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venerdì 23 ottobre 2026

EX SANATORIO BANTI
di Associazione di volontariato Idra


 

La lettera della sindaca di Vaglia all’associazione Idra, che invoca: si promuova la destinazione sociale del complesso!
 
“La informo che abbiamo richiesto e ottenuto da ASL Toscana Centro un sopralluogo all'ex Sanatorio Banti, previsto entro la fine del mese corrente. Tale sopralluogo sarà propedeutico alla verifica dello stato dei luoghi e alla costatazione delle opere di ripristino necessarie per la mitigazione del rischio, a carico dell'Ente proprietario, nella speranza che gli sforzi congiunti possano presto restituire questo meraviglioso manufatto a vita nuova e al decoro che merita”.
Così aveva scritto un mese fa, suscitando favorevoli aspettative, la sindaca di Vaglia Silvia Catani all’associazione promotrice della giornata di studi sul Banti organizzata lo scorso 9 maggio a Villa Demidoff e patrocinata unitamente dal Comune e dalla Città metropolitana di Firenze.
“Cogliamo l’occasione - aveva immediatamente risposto Idra esprimendo soddisfazione per il risultato conseguito dall’Amministrazione comunale - per chiedere a lei e alla Sindaca Metropolitana di ottenere dall’Azienda proprietaria l’autorizzazione alla presenza - in occasione del sopralluogo - di una delegazione di Idra e di una rappresentanza dei relatori al convegno di maggio, dei cittadini e degli studiosi che hanno a cuore il recupero del gigante devastato e del suo Parco”. 



A distanza di quattro settimane, però, il resoconto pervenuto venerdì scorso all’associazione recita: “A valle della caduta di materiale che si è verificato a seguito dell'evento intenso di maltempo dello scorso agosto, abbiamo chiesto e ottenuto un sopralluogo tecnico ad Asl toscana centro, sia all'area esterna dell'ex sanatorio Banti che alla Garena adiacente, insieme al nostro ufficio tecnico, alla nostra Polizia Locale e alla Soprintendenza”. Non è stata resa nota la data in cui è avvenuta la visita, ma si aggiunge: “Contestualmente, gli stessi proprietari del bene ci hanno informati che stanno lavorando alla ultimazione della procedura di alienazione del manufatto, che confidiamo possa concludersi in tempi brevi e con esito positivo, per riportare questo meraviglioso luogo al decoro e alla rinascita che merita”. Dunque, l’opportunità di partecipare al sopralluogo è silenziosamente sfumata.
Scontato il commento che Idra ha dovuto trasmettere stamani alle referenti delle istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa del simposio di giugno, Silvia Catani e Sara Funaro: “Dispiace costatare che, a quattro settimane dalla nostra richiesta di poter essere ammessi a esserne parte assieme a una rappresentanza della cultura e della cittadinanza intervenute al convegno, nessun riscontro sia stato fornito a tale istanza di partecipazione, né leggiamo nella cortese Sua nota riferimenti alle circostanze che l’avrebbero resa inaccoglibile”. 



Idra registra inoltre, alla luce di quanto appreso dalla sindaca Catani, che le tante aste progressivamente al ribasso succedutesi e andate deserte negli ultimi lustri non sembrano aver dissuaso dal procedere ancora una volta al riparo da opportunità di confronto con le ragioni e le proposte della società civile. E chiosa: “Per come viene descritta, non comprendiamo come la procedura di alienazione possa rappresentare di per sé, quand’anche si reperisca un acquirente, una garanzia di ‘lieto fine’ per il Banti, in grado di “riportare questo meraviglioso luogo al decoro e alla rinascita che merita”, come Ella scrive di desiderare. Quali salvaguardie della sua vocazione pubblica e sanitaria, ci domandiamo, sono state fornite all’Amministrazione comunale di Vaglia e a quella della Città metropolitana di Firenze? In che misura è lecito confidare che, come Ella auspicava nella lettera indirizzataci lo scorso 17 settembre, “gli sforzi congiunti possano presto restituire questo meraviglioso manufatto a vita nuova e al decoro che merita”? Quale spazio è stato riservato ai contributi tecnici e scientifici che la cittadinanza ha offerto in maniera costruttiva e concreta nel simposio patrocinato, per l’appunto, dal Comune di Vaglia e dalla Città metropolitana di Firenze?”.



Infine, un richiamo al significato e ai risultati dell’appuntamento di maggio a Villa Demidoff: “Temiamo, gentili Sindache, che non sia stato colto a pieno, fin qui, il messaggio che la giornata di studi di maggio ha inteso trasmettere: il coinvolgimento del mondo della cultura, della cittadinanza attiva, dell’associazionismo e del volontariato potrebbe utilmente affiancare la USL proprietaria (pubblica) del Banti nel compito istituzionale di garantire “decoro e rinascita” a questo importante monumento sanitario e architettonico. Nelle righe di aggiornamento informativo ricevute non vediamo fugato il rischio che si dia corso - in assenza di impegni assunti attraverso il confronto con la società civile - a un’alienazione mirata unicamente a far cassa, con buona pace dell’impellente domanda sociale di recupero e valorizzazione dell’eredità di un bene comune così prezioso”.



Dinanzi a un esito così poco rassicurante, a fronte della mole di impegno e di spunti che il seminario di Villa Demidoff ha prodotto, si impone - osserva Idra - una riflessione di fondo, e un appello: “Non è un mistero, gentili Sindache, che gran parte del dibattito pubblico in pieno svolgimento in questa difficile stagione economica a tutti i livelli - locale, nazionale ed europeo - verte attorno al dilemma ‘burro o cannoni?’, ‘salute o guerre?’. Siamo certi che ve ne sia profonda consapevolezza negli ambienti che codeste Amministrazioni, impegnate nella tutela del Banti, abitano e condividono. Seguitiamo quindi ad auspicare che esse contribuiscano a promuovere - in tutela della storia e della vocazione dell’ex Sanatorio di Pratolino - una scelta sociale nella destinazione delle risorse, all’interno del perimetro delle esigenze primarie delle comunità: la vita e la salute”.