Anche in
Germania come in Polonia fanno le prove. Monaco di Baviera. Organetti di Barberia e altri
suoni meno grati.
Stamattina le dolci e
svagate melodie di un organetto di Barberia, come ne Iragazzi della
via Paal! L’ho visto attraversare la Volkartstrasse, sulla cassa dondolava uno
sgargiante pappagallo! Mi sono avvicinata, incuriosita: era di pezza. E accanto
aveva un bel sacchetto profondo di velluto per le monete… Sul davanti della cassa, mentre il suonatore
riprendeva a girare la manovella, ho letto: Bacigalupo Berlin. Abbiamo
insegnato la musica a tutta l’Europa! E adesso? Prego, non divaghiamo. Tornata
a casa, l’organetto ha continuato a cullarmi e con me tutto il quartiere. Mai
gli altri anni si era attardato tanto. Pensate che sta suonando anche adesso,
adesso che dovrei in verità scrivere di un altro tipo di melodia: quella che si
è fatta sentire giovedì 10 settembre mentre mi lavavo la faccia. Sembra, questo
organetto, venuto quasi per esorcizzare il mio spavento di tre giorni fa… Il suono era inusitato:
una vibrazione sorda e bassa che si prolungava in modo inquietante… Sulle prime
ho pensato alla suoneria di un qualche nuovo dispositivo installato da quello
del quarto piano. Ma allora perché non la disattivava, visto che era in casa, a
giudicare dai suoi inconfondibili colpi di tallone, eredità di un glorioso
passato? Li udivo immediatamente sotto di me. Doveva essere andato in bagno,
dove si trovava il dispositivo… Trasalendo per un successivo dubbio interiore,
mi sono diretta verso la stanza grande. E non era certo il pianoforte ad
emettere l’allarmante suono, come avrebbe potuto, se ci fossimo trovati in un
racconto di Hoffmann, bensì quell’oggetto che si agitava convulsamente sulla
tastiera: lo smartphone! Lo schermetto era persino illuminato da una luce
rossastra! Afferratolo, ho letto con la vista annebbiata: Bundesweiter
Warntag! Test di allarme nucleare! ho perciò pensato subito, come le altre
volte. E, come le altre volte, mi sono sentita atterrita, minacciata, sconvolta,
anche se l’esplosione atomica non era ancora avvenuta, non era ancora un fatto corporeo
e tangibile, ma solo un’ipotesi, per così dire, di lavoro. Maledetti, come vi
permettete di distruggermi così i nervi, di sconvolgere ancora la mia anima già
martoriata e sconvolta dal dolore per la perdita di mio marito, ho gridato
dentro di me con tutto il furore, preparate spudoratamente la guerra e vorreste
anche apparire previdenti governanti che hanno a cuore la sicurezza della
popolazione! Da quando mio marito è morto non parlo quasi più ad alta voce, ma
talvolta grido senza potermi controllare.Che l’Intelligenza Artificiale, da me interrogata in proposito, mi abbia
successivamente tranquillizzata, non mi ha tranquillizzata affatto. Non le
credo. Del resto non credo a nessuno. Non credo che questa allerta generale in
Germania non si riferisca alla guerra. Il sistema di allarme via smartphone non
è nato per la guerra ma per i disastri naturali (alluvioni, tempeste o ondate
di calore estremo), gli incidenti civili (incendi in grandi stabilimenti
chimici con emissione di fumi tossici), i guasti infrastrutturali (blackout
elettrici prolungati o contaminazione dell’acqua potabile), sosteneva la
suddetta Intelligenza. Mi voleva persino spiegare come si differenziano i suoni
delle sirene, come si distingue cioè quello di prova da quello di pericolo reale!
Se fossi stata masochista, l’avrei devotamente pregata di farlo… Ieri intanto
una conoscente anziana, ma sveglia, incontrata per la strada, dopo essere
smontata dalla bicicletta, mi ha detto pressappoco che lo scoppio della guerra
è previsto per il ’29 e che dove abita lei i ricchi si stanno vendendo le ville
per espatriare e che lei prega l’Universo che scongiuri la guerra. Capirai, con
quello che gliene importa all’Universo di noi! Io mi sento immersa più che mai nelle
dicerie; come ho scritto sopra, non credo a nessuno; non mi fido di nessuno. So
solo che niente e nessuno può scongiurare le insensatezze. La mente umana è
troppo lunatica, imponderabile, labile, e troppo precari sono i suoi possessi. Le
sue passioni sono invece incontrollabili. Schopenhauer non diceva che le donne
sono brutte perché hanno i fianchi larghi e le gambe corte? Se anche un grande
filosofo, una mente universale, è capace di ragionare in modo così ridicolmente
fazioso, capriccioso e inattendibile, figuriamoci miliardi di sciocchini senza
arte né parte!