LA BRECCIA DI PORTA PIA di Ass. Naz. del Libero Pensiero “Giordano
Bruno”
A ricordo del 156° della Breccia di Porta Pia
Era l'alba del 20 settembre del 1870, quando l'artiglieria
dell'esercito italiano entrava in azione per aprire un varco nella cinta
muraria vaticana. Dopo 5 ore di cannoneggiamenti il muro cedeva nel tratto tra
Porta Pia e Porta Salaria. Alle 9.45 i bersaglieri della XII e XIV divisione
entravano in Roma. Era la fine della teocrazia vaticana. Roma diventava
capitale d’Italia. Roma era restituita all’Italia, e l’Italia all’Europa. Si
compiva un processo storico che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo
da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo. Successi insperati, ma che erano
stati possibili grazie a quel piccolo fiume carsico di artigiani e lavoratori,
di cui le strade di Roma conservano ancora memoria (Via dei Funari, Fornari,
Falegnami, Giubbonari ecc.). C'era un'altra Roma che si opponeva allo
strapotere della rendita: nobiliare e papalina. Una Roma resistente, che
avrebbe ripreso il filo rosso della storia con la nascita della Repubblica
giacobina nel 1798, e ancora nel Risorgimento con quella mazziniana del 1849.
Rivoluzioni di emancipazione, represse ogni volta, ma che lasciavano il segno
nella storia. Questa Roma del popolo il 20 settembre del 1870 salutava
gioiosamente l’ingresso dei bersaglieri nella città, intonava per le strade la
marcia di Garibaldi, sventolava la bandiera italiana da finestre e balconi,
indossava la coccarda tricolore... saliva sulla torre del Campidoglio per
liberarlo dagli zuavi papalini. Nel principio laicità, quella Breccia ha
segnato l’apertura alla cittadinanza democratica, che chiama ognuno alla
responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale per un mondo di liberi ed
uguali. Un impegno oggi ancora più necessario di fronte a rigurgiti neofascisti
e fanatismi religiosi, mentre nostalgie di patriarcato in gerarchizzazione
sessista e sociale continuano a minare l’affermazione della pari dignità.
Quella dignità che la Costituzione della Repubblica italiana pone in
corrispondenza dell’uguaglianza, per il concretizzarsi della piena cittadinanza
democratica. Allora questa Breccia continui a essere il nostro faro di
liberazione da ogni sopraffazione e sopruso nel motto internazionale dei Liberi
Pensatori Né dogmi Né padroni.
A Roma il 20 settembre alle ore 11 l’omaggio sul luogo della
breccia.