EX SANATORIO BANTI di Associazione
di volontariato Idra
La lettera della sindaca di
Vaglia all’associazione Idra, che invoca: si promuova la
destinazione sociale del complesso! “La
informo che abbiamo richiesto e ottenuto da ASL Toscana Centro un sopralluogo
all'ex Sanatorio Banti, previsto entro la fine del mese corrente. Tale
sopralluogo sarà propedeutico alla verifica dello stato dei luoghi e alla
costatazione delle opere di ripristino necessarie per la mitigazione del
rischio, a carico dell'Ente proprietario, nella speranza che gli sforzi congiunti
possano presto restituire questo meraviglioso manufatto a vita nuova e al
decoro che merita”. Così aveva scritto un mese fa, suscitando favorevoli
aspettative, la sindaca di Vaglia Silvia Catani all’associazione promotrice
della giornata di studi sul Banti organizzata lo scorso 9 maggio a Villa
Demidoff e patrocinata unitamente dal Comune e dalla Città metropolitana di
Firenze. “Cogliamo l’occasione - aveva immediatamente risposto
Idra esprimendo soddisfazione per il risultato conseguito dall’Amministrazione
comunale - per chiedere a lei e alla Sindaca Metropolitana di ottenere
dall’Azienda proprietaria l’autorizzazione alla presenza - in occasione del
sopralluogo - di una delegazione di Idra e di una rappresentanza dei relatori
al convegno di maggio, dei cittadini e degli studiosi che hanno a cuore il
recupero del gigante devastato e del suo Parco”.
A distanza di quattro
settimane, però, il resoconto pervenuto venerdì scorso all’associazione recita:
“A valle della caduta di materiale che si è verificato a seguito dell'evento
intenso di maltempo dello scorso agosto, abbiamo chiesto e ottenuto un
sopralluogo tecnico ad Asl toscana centro, sia all'area esterna dell'ex
sanatorio Banti che alla Garena adiacente, insieme al nostro ufficio tecnico,
alla nostra Polizia Locale e alla Soprintendenza”. Non è stata resa nota la
data in cui è avvenuta la visita, ma si aggiunge: “Contestualmente, gli stessi
proprietari del bene ci hanno informati che stanno lavorando alla ultimazione
della procedura di alienazione del manufatto, che confidiamo possa concludersi
in tempi brevi e con esito positivo, per riportare questo meraviglioso luogo al
decoro e alla rinascita che merita”. Dunque, l’opportunità di partecipare al
sopralluogo è silenziosamente sfumata. Scontato il commento che Idra ha dovuto trasmettere stamani
alle referenti delle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa del simposio
di giugno, Silvia Catani e Sara Funaro: “Dispiace costatare che, a quattro
settimane dalla nostra richiesta di poter essere ammessi a esserne parte
assieme a una rappresentanza della cultura e della cittadinanza intervenute al
convegno, nessun riscontro sia stato fornito a tale istanza di partecipazione,
né leggiamo nella cortese Sua nota riferimenti alle circostanze che l’avrebbero
resa inaccoglibile”.
Idra registra inoltre, alla luce di quanto appreso dalla
sindaca Catani, che le tante aste progressivamente al ribasso succedutesi e
andate deserte negli ultimi lustri non sembrano aver dissuaso dal procedere ancora
una volta al riparo da opportunità di confronto con le ragioni e le proposte
della società civile. E chiosa: “Per come viene descritta, non comprendiamo
come la procedura di alienazione possa rappresentare di per sé, quand’anche si
reperisca un acquirente, una garanzia di ‘lieto fine’ per il Banti, in grado di
“riportare questo meraviglioso luogo al decoro e alla rinascita che merita”,
come Ella scrive di desiderare. Quali salvaguardie della sua vocazione pubblica
e sanitaria, ci domandiamo, sono state fornite all’Amministrazione comunale di
Vaglia e a quella della Città metropolitana di Firenze? In che misura è lecito
confidare che, come Ella auspicava nella lettera indirizzataci lo scorso 17
settembre, “gli sforzi congiunti possano presto restituire questo meraviglioso
manufatto a vita nuova e al decoro che merita”? Quale spazio è stato riservato
ai contributi tecnici e scientifici che la cittadinanza ha offerto in maniera
costruttiva e concreta nel simposio patrocinato, per l’appunto, dal Comune di
Vaglia e dalla Città metropolitana di Firenze?”.
Infine, un richiamo al significato e ai risultati
dell’appuntamento di maggio a Villa Demidoff: “Temiamo, gentili Sindache, che
non sia stato colto a pieno, fin qui, il messaggio che la giornata di studi di
maggio ha inteso trasmettere: il coinvolgimento del mondo della cultura, della
cittadinanza attiva, dell’associazionismo e del volontariato potrebbe utilmente
affiancare la USL proprietaria (pubblica) del Banti nel compito istituzionale
di garantire “decoro e rinascita” a questo importante monumento sanitario e architettonico.
Nelle righe di aggiornamento informativo ricevute non vediamo fugato il rischio
che si dia corso - in assenza di impegni assunti attraverso il confronto con la
società civile - a un’alienazione mirata unicamente a far cassa, con buona pace
dell’impellente domanda sociale di recupero e valorizzazione dell’eredità di un
bene comune così prezioso”.
Dinanzi a
un esito così poco rassicurante, a fronte della mole di impegno e di spunti che
il seminario di Villa Demidoff ha prodotto, si impone - osserva Idra -
una riflessione di fondo, e un appello: “Non è un mistero, gentili Sindache,
che gran parte del dibattito pubblico in pieno svolgimento in questa difficile
stagione economica a tutti i livelli - locale, nazionale ed europeo - verte
attorno al dilemma ‘burro o cannoni?’, ‘salute o guerre?’.
Siamo certi che ve ne sia profonda consapevolezza negli ambienti che codeste
Amministrazioni, impegnate nella tutela del Banti, abitano e condividono.
Seguitiamo quindi ad auspicare che esse contribuiscano a promuovere - in
tutela della storia e della vocazione dell’ex Sanatorio di Pratolino - una
scelta sociale nella destinazione delle risorse, all’interno del perimetro
delle esigenze primarie delle comunità: la vita e la salute”.