MEMORIA
di Franco Astengo

Assalto contro la democrazia
di militari e Cia Americana
11 Settembre il colpo
di Stato in Cile
Ricordiamo il golpe cileno dell’11 settembre 1973 promosso dall’amministrazione
USA Nixon-Kissinger e ferocemente attuato dai militari di quel paese. Teniamo
molto a rammentare quei tragici fatti proprio perché stiamo vivendo un presente
di grande difficoltà per la democrazia. Dopo
il voto sassone questa crisi sta assumendo particolari aspetti proprio in
Italia dove – addirittura - è stata aperta dalla magistratura un’inchiesta su
presunti rapporti tra un movimento politico di estrema destra e settori
dell’esercito e della polizia. L’Italia non è nuova a iniziative di carattere
eversivo, dal “Piano Solo del 1964 a diversi episodi negli anni’70 (Rosa dei
Venti, Golpe Borghese) culminati nella triste vicenda della P2 e dei servizi
segreti deviati (Piazza Fontana, Ustica, strage di Bologna). Dunque: per non
dimenticare, per non sottovalutare, per non cedere alla tentazione
dell’accomodamento opportunistico.
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| Assalto contro la democrazia di militari e Cia Americana |

Gli Americani sono peggiori dei Russi
L’11 settembre 1973
in Cile il golpe fascista sostenuto dall’amministrazione USA, dal segretario di
stato Henry Kissinger, pose fine al Governo di sinistra, democraticamente
eletto, massacrando e imprigionando migliaia di cittadine e di cittadini
democratici e instaurando una feroce dittatura militare capace di mettere in
pratica lo sfruttamento più intensivo delle persone e delle risorse del
territorio. Un regime dittatoriale sorto in nome dell’indiscriminata libertà
del profitto e della sopraffazione. Il governo di Unidad Popular guidato dal
socialista Salvador Allende era sorto Il 4
settembre quando Salvador Allende era stato eletto Presidente. Il 24 ottobre 1970 il Conresso Nazionale cileno aveva
ratificato la sua elezione: Salvador Allende poté così incominciare a mettere in
pratica il programma rivoluzionario della Unidad Popular, la cosiddetta Vía chilena al socialismo. Un’esperienza
politica non priva di contraddizioni ma assai avanzata nel connubio tra
democrazia e socialismo. Unidad Popular avrebbe potuto cambiare il corso della
storia del Cile, avere ripercussioni internazionali, essere d’esempio per
diversi altri Paesi del mondo. La vicenda cilena, che pure diede origine a un
ampio dibattito nel movimento operaio internazionale, deve rimanere nella
memoria collettiva come un esempio e un monito incancellabili, in particolare
in questi tempi dove davvero la “damnatio memoriae” sembra coinvolgere tutto
quanto è stato fatto, tra luci e ombre, vittorie e sconfitte, per il riscatto
del proletariato di tutto il mondo. Mai come in questo momento appare necessario
il ricordo di quel tragico fatto: nessuno osa più misurarsi con possibilità
della trasformazione radicale delle marxiane “stato di cose presenti”.
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| Gli Americani sono peggiori dei Russi |
