglia: «Il Vangelo – per chi crede e per chi non crede – è uno specchio impietoso: riflette ciò che è umano, denuncia ciò che è disumano». Ho trovato questo testo di una potenza straordinaria, capace di scuotere le coscienze nel profondo del nostro tempo. Vorrei condividere con te una breve riflessione che la sua lettura ha generato in me, come piccolo segno di riscontro e di gratitudine per gli spunti culturali e civili che ci dona sempre: uno specchio per la coscienza universale: la forza dirompente di questo passaggio sta nel superare ogni steccato dogmatico. Il Vangelo cessa di essere un testo confinato alla sola dimensione della fede e si erge a criterio universale di umanità. È uno specchio che non ammette sconti e ci costringe a misurare il nostro reale tasso di civiltà. Il limite etico contro ogni barbarie: la denuncia di don Mimmo colpisce dritto al cuore le contraddizioni di oggi. Ci ricorda con forza che se un progetto schiaccia l’innocente, se una legge non protegge il debole o se un profitto cresce sul dolore di chi non ha voce, ci troviamo di fronte a qualcosa di profondamente disumano, incompatibile con la giustizia. Il coraggio della cura: rilanciare queste parole oggi significa raccogliere un testimone prezioso. Non basta l’indignazione di facciata; occorre praticare il coraggio della cura, della giustizia e della pace, opponendosi a ogni logica di indifferenza. Ti ringrazio di cuore per aver acceso questa luce e per offrirci sempre occasioni di pensiero così alte e necessarie.